Un taglio netto alle convenzioni anti-bibliche e pseudo-bibliche, all'ignoranza e alle speculazioni — Ein klarer Schnitt zu den anti-biblischen und pseudo-biblischen Konventionen, zur Unwissenheit und den Spekulationen — A clean cut to the anti-biblical and pseudo-biblical conventions, to the ignorance and the speculations — Une coupe nette aux conventions anti-bibliques et pseudo-bibliques, à l'ignorance et aux spéculations — Un corte neto a las convenciones anti-bíblicas y pseudo-bíblicas, a la ignorancia y a las especulaciones

«La fede che pensa» — «Accettare la sfida nel nostro tempo»

«Glaube gegen den Strom»: Für das biblische Unterscheidungsvermögen — «Faith countercurrent»: For the biblical discernment — «Foi contre-courant»: Pour le discernement biblique — «Fe contracorriente»: Por el discernimiento bíblico     

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La salute fra scienza, religioni e ideologie — Malattia e guarigione 1

  Ecco le parti principali:

La questione della medicina e delle sue alternative

Guarigione e problematica

La medicina e la Bibbia

 

Dizionario delle medicine alternative — Malattia e guarigione 2

  Ecco il procedimento usato per i singoli temi:

Presentazione del metodo o della problematica

Analisi critica scientifica, medica, razionale

Punto di vista biblico e valutazione della questione nel cristianesimo

Possibili alternative.

 

Inoltre ci sono anche queste parti:

Fatti, casi ed eventi nella paramedicina

Registro delle voci

Registro ragionato delle voci

 

Vedi al riguardo le recensioni.

 

 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

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FARE MISSIONE CON UN «MORTO» VIVENTE?

PARLIAMONE 2

 

 a cura di Nicola Martella

 

Qui prosegue il confronto basato sull’articolo «I miracoli di Reinhard Bonnke 5» di Alexander Seibel. Nel primo tema di discussione [ Fare missione con un «morto» vivente? Parliamone 1] i contributi sono stati particolarmente «violenti» nei confronti dell’autore e di me. Di argomentazioni razionali e bibliche però se ne sono viste poche. Visto che sono arrivati altri contributi, diamo qui l’occasione di continuare il confronto.

 

     Che cosa ne pensate? Quali sono al riguardo le vostre esperienze, idee e opinioni?

Partecipate alla discussione inviando i vostri contributi al Webmaster (E-mail)

Attenzione! Non si accettano contributi anonimi o con nickname, ma solo quelli firmati con nome e cognome! In casi particolari e delicati il gestore del sito può dare uno pseudonimo, se richiesto.

I contributi sul tema

(I contributi rispecchiano le opinioni personali degli autori.

I contributi attivi hanno uno sfondo bianco)

 

1. Gaio Rannuni

2. Roberta Sbodio

3. Gaetano Nunnari

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Clicca sul lemma desiderato per raggiungere la rubrica sottostante

 

 

1. {Gaio Rannuni}

 

Contributo: Caro Nicola, dopo che mi sono letto gli interventi di tutti i tuoi «ammiratori» cosa posso dirti? Eh già caro mio... ricordati che in ogni modo sono tuoi (e non di sicuro miei!) «fratelli» in Cristo..., infatti si vede dal loro modo di fare.

     ■ «In questo si distinguono i figli di Dio dai figli del diavolo: chiunque non pratica la giustizia non è da Dio; come pure chi non ama suo fratello» (1 Giovanni 3,10).

     ■ E soprattutto dalle parole del Signore: «Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono» (Giovanni 10,27).

     ■ Inoltre ti ricordo: «Sono usciti di mezzo a noi, ma non erano dei nostri; perché se fossero stati dei nostri, sarebbero rimasti con noi; ma ciò è avvenuto perché fosse manifesto che non tutti sono dei nostri» (1 Giovanni 2,19).

 

Chiamiamo le cose con il loro nome! Altro che «fratelli»!... {19 aprile 2008}

 

Risposta: Capisco che la lunga militanza nel movimento carismatico e le esperienze di prima mano fatte in tali ambienti portino ora, a chi è fuoriuscito da tale compagine, a vedere le cose con occhi diversi e con una certa radicalità.

