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Nell'articolo
Mondex e uso della
Parola di Dio,
abbiamo messo in guardia contro un uso strumentale dei dati escatologici per
combattere le presunte manovre occulte della Mondex all'interno di un piano
criminoso planetario, cosa che avrebbe permesso al dittatore escatologico (o
anticristo, ossia «vicario di Cristo») di controllare l'economia mondiale e le
masse.
Nell'articolo avevo anche messo in guardia contro diversi autori (p.es. Wim Malgo, Hal
Lindsey, David Wilkerson), contro la loro visione di
una «attesa incombente» del Signore (ossia nel giro di pochissimi anni) e contro
il loro metodo di proiettare i brani biblici apocalittici nella
loro relativa contingenza storica, cosa che ha portato a continue delusioni e al
discredito della Parola di Dio. Tutto ciò l'ho trattato nel seguente libro: Nicola Martella (a
cura di), Escatologia fra legittimità e abuso.
Escatologia 2
(Punto°A°Croce,
Roma 2007); si veda specialmente l’articolo «Sopravvalutazione di deboli
indizi», pp. 358-367.
Qui di seguito diamo voce ai lettori e discutiamo insieme tale tematica.
Che cosa ne pensate? Quali sono al
riguardo le vostre esperienze, idee e opinioni?
Partecipate alla discussione inviando
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I
contributi sul tema
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(I contributi rispecchiano le opinioni
personali degli autori.
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Primo
{Klaus Döring}
▲
Ti segnalo il seguente link che porta a un sito, che dimostra la falsità della
presunta dimostrazione della menzionata composizione Powerpoint:
http://www.snopes.com/politics/business/ mondex.asp. Le tue
argomentazioni sono senz'altro valide! {09-09-07}
Secondo
{Pietro Arnese}
▲
Questo articolo (sebbene leggermente modificato negli
anni) gira almeno dal 1996. Io lo avevo pubblicato sul
mio sito, ma un lettore mi ha messo in allerta sul fatto
che il cosiddetto dott. Sanders era un truffatore nel
senso che molte delle cose che lui aveva scritto non
erano vere.
Ho fatto qualche ricerca (a quei tempi non c'era Google) e qualche
telefonata negli Stati Uniti, ma non ho potuto
confermare granché. Ho tolto il testo dal mio sito,
just-in-case.
Tale articolo mi viene rispedito periodicamente da diverse fonti e
lingue. Condivido il tuo scetticismo ma ci sono
nondimeno cose interessanti in esso.
{10-09-07; www.apocalypsesoon.org}
Terzo
{Roberto Sargentini}
▲
Ho letto molto attentamente l'articolo relativo alla
MONDEX e concordo al cento per cento con la tua
risposta. Temo che sia un'ennesima bufala. Nel libro
Harmaghedon che ho scritto pochi anni fa, demolivo con
fatti concreti le elucubrazioni di alcuni catastrofisti
circa il codice a barre, giungendo alle tue stesse
conclusioni. Ti saluto caramente. {11-09-07}
Quarto
{Emanuele Favareto}
▲
Io
non avevo mai sentito parlare di Mondex, ma di «VeriChip» sì. Stesso discorso di
chip sottopelle, usato come gadget anche in alcune discoteche famose per
identificare i clienti, addebitare il conto o consentire l’accesso in maniera
automatica. Essi sono spacciati pure come utili a contenere i dati della
cartella clinica di pazienti magari in gravi condizioni che non sono in grado di
interagire...
Il problema dei chip a radiofrequenza (RFID) è purtroppo reale e in futuro
potrà solo diventare più complicato. Ci sono alcune ragioni a favore ma anche
moltissimi potenziali rischi di tele-controllo, tecno-controllo e furto
d’identità. Anche se non li si hanno fisicamente sottopelle. E poi essendo a
radiofrequenza possono essere letti da chiunque abbia un lettore compatibile. E
anche clonati (vedi i passaporti elettronici inglesi che sono stati spacciati
per sicuri e invece dimostrati molto vulnerabili perché clonati in pochissimo
tempo da semplici «smanettoni»). Tutto ciò indipendentemente da questioni
bibliche... (Perché non fare qualche riflessione su pance e sederi nei pantaloni
a vita bassa e la loro relazione con l’Apocalisse? oppure su...)
