Un taglio netto alle convenzioni anti-bibliche e pseudo-bibliche, all'ignoranza e alle speculazioni — Ein klarer Schnitt zu den anti-biblischen und pseudo-biblischen Konventionen, zur Unwissenheit und den Spekulationen — A clean cut to the anti-biblical and pseudo-biblical conventions, to the ignorance and the speculations — Une coupe nette aux conventions anti-bibliques et pseudo-bibliques, à l'ignorance et aux spéculations — Un corte neto a las convenciones anti-bíblicas y pseudo-bíblicas, a la ignorancia y a las especulaciones

«La fede che pensa» — «Accettare la sfida nel nostro tempo»

«Glaube gegen den Strom»: Für das biblische Unterscheidungsvermögen — «Faith countercurrent»: For the biblical discernment — «Foi contre-courant»: Pour le discernement biblique — «Fe contracorriente»: Por el discernimiento bíblico     

Per il discernimento biblico

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Umorismo religioso
 
 
 
 

Questa opera contiene senz'altro alcune novità. Leggendo i brani escatologici della Bibbia sorgono vari interrogativi, ad esempio i seguenti:

■ I credenti, quando muoiono, vanno in cielo o in paradiso?

■ I morti nell'aldilà sono solo inattivi o anche incoscienti?

■ I bimbi morti dove vanno?

■ Se nessuno sa il giorno e l'ora dell'avvento del Messia, perché diversi cristiani hanno fatto predizioni circostanziate per il loro futuro imminente?

■ Qual è la differenza fra escatologia e utopia?

■ In che cosa si differenzia la speranza biblica dalla speranza secolarizzata di alcuni marxisti?

■ Il «rapimento» precederà o seguirà la tribolazione finale?

■ Quando risusciteranno i credenti dell'AT?

■ Il regno millenario è concreto o solo spirituale?

■ Durante il suo regno futuro col Messia regnerà sono Israele o anche la chiesa?

■ Nella nuova creazione i credenti abiteranno in cielo o sulla nuova terra?

■ Lo stagno di fuoco esisterà per sempre?

■ I morti si riconoscono nell'aldilà?

■ Non sarà noioso vivere nel nuovo mondo?

■ Ci sarà il tempo nel nuovo mondo?

■ Ci sarà il matrimonio nel nuovo mondo?

■ Eccetera...

 

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UMORISMO RELIGIOSO: C

 

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Calcio: Visto che il portiere dell’Atalanta si chiama Pizzaballa, come si chiamerebbe se fosse il portiere della nazionale israeliana? ...Pizzah-Baal {adattato da un testo inviato da Gianni Siena}.

 

Calcio ebraico 1: Sai come si chiama il cannoniere della nazionale di calcio di Israele? «Hebraimovich»! (Gianni Siena).

 

Calcio ebraico 2: Come chiamerebbe Israele le sue tre punte, se potesse nominarle con personaggi importanti? Abraham Lincoln, Isaac Newton e Albert Einstein? Ma come «Albert»? Non dev’essere «Jacob»? Ah, sì, Jakob era effettivamente lo zio d’Albert, ma s’era infortunato prima della partita. (Nicola Martella).

 

 

Calcio e ciarlatani: Una nota società sportiva italiana subisce una serie di sconfitte preoccupanti, perciò cambiano allenatore e presidente, assumono i migliori giocatori, fanno ogni cosa per riuscire a vincere, ma invano. Il presidente appena eletto riceve la notizia che il famoso taumaturgo americano Charley Atan potrebbe risolvere il problema. Una delegazione va negli USA per incontrare il «santone» e costui chiede una cifra spropositata per effettuare un «particolare rituale» antisconfitta. Nonostante ciò, la squadra continua a perdere. Infine il presidente vuole incontrare personalmente il taumaturgo per cercare di capire le cause di questa sfortuna perniciosa. Charley Atan, dopo aver intascato il prossimo assegno, ricorre a un «potentissimo rituale» con cui invocare la fortuna sul nome della società sportiva, e chiede al presidente di pronunciarlo. Nel pieno del rituale propiziatorio, non appena il presidente pronuncia il nome della sfortunatissima squadra, Charley Atan sbianca in volto, ferma il rito e dice al presidente: «Perché non me l’avete detto subito? Avreste risparmiato un bel po’ di soldi... questo è un caso irrisolvibile!». Volete sapere il nome di tale squadra? Chiaramente è la vostra squadra del cuore! {adattato da un testo inviato da Gianni Siena}.

 

Calo di membri: «Due conduttori di chiesa si scambiano delle confidenze riguardo al calo delle presenze dei credenti ai culti dell’assemblea. Si tratta di due modi di confessare un problema comune. “E come va nella tua chiesa?”, chiede il primo. “Per quanto mi riguarda”, risponde il secondo, “io esorto continuamente i fratelli che hanno a cuore le sorti della comunità. Poi cerco contatti con potenziali nuovi credenti, alfine di impostare dei buoni programmi futuri di approfondimento biblico e risveglio”. L’altro conduttore, molto interessato, ribatte: “Sì, neanche io riesco a vedere facce nuove... !”» (adattamento da un’idea di minop).