     Faccio mie le parole di Paolo: «Ma pure il solido fondamento di Dio rimane fermo, portando questo sigillo: “Il Signore conosce quelli che sono suoi”; e: “Si ritragga dall’iniquità chiunque nomina il nome del Signore”» (2 Tm 2,19). L’apostolo disse tali parole dopo aver messo in guardia riguardo ai suoi avversari d’allora dalle «profane ciance», che fanno progredire nella empietà, e dalla «loro parola [che] andrà rodendo come fa la cancrena» (vv. 16ss), parlando anche di casi specifici di «uomini… sviati dalla verità» che «sovvertono la fede di alcuni». Lascio quindi al Signore l’ultima parola e il giudizio proprio in riferimento a tale verso 19.

     Del resto ho affrontato tali questioni in precedenza e la mia posizione non è mutata al riguardo. Rimando perciò alla risposta a queste due domande, la prima delle quali l’hai posta tu stesso:

Neopentecostali e neocarismatici sono «fratelli»? {Nicola Martella} (D)

Pentecostali e carismaticisti: distingui necessari {Nicola Martella} (D)

 

Dio è stato longanime verso di me, io voglio esserlo verso il mio prossimo, badando soprattutto a questa raccomandazione che precede le altre parole su menzionate di Paolo: «Studiati di presentare te stesso approvato dinanzi a Dio: operaio che non abbia ad esser confuso, che tagli rettamente la parola della verità» (2 Tm 2,15). Del resto, poi, ciò che certifica un figlio di Dio non sono tanto i carismi che ha (o che pretende di avere), ma l’esercizio del «frutto dello Spirito» (Gal 5,22s).

    Un giorno i libri verranno aperti e ognuno riceverà il premio o il disonore secondo le sue opere. «Nessuno a suo talento vi defraudi del vostro premio per via d’umiltà e di culto degli inviati, affidandosi alle proprie visioni, gonfiato di vanità dalla mente della sua carne, e non attenendosi al Capo» (Col 2,18s). Il culto della personalità, corrisposto specialmente a persone «umili» nel modo di presentarsi, a unti e santoni, ha fatto da sempre molto danno nelle chiese e alla sana dottrina.

    Guai perciò a chi in quel giorno si troverà nella seguente situazione: «Molti mi diranno in quel giorno: “Signore, Signore, non abbiamo noi profetizzato in nome tuo, e in nome tuo cacciato demoni, e fatte in nome tuo molte opere potenti?. E allora dichiarerò loro: “Io non vi conobbi mai; dipartitevi da me, voi tutti operatori d’iniquità» (Mt 7,22s). {Nicola Martella}

 

 

2. {Roberta Sbodio}

 

Contributo: Caro Nicola, ho letto con interesse e, devo dire, con dolore e stupore i vari articoli su Bonkke e le varie mail dei lettori, desolanti i vari anatemi...

     Ho scritto personalmente a CfaN di R. Bonkke per chiedere loro se ricevono dei feed-back dalle persone che guariscono, dove non sia possibile appurare immediatamente la guarigione. Mi spiego: una persona storpia che si mette a camminare speditamente, non ha bisogno d’un referto medico, una persona colpita da un tumore avrà ovviamente necessità d’una dichiarazione di «recessione completa». Una prova scientifica potrà essere usata come testimonianza per non credenti e anche per credenti che non hanno forse un’apertura per quelle che possono essere le manifestazioni soprannaturali di Dio, anche se il più grande miracolo è e resterà sempre la nuova nascita per quello che Gesù ha compiuto sulla croce.

     Una domanda a chi dei lettori si è forse già documentato: ma è esistito o esiste un ministero di guarigione che chieda alle persone guarite di portare dei referti medici per poterli pubblicare e dare gloria al Signore per la realtà delle cose che Lui compie ? In modo che tutto sia talmente inequivocabile da non lasciare spazio a dubbi ? Poi penso che alcune persone, dal cuore duro, metterebbero in dubbio anche la veridicità d’un referto medico, ma sono certa che molti «perplessi» lo sarebbero di meno, se ci fosse un «coraggio della verità», proprio perche Dio non mente!!

