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Autori Vari, Il mistero delle origini, dell’universo e dell’uomo (Ecclesiae Domus, Napoli 2005).
(I contributi rispecchiano le opinioni
personali degli autori. Quelli attivi hanno uno
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Giovanni Brandi: Il contenuto è scorrevole e leggibile, nonostante l’opera
sia stata scritta da più mani e l’argomento trattato non sia
facile da esemplificare. La prefazione è del qualificato
genetista Giuseppe Sermonti, del quale sono noti i suoi
libri antidarwinisti («Dimenticare Darwin» è
l’ultimo). C’è poi l’introduzione di Maurizio Brunetti,
ricercatore universitario di Geometria e membro di Alleanza
Cattolica, che chiarisce i termini del dibattito tra il
Magistero Cattolico e la teoria dell’evoluzione.
Segue l’intervento di Gaetano Castello, docente cattolico di
Sacra Scrittura, il quale sostiene che il racconto biblico è
frutto di un lungo processo di redazioni conclusesi nel
periodo della cattività Babilonese (586 a.C.). Parla poi di
«caos primitivo» e di «Deutero-Isaia», con un linguaggio
tipico della «teologia liberale», la quale non ammette
l’ispirazione verbale e plenaria della Parola di Dio.
Insomma, posizioni molto negative per la vera comprensione
della Bibbia. Si ammette che è stato Dio a creare tutte le
cose, ma non si dice come e quando, lasciando spazio alla
libera interpretazione; in fondo, cioè, si dice tutto e
niente.
Di altro tenore è il contributo al dibattito di Mihael
Georgiev, che subito chiarisce il falso presupposto che vi
sia contraddizione tra vera scienza e religione, spiegando
che sono entrambi doni di Dio. Georgiev, come caporedattore
del sito creazionista dell’AISO (www.origini.info),
è sempre puntuale nei suoi interventi e anche in questo caso
non si smentisce, riuscendo prima a dimostrare
l’infondatezza dell’evoluzionismo, per proporre poi
l’alternativa creazionista in modo serio e onesto.
Meno efficace è l’intervento di Mart De Groot, altro
esponente dell’AISO. Essendo astrofisico, spiega molto bene
che solo un «disegno intelligente» poteva permettere la
nascita di un universo come il nostro e che solo ammettendo
un «Dio Creatore» si può dare un senso alle complicate leggi
che governano l’universo, permettendo la vita. Mi ha
lasciato invece perplesso la separazione di Genesi 1,1-2 dal
resto della settimana creativa, giustificando un’età
dell’Universo di miliardi di anni: lo ritengo esegeticamente
inammissibile e credo che contrasti chiaramente con Esodo
20,8-11.
Luciano Gaudio, docente di Genetica, a differenza di
Sermonti sostiene palesemente la teoria dell’evoluzione. La
conclusione, infine, è del teologo domenicano Salvatore
Sorrentino, il quale si augura che il problema delle origini
non venga più presentato come già risolto da un
evoluzionismo ateo e materialista, ma che ci possa essere un
confronto aperto a più possibilità, responsabilizzando
maggiormente la famiglia in ciò che va oltre la scienza.
Certo, da questo libro non ci si poteva aspettare di più,
presentando ipotesi a confronto. I cristiani, però, possono
confidare sulla promessa del Signore Gesù: «Conoscerete
la verità e la verità vi farà liberi» (Gv 8,32).
Sulla separazione di Gn 1,1 o Gn 1,1s dal resto del
capitolo e sull’età dell’universo cfr. in Nicola
Martella, Temi
delle origini.
Le Origini
1
(Punto°A°Croce, Roma 2006) gli
articoli «Giorni, ere, genealogie», pp. 104-114;
«Creazione continua o discontinua?», pp. 115-127; cfr.
qui anche «“Creare” diverso da “fare”?», pp. 128-132. ●
Sulla critica biblica cfr. qui «Genesi 1-2 e la critica
biblica», pp. 54-64. ● Sulla questione Bibbia e scienza,
creazione ed evoluzione cfr. qui «L’interpretazione
della Genesi», pp. 25-48; «La Genesi e la scienza», pp.
181-195. ● Per la parte esegetica cfr. Nicola Martella,
Esegesi delle
origini.
Le Origini
2
(Punto°A°Croce, Roma 2006).
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Secondo:
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Terzo:
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Quarto:
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Ricordiamo che ognuno può mandare la recensione di un libro
da lui letto o anche solo le sue osservazioni al riguardo.
Tutto ciò rispecchia esclusivamente le convinzioni di chi si
esprime e non necessariamente quelle
della redazione di «Fede controcorrente» sull’argomento.
Aggiornamento: 01-05-07
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