 

Calvinista: Il colmo: «Con un caro amico calvinista abbiamo avuto diverse controversie su elezione, predestinazione e doppia predestinazione. Sebbene io creda alle prime due, non credo all’ultima; per questo egli mi dà scherzosamente dell’arminiano. L’ironia della sorte? Ecco che cosa mi ha scritto: “L’altra sera quasi mi veniva un colpo. Ho visto il ritratto di Arminio, ed è spiccicato a mio padre! Sono sosia! Pensa un po’ magari geneticamente siamo pure parenti vista la somiglianza! Speriamo proprio di no!”. È il caso di dire che chi di "Calvino" ferisce di "Arminio" perisce» (Nicola Martella).

 

Canne ed erba: Qualcuno s’era molto interessato all’Antico Testamento, dopo che aveva letto che «mar Rosso» in ebraico si chiama in realtà «mar delle Canne». Intendeva fare una spedizione archeologica per scoprire l’antico «oppio dei popoli»… ma, poi, deluso, capì che «mar delle Canne» significava semplicemente «mar dei Giunchi» (Nicola Martella).

 

Carismatici faticosi: Ultimamente un caro amico ex carismaticista terminava la sua lettera all’incirca come segue: «Sono sicuro che se ci concentrassimo di più su coloro che sono disponibili a studiare la Bibbia, si otterrebbero migliori risultati e conversioni; con i cari... asmatici invece si rischia solo di ansimare» (Nicola Martella).

 

Carriere ecclesiali: Due conduttori evangelici, molto diversi tra loro, s’incontrano a una conferenza e, nell’intervallo, si raccontano le loro vicende. Angelo Pastorio, forte e mite, afferma: «Sono diventato conduttore d’una grande comunità, ho incontrato una forte opposizione da parte di alcuni, espressa anche pubblicamente, ma col tempo tutto è rientrato. Ora andiamo avanti e la chiesa cresce di numero e di qualità».       
     Vittorio De Pulpitis, autoritario e ambizioso, racconta: «Dopo il seminario ho ricoperto incarichi nella sede centrale della nostra denominazione. Insoddisfatto, ho chiesto di svolgere un lavoro pastorale e m’hanno affidato piccole comunità. Poi ho affrontato una grande impresa: ho “svuotato” la comunità dagli oppositori e l’ho riempita di “pecore” mie. Ho sotto la mia autorità altre piccole comunità, dove ho messo uomini di mia fiducia, che non muovono una foglia senza avermi informato. Nella mia chiesa principale i miei fedeli mi riferiscono tutto quello che accade».
     Pastorio, scandalizzato, replica: «Questa cosa che dici è pura delazione, costoro non sono “fratelli” ma spie, ruffiani e lacchè. Quanto ai tuoi “oppositori”, molti di loro io li conosco e sono tra i migliori cristiani delle rispettive comunità». De Pulpitis, freddo, glaciale ma “sincero” conclude: «Io sono un “pastore” e m’occupo di “pecore”, non di cristiani!» {adattato da un testo inviato da Gianni Siena}.

 

Ceri votivi: «Una giovane coppia è sterile. Un prete le consiglia d’andare ad accendere un cero a Lourdes e d’invocare la grazia. La cosa “funziona” e i due diventano genitori di sei marmocchi in pochi anni. Il prete si ricorda dei due e li va a trovare, gli apre un bambino di sei anni al quale chiede: “Sono in casa i tuoi genitori?”. Il bambino risponde: “Sono andati a Lourdes a spegnere un cero”» (adattato da un testo inviato da Gianni Siena).

 

Chiese per ferie: In alcune denominazioni s’è stabilita la prassi, secondo cui un conduttore per sostenersi economicamente, deve curare più di una chiesa locale. Vittorio Depulpitis vede scendere le contribuzioni delle sue chiese e sta facendo due conti nel suo salotto. Il figlioletto sta giocando vicino a lui. Il bambino chiede se può usare la calcolatrice e il padre appena può gliela dà. Dopo un po’ il bimbo chiede: «Andiamo in ferie quest’anno?». Risponde il padre: «Se il Cielo ce lo permette...». Risponde il bambino: «Ti occorrevano almeno quattro nuove chiese fino ad agosto, vero?» {adattato da un testo inviato da Gianni Siena}.

 

Cielo senza donne?: Un credente, molto turbato, si rivolse a un altro, dicendogli: «Ho fatto una scoperta terribile nella Bibbia!». «Che sarà mai?», chiese l’altro. «Ho scoperto che nel cielo non ci sarà mia moglie… né la tua», disse il primo con una faccia preoccupata. «Ma che dici mai? Dove lo hai letto?», disse meravigliato il secondo. «Perché non l’hai letto in Apocalisse 8,1? È scritto: “… e quando egli aprì il settimo sigillo, nel cielo si fece silenzio per circa mezz’ora”. Hai mai visto delle donne che possono resistere tanto? Perciò concludo che nel cielo le donne non ci saranno…» {adattato da un testo inviato da Sara Martinelli}.