Un sito molto interessante, anche se generale, è
http://punto-informatico.it che tratta d’informatica ma anche di
problemi legali, etici, ecc. legati al settore. Se si fa una ricerca di TAG RFID,
si trova sicuramente delle riflessioni interessanti. E inquietanti. E possibili.
Io ho il badge aziendale col chippetto dentro. Basterebbe che ci fosse un
lettore davanti alla macchina del caffè per sapere quante ore trascorro lì
davanti... {12-09-07}
Quinto
{Sandro Bertone}
▲
Anche se c’è chi dice che la tecnologia e l’informatica interessano un
limitatissimo strato di popolazione, quelli che non la utilizzano attivamente ne
possono subire le conseguenze passive e oltretutto senza possibilità di
difendersi, in quanto ignorano i limiti e le possibilità che le nuove tecnologie
offrono all’umanità e, come sempre, nel bene e nel male. Riterrei opportuno che
come chiesa affrontassimo il tema, magari invitando un qualche esperto e, perché
no, Nicola Martella che esperto magari non è, ma ci può aiutare a non cadere
nelle trappole interpretative. Che ne dite? {12-09-07}
Sesto
{Gabriele Crespi}
▲
Credo che ci siano numerose imprecisioni nel
filmatino sulla Mondex e concordo con Martella sul tono usato e sui numerosi
(sic!) falsi allarmismi «apocalittici» del passato (bar-code, internet…).
Tuttavia alcune delle seguenti obiezioni formulate non credo siano pertinenti.
➊
Martella: «Apocalisse 13,16s parla d’un marchio, non d’un oggetto
impiantato sottocute».
■
Osservazione: Sul piano simbolico dell’Apocalisse potrebbe benissimo
esserlo, allo stesso modo in cui le «coppe dell’ira di Dio» non saranno
realmente coppe.
➋
Martella: «…mentre un marchio mostra ciò che è «stampato», un oggetto
sottocute non lo fa. […] Perché sotto la loro pelle viene iniettato un bio-chip.
Quest’ultimo può essere LETTO con uno scanner».
■
Osservazione: La stragrande maggioranza delle informazioni non vengono più
scritte o lette a mano ma in formato digitale e il chip (al pari del codice a
barre) non è altro che un contenitore d’informazioni «scritte» in digitale.
Inavvertitamente nell’articolo la contraddizione viene evidenziata.
➌
Martella: «…tossicità delle batterie al litio e l’esposizione delle
micro-capsule al pericolo di rottura, rendono per ora tale sistema pericoloso e
poco praticabile in massa».
■
Osservazione: La Bibbia afferma che tale marchio sarà imposto a tutti quindi
Apocalisse 13,16. Inoltre obbligò tutti, piccoli e grandi, ricchi e poveri,
liberi e schiavi, a farsi mettere un marchio sulla mano destra o sulla fronte.
➍
Martella: «…nel contesto originale essa [= la piaga] non è provocata dal
“marchio della bestia”, ma dall’esterno, ossia dal versamento della coppa
dell’ira di Dio (v. 1)».
■
Osservazione: Apocalisse 16,2 Il primo angelo andò e versò la sua coppa
sulla terra, e un’ulcera maligna e dolorosa colpì gli uomini che avevano il
marchio della bestia e che adoravano la sua immagine.
Nell’ipotesi che il chip sia il marchio non sarà
il chip stesso a provocare danni e ulcere ma «qualcosa» che, secondo quanto è
scritto nel verso 16,2, romperebbe tutti i chip del mondo simultaneamente.
Poi scusate, nell’ironico esempio della
«capocciata» è il muro che rompe il chip o no?
Comunque, Gesù tornerà, quando sarà il suo tempo.
Dobbiamo essere sempre pronti! Il filmato mi ha comunque fatto tremare come
cristiano. E credo sia uno sprono a testimoniare e a tornare a Dio… chip o non
chip! {17-09-07}
Settimo
{Nicola Martella}
▲
Risposte alle osservazioni
Ringrazio il lettore per le sue osservazioni.
