Un taglio netto alle convenzioni anti-bibliche e pseudo-bibliche, all'ignoranza e alle speculazioni — Ein klarer Schnitt zu den anti-biblischen und pseudo-biblischen Konventionen, zur Unwissenheit und den Spekulationen — A clean cut to the anti-biblical and pseudo-biblical conventions, to the ignorance and the speculations — Une coupe nette aux conventions anti-bibliques et pseudo-bibliques, à l'ignorance et aux spéculations — Un corte neto a las convenciones anti-bíblicas y pseudo-bíblicas, a la ignorancia y a las especulaciones

«La fede che pensa» — «Accettare la sfida nel nostro tempo»

«Glaube gegen den Strom»: Für das biblische Unterscheidungsvermögen — «Faith countercurrent»: For the biblical discernment — «Foi contre-courant»: Pour le discernement biblique — «Fe contracorriente»: Por el discernimiento bíblico     

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Nello stesso libretto sono contenute le domande per lo studio e il dizionarietto, dove trovare le risposte.

  Ecco le parti principali della parte di studio:

Introduzione all'Evangelo di Matteo

Nascita, battesimo e tentazione (Mt 1,1-4,11)

Attività in Galilea (Mt 4,12-16,12)

Istruzione dei dodici (Mt 16,13-18,35)

Viaggio verso Gerusalemme e ultimi giorni in essa (Mt 19-25)

Crocifissione e risurrezione (Mt 26-28).

 

Inoltre ci sono, tra altre parti, anche le seguenti:

Dizionarietto

Guida allo studio personale e di gruppo.

 

Vedi al riguardo le recensioni.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

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POSSEDERE IL REGNO

 

 a cura di Nicola Martella

 

Stavo per mettere sul sito un contributo di Argentino Quintavalle sui «poveri in spirito»: «Beati i poveri in spirito, perché di loro è il regno dei cieli» (Matteo 5,3). La cosa che mi ha (nuovamente) sorpreso è la sua insistenza su quest’aspetto particolare: «“Di loro” è un errore di traduzione. La parola greca tradotta “loro” dovrebbe essere resa “di questi” o “di quelli come questi”. Non possiamo possedere il Regno». L'ho omessa lì e inserita qui come tema di discussione.

     Ammetto che non ho capito fin in fondo tale sottigliezza e chiedo lumi. Facendo una breve ricerca sul sito, ho preso atto che Argentino ne parla più di una volta ed è quindi per lui una convinzione ben radicata; si vedano questi suoi contributi nelle parti riguardanti Matteo 5,3:

Errori teologici dovuti a traduzioni erronee

La preghiera del Signore 3: «Venga il tuo regno»

Controversia su cristianesimo e pacifismo.

 

Il mio scopo è quello di stimolare Argentino e i lettori a una discussione proficua su tale argomento. È proprio vero che il regno non si possa possedere? Se lo si riceve dalle mani di Dio Padre, perché non lo si dovrebbe possedere? Matteo 5,3 è proprio da intendere nel senso esposto da Argentino? Che cosa dice la grammatica al riguardo?

 

     Che cosa ne pensate? Quali sono al riguardo le vostre esperienze, idee e opinioni?

Partecipate alla discussione inviando i vostri contributi al Webmaster (E-mail)

I contributi sul tema

(I contributi rispecchiano le opinioni personali degli autori.

I contributi attivi hanno uno sfondo bianco)

 

Nicola Martella

Secondo

Terzo

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Settimo

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Decimo

Undicesimo

Dodicesimo

 

Clicca sul lemma desiderato per raggiungere la rubrica sottostante

 

 

Primo {Nicola Martella}

 

Intanto che Argentino e i lettori faranno le loro considerazioni, accludo le mie riflessioni, affinché possano risultare di stimolo nella ricerca.

     Sono andato a controllare nel testo greco di Matteo 5,3 e in esso c’è autōn estin «di loro è»; esso viene spiegato dagli esegeti come «genitivo di possesso» e può essere tradotto con «a loro appartiene»; arriverei anche a ipotizzare: «essi hanno un diritto riguardo al regno dei cieli».

     Quindi non so a che cosa mirano questi distingui di Argentino. Come ho fatto già notare nell'articolo del «Dizionario biblico» Poveri in spirito, mi sembra che il contrasto di Gesù era più verso i potenti in senso politico e i prepotenti in senso religioso (scribi, farisei, sadducei), a cui Egli contrappose i «poveri in spirito». Faccio notare che questa espressione corrisponde nell’AT a «umiliati di spirito»; il termine ebraico `ānî intende spesso «umiliato», non «umile», ed è usato per «povero» nel senso di «senza terra», perciò «misero» (Es 22,24 [25]; Lv 19,10; 23,22; Dt 15,11; 24,12.14s). Lo stesso termine viene tradotto in Is 3,14s una volta con «povero« e una volta con «misero». Il contrasto è quindi che i «miseri» e «senza terra», a differenza dei potenti e prepotenti,  erediteranno il regno.

     Per approfondire la questione, si tenga presente quanto segue.

     ■ «Poi i santi dell’Altissimo riceveranno il regno e lo possederanno per sempre, d’età in età. [...] E venne il tempo che i santi possederono il regno» (Dn 7,18.22).

     ■ Per regno e possesso cfr. Anche « 1 Sm 14,47; 2 Cr 17,5; 21,4.

     ■ «Ereditare il regno di Dio» significa prenderne il possesso, poiché una cosa ereditata appartiene per legge a chi la riceve, a meno che non si è esclusi da tale diritto (Mt 25,34; 1 Cor 6,9s; 15,50; Gal 5,21; Ef 5,5; Gcm 2,5).

     ■ Il possesso del paese (e poi del regno) era parte integrante della promessa fatta da Dio ad Abramo e alla sua discendenza: Gn 15,7; Dt 12,1; 15,4 «…paese che l’Eterno, il tuo Dio, ti dà in eredità, perché tu lo possegga» (= 25,19); «…nel paese che l’Eterno, il tuo Dio, ti dà come eredità, e lo possederai e ti ci sarai stanziato» (Dt 26,1). I brani al riguardo sono innumerevoli.

     ■ Su editare e possedere effettivamente cfr. i seguenti brani: Nu 27,11; 32,19; 35,2 «eredità che possederanno»; 36,8 (possedere un’eredità); Is 57,13; 65,9 (ereditare, possedere e abitare); Gr 12,14; Ez 36,12; 46,18 (proprio e altrui).

     ■ Se Dio Padre dà il regno ai suoi (Lc 12,32), significa che essi lo ricevono in possesso (cfr. Mc 6,22s per la promessa d’Erode a Erodiada). Sul fatto che Dio dà il regno a qualcuno cfr. 1 Sm 15,28; 28,17; 1 Re 11,31; Dn 4,17.25.32.

 

 

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► URL di origine: http://puntoacroce.altervista.org/Temi/1-Possedere_regno_Mt.htm

29-09-07; Aggiornamento:

 

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