     Qualcuno mi ha detto: come la salvezza non si può vedere, ma ci crediamo, cosi è anche per le guarigioni. A ciò vorrei però rispondere quanto segue La salvezza non si vede nell’immediato, ma vi posso assicurare che quando una persona è salvata, si vedono dei frutti... Lo Spirito Santo si manifesta con frutti nella vita, vite cambiate, matrimoni salvati, ecc. ecc.. Anche Gesù disse che «l’albero si vede dai frutti». E anche la fede senza le opere è morta. Quando la vita c’è, si vede in parole molto povere. E allora quando il miracolo c’è, si vede, deve essere provato, perché Dio è troppo leale e ama troppo la verità per restare sul vago. {21 aprile 2008}

 

Risposta: Chissà se e che cosa ti risponderà l'associazione di R. Bonnke. Su tale tema rimando alla seguente risposta, che Alexander Seibel ti ha già dato: Guarigioni: in Africa sì e in Occidente no?. Anche in questo specifico caso vale il motto: «Fidarsi è bene, controllare è meglio».

     La via legittima, indicataci dalla sacra Scrittura, non è quella di pellegrinare da un «unto» all’altro e partecipare a spettacoli di guarigione, pieni di suggestione e mesmerismo, ma quella di chiamare i propri conduttori: «C’è qualcuno fra voi malfermo? Chiami gli anziani della chiesa, e preghino essi su lui, ungendolo d’olio nel nome del Signore; e la preghiera della fede salverà il malato, e il Signore lo ristabilirà; e s’egli ha commesso dei peccati, gli saranno rimessi» (Gcm 5,14).

     Al riguardo rimando, oltre alla discussione delle guarigioni carismatiche in «Carismosofia» e alla trattazione pastorale di Giacomo 5 in «Entrare nella breccia», opera di cura d'anime, anche al seguente articolo: Nicola Martella, «Vie di guarigione nella cura pastorale: ravvedimento e unzione», La salute fra scienza, religioni e ideologie, Malattia e guarigione 1 (Punto°A°Croce, Roma 2003). Inoltre nel secondo volume di tale opera (Dizionario delle medicine alternative) metto in guardia in vari articoli dalle false guarigioni fatte in nome di una spiritualità esoterica spesso cristianamente addomesticata.

 

 

3. {Gaetano Nunnari}

 

Devo ammettere che è sconcertante anche per me vedere queste persone che si dicono cristiane, anteporre invece poi la superstizione alla parola di Dio. Se non è Dio che prepara i cuori, è inutile continuare a confrontarsi.

     Caro Nicola, la nota editoriale finale alla fine del primo tema di discussione rispecchia perfettamente la realtà delle cose. Posso comunque dire che ho visto personalmente e più d’una volta proclamare miracoli che in realtà non sono mai avvenuti.

     Io stesso ho vissuto tale esperienza. [Cammino dall’arbitrio neocarismatico all’ubbidienza della Parola] Ma quando si vede una persona arrivare in sedia a rotelle a una «riunione di guarigione» e vedere che tale persona s’alza e comincia a camminare fra lo stupore della folla, con il guaritore che dal pulpito enfatizza tale evento, e poi sentir dire al «pastore», che accompagna a braccetto tale invalido: «Non senti proprio nessun miglioramento?». Tutto questo ha del fraudolento. L’ho vissuto di persona, e so cosa significa.

     Mi vengono in mente questi versi: «Poiché il mondo non ha conosciuto Dio mediante la propria sapienza, è piaciuto a Dio, nella sua sapienza, di salvare i credenti con la pazzia della predicazione. I Giudei infatti chiedono miracoli e i Greci cercano sapienza, ma noi predichiamo Cristo crocifisso, che per i Giudei è scandalo, e per gli stranieri pazzia» (1 Cor 1,21ss).

     Costoro sono ancora presenti nella cristianità, e ahimè gli permettiamo di farsi chiamare evangelici. Essi invece non ci pensano due volte a chiamare «figlio del diavolo» chi vaglia con la Parola di Dio i loro sedicenti messaggi. Invito a riflettere i cristiani biblici su quanto ho detto.

     Bravo Nicola, hai tutto il mio sostegno, sei sempre nelle nostre preghiere. Dio vi benedica. {22 aprile 2008}

 

 

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► URL di origine: http://puntoacroce.altervista.org/Temi/1-R_Bonnke_morvivo2_MeG.htm

23-04-2008; Aggiornamento:

 

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