Bisogna sempre onorare chi fa uno sforzo positivo per produrre una critica
costruttiva. Faccio alcune osservazioni e obiezioni, seguendo la numerazione che
ho dato al suo contributo.
➊
Sul piano esegetico, le «coppe» sono coppe. Se si sminuiscono gli elementi
riportati nell’Apocalisse, mediante una generalizzazione, si rischia che tutti
gli elementi perdano senso e diventino vulnerabili al soggettivismo e
all’arbitrio del singolo. Allora i 144.000 non sono più Giudei (ognuno delle
tribù elencate; Ap 7), ma «unti», seguaci della Torre di guardia. La gloriosa
donna di Ap 12 non è più Israele (sebbene abbia in testa una corona di 12
stelle), ma la Madonna cattolica.
Tornando ad Ap 13,16s, bisogna intendere ciò che
Giovanni vide, capì e descrisse; questo conta. Egli parlò effettivamente di un
«marchio». Il termine greco cháragma intende «segno, impressione, morso,
contrassegno, marchio, carattere, scrittura, iscrizione, impronta, conio,
sottoscrizione, firma». Non è un caso che la Vulgata traduce qui characterem.
Il termine deriva dal verbo charássein «solcare, fendere, incidere,
scolpire, imprimere». Il parallelo positivo è la segnatura dei servi di Dio
sulla fronte, quindi un contrassegno esterno e visibile. L’angelo comandò: «Non
danneggiate la terra, né il mare, né gli alberi, finché abbiamo segnato in
fronte col suggello i servitori del nostro Dio» (Ap 7,3). Un suggello
ricorre spesso nell’Apocalisse e serviva per sigillare documenti, ad esempio con
la sua impronta messa a caldo su ceralacca. Ad esempio, i numeri tatuati sui
deportati nei lager nazisti era un marchio. Sarà quindi qualcosa di esternamente
visibile.
➋
Un marchio può essere visto a occhio nudo (come Giovanni fece), perché è
un segno messo con un suggello (Ap 7,3), un bio-chip invece può essere
rilevato solo con uno scanner. Dov’è la contraddizione? La vera
contraddizione è che si proietta il sapere tecnico del momento negli scritti
apocalittici. Così fanno oggi ridere i tentativi di alcuni secoli fa (ma anche
di alcuni decenni fa) di interpretare i contenuti e i segni dell’Apocalisse con
lo standard tecnico-scientifico del momento. Ciò che si credeva ormai la tecnica
definitiva, oggi è già preistoria. E si rischia che i tentativi odierni faranno
ridere domani.
Un vero esegeta si chiede che cosa volesse dire
l’autore e non tanto che cosa interpreta oggi la gente. Giovanni vide persone
che avevano un marchio leggibile sulla man destra e sulla fronte: questo è il
dato. Come ciò avverrà nel futuro è una questione che resta aperta. Già
oggigiorno non mancano tecniche laser per incidere qualunque codice negli strati
profondi della pelle e per renderli visibili all’esterno. Nel futuro ciò potrà
essere ancor più affinato e sofisticato unitamente a sostanze particolari.
➌
Il lettore fa l’errore sopra accennato: parte dall’assunto che la tecnica
attuale sarà quella definitiva e proprio quella che verrà usata dal dittatore
mondiale escatologico! Certo che egli imporrà tale marchio a tutti! Ma — per i
motivi sopra esposti — non è assodato che sarà un bio-chip né tanto meno che
sarà proprio quello della Mondex! Il lettore non ha visto neppure che scrivevo:
«…rendono per ora tale sistema pericoloso e poco praticabile in massa».
Un vero dittatore non si mette in genere le
masse contro, ma le circuisce e le trascina (cfr. Hitler); egli le convince che
la tale cosa è innocua, anzi utile e necessaria. Nel nostro caso, se mai userà
un bio-chip, farà sviluppare dapprima (se già non ci saranno) delle batterie non
tossiche.
