■ Rabbino modesto: «In una certa città (A.), si usava da sempre discutere dei meriti rispettivi di questo o quel rabbino. Un giorno passò di qui un forestiero originario di un’altra città (B.). “Lunga vita al nostro rabbino!” — esclamò l’abitante di B. per farsi sentire — “Egli digiuna tutti i giorni della settimana, eccetto ovviamente il sabato e i giorni di festa”. “Che bugia!” — esclamò furioso un vecchio abitante di A. — “Ho visto con i miei occhi il vostro rabbino mangiare in un giorno non festivo!”. “Che ne sai tu del nostro rabbino?” — replicò sprezzante l’abitante di B. — “Il nostro rabbino è un santo, e per di più è estremamente modesto nella sua pietà. Se gli capita di mangiare durante la settimana lo fa solo per nascondere meglio agli occhi della gente il fatto che digiuna così tanto!”» (da Argentino Quintavalle).
■ Ragion di tutti: «Due ebrei erano in conflitto. Come si usava all’epoca, essi decisero di rivolgersi al rabbino per regolare la vertenza. Il rabbino li ascoltò separatamente. Dopo aver ascoltato il primo querelante, il rabbino gli disse: “Hai ragione”. Poi ascoltò il secondo e gli disse: “Hai ragione”. La sera il rabbino raccontò la faccenda a sua moglie, che esclamò: “Ma non possono avere ragione tutti e due!”. “Hai ragione anche tu”, le rispose suo marito» (da Argentino Quintavalle).
■ Reclame infernale: «Un
libertino finisce all’inferno nel relativo girone. S’accorge però presto che,
lungi dall’essere un luogo tetro, vi sono molte occasioni di divertimento e
godimento. “Qui è meglio che nel mondo dei vivi!”, dice fra sé e sé. Incontra
una bellissima donna con la quale trascorre piacevolmente la giornata. Poi lei
acconsente di trascorrere con lui addirittura la notte e vanno in camera da lei.
Qui aprono lo champagne, mettono su della musica per creare l’atmosfera… ma
all’improvviso ogni cosa nella stanza scompare alla sua vista... Contrariato,
esce in strada, incontra un tizio in divisa e gli racconta la sua esperienza,
concludendo: “E poi la donna era sparita, lo champagne era svanito e io ero
rimasto lì di stucco”. Costui lo lascia finire compiaciuto e poi gli dice con un
diabolico ghigno: “Benvenuto all’inferno! Quella era solo pubblicità
ingannevole”» (adattato da un testo inviato da Gianni Siena).
▲
■ Ricordi di Lourdes: Una persona devota a Maria si recò a Lourdes in pellegrinaggio. Prima di mettersi in viaggio per il ritorno comprò una gran quantità di bottiglie a forma di madonna contenenti acqua benedetta di Lourdes. Ma siccome trovò a comprare del liquore a buon prezzo, svuotò le «madonnine» dell’acqua e le riempì di liquore. Arrivati al confine, il finanziere gli chiese se non avesse roba da dichiarare. «No», disse l’uomo, «ho solo qualche oggetto-ricordo di Lourdes». Il funzionario non la bevve, e, svitando il tappo d’una delle bottiglie, v’annusò e disse: «E come la mette con questo liquore?» «Miracolo!», disse l’uomo, «miracolo!» (© Punto°A°Croce).
{Motti di spirito,
pp. 62s}
■ Ritardo: aiuto divino: Un
cristiano evangelico «pentecostale classico» ha preso la pessima abitudine
d’arrivare a culto iniziato. Egli se ne rammarica in preghiera e, riflettendo
profondamente sui motivi dei ritardi, prega così: «Aiutami ad arrivare in
orario... come ai tempi del mio “primiero zelo”». La domenica dopo esce di casa
e s’accorge d’essere in ritardo; si mette a camminare di buon passo, ma dispera
d’arrivare in orario. Mentre s’affretta, un cane randagio lo vede e lo insegue.
Impaurito corre e — «miracolo» — giunge nella sala di culto un secondo prima
dell’inizio. Ha il volto raggiante, canta e prega con molto entusiasmo. All’ora
delle testimonianze s’alza e racconta il fatto in questo modo: «Ringrazio il
Signore per un esaudimento. Voi sapete che da qualche settimana arrivavo sempre
in ritardo. Ho pregato e chiesto soccorso al Signore. Anche oggi sono uscito in
ritardo e Dio ha mandato un cane randagio, che mi ha inseguito. Non solo m’ha
fatto arrivare in orario, ma il Signore m’ha dato i “piedi delle cerve” e il
cane non mi ha raggiunto!» {adattato da un testo inviato da Gianni Siena}.
▲