Ammetto che non ho capito fin in fondo tale sottigliezza e chiedo lumi.
Facendo una breve ricerca sul sito, ho preso atto che Argentino ne parla più di
una volta ed è quindi per lui una convinzione ben radicata; si vedano questi
suoi contributi nelle parti riguardanti Matteo 5,3:
Il
mio scopo è quello di stimolare Argentino e i lettori a una discussione proficua
su tale argomento. È proprio vero che il regno non si possa possedere? Se lo si
riceve dalle mani di Dio Padre, perché non lo si dovrebbe possedere? Matteo 5,3
è proprio da intendere nel senso esposto da Argentino? Che cosa dice la
grammatica al riguardo?
Intanto che Argentino e i lettori faranno le loro considerazioni, accludo le mie
riflessioni, affinché possano risultare di stimolo nella ricerca.
Sono andato a controllare nel testo greco di Matteo 5,3 e in esso c’è
autōn estin «di loro è»; esso viene spiegato dagli esegeti come «genitivo di
possesso» e può essere tradotto con «a loro appartiene»; arriverei anche a
ipotizzare: «essi hanno un diritto riguardo al regno dei cieli».
Quindi non so a che cosa mirano questi distingui di Argentino.
Come ho fatto già notare nell'articolo del «Dizionario biblico»
Poveri in spirito,
mi sembra
che il contrasto di Gesù era più verso i potenti in senso politico e i
prepotenti in senso religioso (scribi, farisei, sadducei), a cui Egli contrappose i
«poveri in spirito». Faccio notare che questa espressione corrisponde nell’AT a
«umiliati di spirito»; il termine ebraico `ānî intende spesso «umiliato»,
non «umile», ed è usato per «povero» nel senso di «senza terra», perciò «misero»
(Es 22,24 [25]; Lv 19,10; 23,22; Dt 15,11; 24,12.14s). Lo stesso termine viene
tradotto in Is 3,14s una volta con «povero« e una volta con «misero». Il
contrasto è quindi che i «miseri» e «senza terra»,
a differenza dei potenti e prepotenti, erediteranno il regno.
Per approfondire la questione, si tenga presente quanto segue.
■ «Poi i santi dell’Altissimo riceveranno il regno e lo
possederanno per sempre, d’età in età. [...] E venne il tempo che i santi
possederono il regno» (Dn 7,18.22).
■ Per regno e possesso cfr. Anche « 1 Sm 14,47; 2 Cr 17,5; 21,4.
■ «Ereditare il regno di Dio» significa prenderne il
possesso, poiché una cosa ereditata appartiene per legge a chi la riceve, a meno
che non si è esclusi da tale diritto (Mt 25,34; 1 Cor 6,9s; 15,50; Gal 5,21; Ef
5,5; Gcm 2,5).
■ Il possesso del paese (e poi del regno) era parte integrante della
promessa fatta da Dio ad Abramo e alla sua discendenza: Gn 15,7; Dt 12,1; 15,4
«…paese che l’Eterno, il tuo Dio, ti dà in eredità, perché tu lo
possegga» (= 25,19); «…nel paese che l’Eterno, il tuo Dio, ti dà come
eredità, e lo possederai e ti ci sarai stanziato» (Dt
26,1). I brani al riguardo sono innumerevoli.
■ Su editare e possedere effettivamente cfr. i seguenti
brani: Nu 27,11; 32,19; 35,2 «eredità che possederanno»; 36,8 (possedere
un’eredità); Is 57,13; 65,9 (ereditare, possedere e abitare); Gr 12,14; Ez
36,12; 46,18 (proprio e altrui).
■ Se Dio Padre dà il regno ai suoi (Lc 12,32), significa che essi lo
ricevono in possesso (cfr. Mc 6,22s per la promessa d’Erode a Erodiada). Sul
fatto che Dio dà il regno a qualcuno cfr. 1 Sm 15,28; 28,17; 1 Re 11,31; Dn
4,17.25.32.
Secondo
{}
►
URL di origine:
http://puntoacroce.altervista.org/Temi/1-Possedere_regno_Mt.htm