➍
Il lettore fa nuovamente lo stesso errore: parte dall’assunto che la tecnica
attuale (il bio-chip) sarà proprio quella che verrà usata dal dittatore mondiale
escatologico! Perciò, lontano da ogni regola esegetica, cerca di accordare il
testo a tale ipotesi. È un falso sillogismo, dovuto a premesse sbagliate, ossia
che il marchio e il bio-chip siano identici. Questo si chiama anche speculazione
eisegetica.
Allora la piaga diventa un telecomando
universale con cui l’angelo fa saltare, a livello mondiale, tutte le batterie al
litio dei bio-chip. Mi viene da dire che allora nel cielo si sentirà: «Chip,
chip, chip, urrà!». No, in Ap 16,2 non è scritto che «”qualcosa”…
romperebbe tutti i chip del mondo simultaneamente».
Chi vuole interpretare correttamente il testo, non può ragionare e procedere
così verso il testo… anche perché i rischi che si affrontano sono tanti, non per
ultimo quelli di Ap 21,18s!
A parte la battuta sulla capocciata contro il
muro, sta di fatto che oggigiorno le leggi nazionali impediscono di produrre e
vendere prodotti dannosi per la salute. Dove c’è di mezzo la salute, si può
ottenere una patente solo dopo attente e complesse prove che attestino la non
nocività di un prodotto. La rottura di una batteria al litio per un evento
meccanico esterno rendono un tale prodotto attualmente non commerciabile e non
iniettabile sottopelle. Altra cosa sono le prove sperimentali con volontari
all’interno di un programma circoscritto e controllato.
Aspetti conclusivi
Il lettore esordiva, dicendosi d’accordo sulla
mia denuncia sui numerosi e falsi allarmismi apocalittici del passato. Che si
dirà fra 10-20 anni di quelli suscitati dal bio-chip? Abbiamo visto che il
lettore prende per scontato che esso sarà il «marchio della bestia» e interpreta
in questo senso il testo biblico. Che si penserà di ciò, se una nuova tecnica,
ancora sconosciuta, metterà presto all’ombra il bio-chip?
La conclusione finale è condivisibile. Bisogna
essere pronti per il ritorno del Signore e a testimoniare il suo nome… chip o
non chip; e altresì quantunque Gesù torni domani, fra dieci anni, un secolo o quanto riterrà
opportuno il consiglio di Dio.
Ringrazio comunque il lettore per l’occasione
datami per puntualizzare meglio alcune cose.
Ottavo
{Pino Destratis}
▲
Ho riletto l’articolo sulla Mondex, e anche il tuo pensiero nel sito «Fede
controcorrente». Questa presentazione è da qualche anno che l’avevo vista […] e
questa mattina in un sito cristiano l’ho rivista in formato wmw aggiornata, e a
dire il vero mi ha in qualche modo fatto riflettere nuovamente.
Un po’ di tempo fa, nella città dove vivo, un negozio ha adottato un nuovo
sistema di pagamento, denominato «biometrico». Mi sono informato e, in pratica,
ha a che fare con l’impronta digitale.
Qualche giorno dopo nella homepage del mio provider, c’era un articolo nel
quale si parlava che in Inghilterra si vuole cominciare con l’impiantare il
tanto menzionato «verichip» sui neonati, in pratica sulla nuova generazione.
Ho riflettuto nuovamente; le tue considerazioni sono esatte, ma devo anche
dire, che il tutto, lascia un po’ con il fiato sospeso.
Il mio piccolo pensiero, consiste nel fatto che l’Apocalisse è stata una
visione che coinvolgeva solo Giovanni, a differenza d’altri fatti successi nella
Bibbia, dove altre persone hanno potuto vedere e quindi trascrivere e divulgare
quegli avvenimenti.
Appunto perché è stata una visione, presumo che in queste immagini
futuristiche Giovanni di sicuro non sarebbe riuscito a capire per un sacco di
cose di che cosa si trattasse veramente. Certo il termine «marchio» sta anche a
indicare un modo visibile di riconoscimento ma, pensandoci sopra, potrebbe anche
essere che la visione sia in qualche modo stata resa semplice per essere
comprensibile a Giovanni, nel senso di dargli giusto l’idea.
