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■ Calcio:
Visto che il portiere dell’Atalanta si chiama Pizzaballa, come si chiamerebbe se
fosse il portiere della nazionale israeliana? ...Pizzah-Baal {adattato da un
testo inviato da Gianni Siena}.
■ Calcio e ciarlatani: Una
nota società sportiva italiana subisce una serie di sconfitte preoccupanti,
perciò cambiano allenatore e presidente, assumono i migliori giocatori, fanno
ogni cosa per riuscire a vincere, ma invano. Il presidente appena eletto riceve
la notizia che il famoso taumaturgo americano Charley Atan potrebbe
risolvere il problema. Una delegazione va negli USA per incontrare il «santone»
e costui chiede una cifra spropositata per effettuare un «particolare rituale»
antisconfitta. Nonostante ciò, la squadra continua a perdere. Infine il
presidente vuole incontrare personalmente il taumaturgo per cercare di capire le
cause di questa sfortuna perniciosa. Charley Atan, dopo aver intascato il
prossimo assegno, ricorre a un «potentissimo rituale» con cui invocare la
fortuna sul nome della società sportiva, e chiede al presidente di
pronunciarlo. Nel pieno del rituale propiziatorio, non appena il presidente
pronuncia il nome della sfortunatissima squadra, Charley Atan sbianca in
volto, ferma il rito e dice al presidente: «Perché non me l’avete detto subito?
Avreste risparmiato un bel po’ di soldi... questo è un caso irrisolvibile!».
Volete sapere il nome di tale squadra? Chiaramente è la vostra squadra del
cuore! {adattato da un testo inviato da Gianni Siena}.
■ Calo di membri: «Due conduttori di chiesa si scambiano delle confidenze riguardo al calo delle presenze dei credenti ai culti dell’assemblea. Si tratta di due modi di confessare un problema comune. “E come va nella tua chiesa?”, chiede il primo. “Per quanto mi riguarda”, risponde il secondo, “io esorto continuamente i fratelli che hanno a cuore le sorti della comunità. Poi cerco contatti con potenziali nuovi credenti, alfine di impostare dei buoni programmi futuri di approfondimento biblico e risveglio”. L’altro conduttore, molto interessato, ribatte: “Sì, neanche io riesco a vedere facce nuove... !”»
(adattamento da un’idea di minop).
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■ Calvinista: Il colmo: «Con
un caro amico calvinista abbiamo avuto diverse controversie su elezione,
predestinazione e doppia predestinazione. Sebbene io creda alle prime due, non
credo all’ultima; per questo egli mi dà scherzosamente dell’arminiano. L’ironia
della sorte? Ecco che cosa mi ha scritto: “L’altra sera quasi mi veniva un
colpo. Ho visto il ritratto di Arminio, ed è spiccicato a mio padre! Sono sosia!
Pensa un po’ magari geneticamente siamo pure parenti vista la somiglianza!
Speriamo proprio di no!”. È il caso di dire che chi di "Calvino" ferisce
di
"Arminio" perisce» (Nicola Martella).
■ Carriere ecclesiali: Due conduttori evangelici, molto
diversi tra loro, s’incontrano a una conferenza e, nell’intervallo, si
raccontano le loro vicende. Angelo Pastorio, forte e mite, afferma: «Sono
diventato conduttore d’una grande comunità, ho incontrato una forte opposizione
da parte di alcuni, espressa anche pubblicamente, ma col tempo tutto è
rientrato. Ora andiamo avanti e la chiesa cresce di numero e di qualità».
Vittorio De Pulpitis, autoritario e ambizioso, racconta: «Dopo il seminario
ho ricoperto incarichi nella sede centrale della nostra denominazione.
Insoddisfatto, ho chiesto di svolgere un lavoro pastorale e m’hanno affidato
piccole comunità. Poi ho affrontato una grande impresa: ho “svuotato” la
comunità dagli oppositori e l’ho riempita di “pecore” mie. Ho sotto la mia
autorità altre piccole comunità, dove ho messo uomini di mia fiducia, che non
muovono una foglia senza avermi informato. Nella mia chiesa principale i miei
fedeli mi riferiscono tutto quello che accade».
Pastorio, scandalizzato, replica: «Questa cosa che dici è pura delazione,
costoro non sono “fratelli” ma spie, ruffiani e lacchè. Quanto ai tuoi
“oppositori”, molti di loro io li conosco e sono tra i migliori cristiani delle
rispettive comunità». De Pulpitis, freddo, glaciale ma “sincero” conclude: «Io
sono un “pastore” e m’occupo di “pecore”, non di cristiani!» {adattato da un
testo inviato da Gianni Siena}.
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Ceri votivi: «Una giovane coppia è sterile. Un prete le consiglia
d’andare ad accendere un cero a Lourdes e d’invocare la grazia. La cosa
“funziona” e i due diventano genitori di sei marmocchi in pochi anni. Il prete
si ricorda dei due e li va a trovare, gli apre un bambino di sei anni al quale
chiede: “Sono in casa i tuoi genitori?”. Il bambino risponde: “Sono andati a
Lourdes a spegnere un cero”» (adattato da un testo inviato da Gianni
Siena).
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■ Cimiteri: «Qualche anno
fa il pastore della mia comunità mi propose per un singolare incarico:
delegato per le aree cimiteriali evangeliche di Genova. Quando il CCE
(Consiglio delle Chiese Evangeliche di Genova) mi assegnò questa mansione,
dapprima la cosa mi trovò “dolente”, ma poi cominciai a scherzarvi sopra.
“Vi seppellirò tutti, prima o poi”, così dicevo a chiunque venisse a
chiedermi “notizie” sull’incarico» (Adattato da un testo inviato da Gianni
Siena).
■ Cinico: «Un furfante che vede le cose come sono e non come dovrebbero essere» (A. Bierce).
■ Circoncisione: problematica: «Abramo di fronte al Signore alla fine dei tempi. “O Eterno, la tua giustizia non si può discutere, ma una cosa vorrei capire: Per sancire il tuo santo patto, a Noè hai dato l’arcobaleno e a Mosè le tavole della legge. Mi spieghi perché proprio a me hai voluto darci un taglio?”»
(Francesco Bozzi).
■ Comunicazione: Paradosso: «Conoscere molte lingue e non avere niente da dire al mondo. Che dramma per un cristiano!» (© Punto°A°Croce).
{Motti di spirito,
p. 108}
■ Conversione meccanica: «Un
ebreo è socio in una ditta di trasporti con altre persone di diversa religione.
Devono inaugurare un nuovo autoarticolato e s’accordano di chiamare i rispettivi
ministri, in giorni diversi, per la benedizione. L’ottavo giorno arriva il
rabbino e un nutrito gruppo della sinagoga. Dopo una commovente benedizione,
s’accosta a una delle marmitte e vorrebbe segarne un pezzo, ma l’uomo s’oppone.
Il rabbino passa all’altra marmitta (gli scarichi dei tir sono verticali), ma
l’uomo obbietta... Stizzito il rabbino replica: “Dimmi un po’ tu, dove dovrei
circoncidere il bestione!?”» (adattato da un testo inviato da Gianni Siena).
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URL di origine:
http://puntoacroce.altervista.org/Umor/Umor_C_Esc.htm
13-02-2008; Aggiornamento:
13-08-2008
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