 

 

Cimiteri: «Qualche anno fa il pastore della mia comunità mi propose per un singolare incarico: delegato per le aree cimiteriali evangeliche di Genova. Quando il CCE (Consiglio delle Chiese Evangeliche di Genova) mi assegnò questa mansione, dapprima la cosa mi trovò “dolente”, ma poi cominciai a scherzarvi sopra. “Vi seppellirò tutti, prima o poi”, così dicevo a chiunque venisse a chiedermi “notizie” sull’incarico» (Adattato da un testo inviato da Gianni Siena).

 

Cinico: «Un furfante che vede le cose come sono e non come dovrebbero essere» (A. Bierce).

 

Circoncisione: problematica: «Abramo di fronte al Signore alla fine dei tempi. “O Eterno, la tua giustizia non si può discutere, ma una cosa vorrei capire: Per sancire il tuo santo patto, a Noè hai dato l’arcobaleno e a Mosè le tavole della legge. Mi spieghi perché proprio a me hai voluto darci un taglio?”» (Francesco Bozzi).

 

Combinazioni imprevedibili: Un prete era assai dotto, ma la sua avvenenza era inversamente proporzionale alla sua intelligenza. Un giorno sentì bussare alla porta, aprì e si vide davanti un’avvenente signorina, che gli disse: «Padre, abbandoni il sacerdozio e sposiamoci. Con la sua intelligenza e la mia bellezza faremo dei figli perfetti!». «Beh, signorina», disse il chierico senza scomporsi, «e se venissero con la sua intelligenza e la mia faccia?» {adattato da un testo inviato da Gianni Siena}.

 

 

Comunicazione: Paradosso: «Conoscere molte lingue e non avere niente da dire al mondo. Che dramma per un cristiano!» (© Punto°A°Croce). {Motti di spirito, p. 108}

 

Conflitti generazionali: «Com’è andata questa volta con tuo figlio?», chiese il novantenne Eustachio al suo compagno d’ospizio. «Questi giovani d’oggi, chi li capisce!», rispose l’ottantanovenne Filiberto, riferendosi a suo figlio di 69 anni. «È vero, questi giovinastri d'oggi, sono proprio strani e non hanno alcun rispetto per noi adulti», rispose Eustachio (Nicola Martella).

 

Conversione meccanica: «Un ebreo è socio in una ditta di trasporti con altre persone di diversa religione. Devono inaugurare un nuovo autoarticolato e s’accordano di chiamare i rispettivi ministri, in giorni diversi, per la benedizione. L’ottavo giorno arriva il rabbino e un nutrito gruppo della sinagoga. Dopo una commovente benedizione, s’accosta a una delle marmitte e vorrebbe segarne un pezzo, ma l’uomo s’oppone. Il rabbino passa all’altra marmitta (gli scarichi dei tir sono verticali), ma l’uomo obbietta... Stizzito il rabbino replica: “Dimmi un po’ tu, dove dovrei circoncidere il bestione!?”» (adattato da un testo inviato da Gianni Siena).

 

Consiglio ministeriale: Vittorio Depulpitis, un noto pastore in carriera, riceve per il tirocinio uno studente all’ultimo anno di seminario teologico. Un giorno, il giovane chiede al pastore come faccia a essere così spietato con i credenti dissidenti e, al tempo stesso, a predicare molto la necessità di perdonare e a usare misericordia. Vittorio, sincero, risponde: «Mantieni basso il numero dei dissidenti e fai in modo che, possibilmente, se ne vadano. Esorta quelli, che ti seguono, a perdonare e a essere misericordiosi: prima o poi, potresti averne bisogno!» {adattato da un testo inviato da Gianni Siena}.

 

Cortesia interessata: Un rabbino e un prete hanno un incidente automobilistico. Sebbene le auto siano gravemente danneggiate i due religiosi scendono indenni dalle loro auto. Il rabbino vede il collare da prete dell’altro e gli dice: «Caro fratello, io sono un rabbino. Dio ha voluto che non ci facessimo niente, malgrado le auto siano distrutte. Questo è un segno del Signore. Egli vuole che ci amiamo come fratelli e viviamo in pace per il resto dei nostri giorni». Il prete conviene, e il rabbino continua: «Guarda, fratello, un altro miracolo! La mia auto è distrutta, ma questa bottiglia di brandy è intatta. Dio vuole che brindiamo allo scampato pericolo». Il rabbino apre la bottiglia e la offre al prete. Questi beve un lungo sorso e poi restituisce la bottiglia al rabbino. Il rabbino prende la bottiglia, la tappa e la restituisce al prete. Questi si meraviglia e chiede: «Beh, perché tu non bevi?». E il rabbino: «No, grazie, penso che aspetterò prima l’arrivo della polizia» {adattato da un testo inviato da Gianni Siena}.

 

 

 

► URL di origine: http://puntoacroce.altervista.org/Umor/Umor_C_Esc.htm

13-02-2008; Aggiornamento: 17-08-2009

 

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