Oggigiorno non s’usano sempre i soldi, ma si fa un largo uso delle carte di
credito, le quali rappresentano i soldi ed è un metodo relativamente sicuro; ci
sono posti dove addirittura non accettano contanti ma solo con carta di credito.
Cosa avrebbe pensato una persona di 2.000 anni fa che avrebbe visto la gente
acquistare e pagare con la carta di credito? Di sicuro che si stava barattando,
scambiando la merce.
Comunque la mia opinione, resta che sono argomenti sui quali non possiamo
essere certi, quindi «tutto potrebbe essere». {03-10-07}
Nono
{Nicola Martella}
▲
Faccio presente solo alcune cose. Il sistema biometrico (con impronta digitale)
è differente da un «marchio». Quest’ultimo è altra cosa dell’inserimento di un «VeriChip».
Checché ne dica un articolo di un portale internet, l’inserimento di un «bio-chip»
in massa sui neonati necessita di una legge dello Stato e probabilmente di una
modifica costituzionale, cosa che non è scontata, né semplice, né realistica al
momento. Una cosa sono le prospettive di una lobby, altra cosa è la realtà. Fino
a tutt’oggi il «VeriChip» risulta attaccabile
e inaffidabile come gli altri sistemi. [►
VeriChip, clonarlo è ancora più facile;
►
Violati gli impianti VeriChip con RFID!]
Certo che le cose che attengono al futuro lasciano «un po’ con il fiato
sospeso». Bisogna però stare attenti alle semplificazioni e agli allarmismi. Di
ciò ne parlo nella mia opera Escatologia fra legittimità e abuso.
Escatologia 2. Quando ero ragazzo con le
possibilità d’allora si aveva lo stesso atteggiamento; da allora ad oggi il
mondo e la tecnica hanno fatto passi allora impensabili. Coloro che hanno
giurato che le possibilità d’allora erano quelle definitive e apocalittiche,
sono stati smentiti dai fatti e le loro idee sembrano oggi «archeologia». Non
dobbiamo fare gli stessi errori, pensando che l’attuale stato delle cose sia
quello definitivo e apocalittico. Dobbiamo però vegliare e vigilare!
In una visione il visionario non
percepisce (sempre) la realtà così com’è, ma come viene rappresentata e spesso
mediata da simboli (è il linguaggio apocalittico p.es. di Daniele, Ezechiele). I
simboli (p.es. regni e personaggi rappresentati mitologicamente da animali)
hanno il vantaggio di potersi applicare in modo comprensibile a situazioni
storiche e politiche mutevoli. Sebbene i simboli non sono concreti, il loro
significato lo è. Il «marchio» però non era un simbolo, poiché al tempo
dell’autore era usato per marchiare a fuoco gli schiavi o i proscritti.
Nell’Apocalisse non si parla primariamente di denaro (o di carta di
credito) o di baratto, ma del fatto che chi avrà il «marchio» potrà comprare o
vendere; il mezzo come tale transizione avverrà non viene detto. Giovanni vide
una tale «marchiatura», ordinata dal dittatore apocalittico, e comprese che cosa
volesse dire; similmente accadrà agli eletti viventi da parte degli angeli di
Dio,sebbene ciò avverrà probabilmente in altro modo. È verosimile che nel futuro
ci sarà una tecnica meno invasiva e pericolosa di un «bio-chip», che consisterà
nello «stampare» in modo semplice e indolore (p.es. mediante la tecnica laser)
delle informazioni indelebili direttamente sulla pelle; una tecnica simile
avviene oggigiorno per lo stampaggio su metalli e altri supporti e nella
creazione di ologrammi.
Quindi è meglio non «fissarsi» su ciò che sappiamo oggi. Ma vale la pena di
vegliare e provare gli spiriti. La ricerca della verità deve avvenire però nel
rispetto dell’esegesi biblica, quindi senza cedere alla tentazione di «barare»,
proiettando ad esempio lo status quo d’oggi nei fatti descritti
nell’Apocalisse.
Decimo
{}
▲
Undicesimo
{}
▲
Dodicesimo
{}
▲
►
URL di origine:
http://puntoacroce.altervista.org/Temi/1-Mondex_Bibbia_parla_Oc.htm
10-09-07; Aggiornamento:
03-10-07
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