■ Deformazione professionale
1: «Queste due predicazioni provengono da due pulpiti ben distinti.
Un semplice fratello afferma: “Io vi annuncio la grazia e la salvezza, promesse dal Signore Iddio in Gesù Cristo...”.
Un ex sindacalista, condizionato dal linguaggio abituale della professione esercitata proclama: “...e io vi farò avere la salvezza che vi spetta...”
(adattamento da un’idea di minop).
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Deformazione professionale 2: Un
terrorista irlandese muore e si presenta all’accettazione dell’aldilà.
All’angelo preposto chiede dove sia l’entrata per il Paradiso. Il responsabile
gli indica la porta e aggiunge: «Per quello che hai fatto non puoi proprio
entrare lì!». Il terrorista risponde: «Non sono io che voglio entrare, sono loro
che devono uscire... entro 5 minuti, altrimenti…» {adattato da un testo inviato
da Gianni Siena}.
■ Devozione: Recite
pericolose: «Molti anni fa, viveva un caro fratello di nome Santo;
era analfabeta e amava ripetere a memoria interi brani della Scrittura,
che imparava dalle cassette registrate. Per un po’ mi deliziai ad
ascoltarlo, poi mi stancai. Nei culti della nostra comunità il tempo
delle testimonianze è dedicato ai saluti e alle storie di vera
edificazione che ognuno può raccontare. Un giorno ero andato in chiesa
con la “luna storta” e, quando s’alzò per ripetere l’ennesimo brano,
iniziò il Salmo 118. Al che commentammo caustici, a bassa voce, tra di
noi: “Per un numero l’abbiamo proprio scampata: la recita del Salmo 119,
quello più lungo!”» (Adattato da un testo di Gianni Siena).
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Diagnosi archeologica: Scavando un pozzo nel deserto, l’israeliano
Giosuè scopre un sarcofago contenente una mummia. Dopo averla esaminata,
telefona al curatore del museo archeologico di Gerusalemme: «Ho trovato la
mummia d’un uomo morto 3.000 anni fa per un attacco cardiaco!». «Non vedo come
tu abbia potuto accertare questi particolari», ribatte il curatore, «Comunque
portala qui e vedremo». Dopo una settimana, Giosuè riceve una telefonata dal
curatore del museo: «Hai ragione per quanto riguarda l’età della mummia e anche
per la causa della morte. Ma come ci sei arrivato?». E Giosuè: «Ecco, la mummia
stringeva nel pugno un pezzo di carta che sembrava una ricevuta, su cui era
scritto: “Cento sheqel su Golia”!» {adattato da un testo inviato da Gianni
Siena}.
■ Dieta biblica: Priscilla manda il marito dal conduttore a chiedere un consiglio biblico. Leterio: «Mia moglie è incinta e troppo grassa; che consiglio puoi darle?» Ottavio affermò che voleva pensarci e di ripassare a prendersi la risposta. Dovendo partire, lasciò una risposta scritta. Quando la donna aprì il biglietto, c’era scritto Giovanni 3,30. La donna curiosa andò a cercare il brano, che era: «Bisogna che egli cresca e che io diminuisca» (© Punto°A°Croce).
{Motti di spirito,
p. 38}
■ Diluvio: «Il bambino chiese
al padre indaffarato: “Che cos’è il diluvio universale?”. “Acqua passata, figlio
mio”, rispose sovrappensiero» (adattato da un testo inviato da Gianni Siena).
■ Diluvio da camera: Il figlio minore d’un pastore comincia
a patire le frequenti assenze del padre a causa del suo lavoro ecclesiale. Il
bambino se ne lamenta con la mamma, che lo conforta ma senza successo, anzi lui
comincia a fare la pipì a letto. Visto vano ogni tentativo di farlo smettere, la
madre lo punisce con il battipanni, e lui non lo fa più per qualche tempo. Una
mattina il bambino si sveglia tutto bagnato e si prepara a raccontarlo alla
mamma: «Mamma sai che fuori “piove”?». La donna annuisce. Il figlio aggiunge:
«Sai che è piovuto in camera mia?». La madre gli ordina di prendere straccio e
secchio e d’andare ad asciugare. Il bambino conclude dicendo: «Ehm... la pioggia
ha “bagnato” solo il mio letto!» {adattato da un testo inviato da Gianni Siena}.
■ Disgrazia: «Le disgrazie sono di due tipi, il nostro fallimento e il successo degli altri» (A. Bierce).
■ Disorganizzazione trascendentale: Un noto terrorista
altoatesino muore mentre innesca una bomba durante un attentato. Arrivato
nell’aldilà, viene interrogato; chiede di poter stare con i suoi «compagni di
tritolo» nell’Ades, in attesa del giudizio finale. Si vede accompagnare nel
settore italiano, dove trova i suoi amici sorridenti e felici come non lo erano
mai stati in vita. Meravigliato chiede: «Perché non siete nel settore tedesco?».
Gli rispondono: «Qua si brucia di meno: un giorno manca la legna per il fuoco,
un altro giorno i camini sono otturati e stamattina non si trova neppure
l’accendino... Qui regna la disorganizzazione più totale, più che sulla terra
{adattato da un testo inviato da Gianni Siena}.