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I «messaggi subliminali»
sono contenuti che i sensi non percepiscono in modo
cosciente, ma che agiscono lo stesso sub limine
«sotto la soglia» della coscienza. Si distinguono due tipi
principali di «messaggi subliminali» principali: quelli
visivi e quelli sonori. I primi influenzerebbero la mente
inavvertitamente per mezzo della vista, i secondi per mezzo
dell’udito. I «messaggi subliminali visivi» sono, ad
esempio, dei fotogrammi pubblicitari inseriti in un filmato;
sulla loro efficacia il mondo scientifico è diviso e non vi
sono studi scientifici che diano una prova certa e
generalmente condivisa. Secondo un’opinione abbastanza
diffusa, i «messaggi subliminali acustici» sarebbero
costituiti dalla registrazione al contrario di contenuti di
genere diverso (pubblicità, istigazione a fare qualcosa,
ecc.). Il termine inglese è back masking
«mascheramento all’indietro».
Sebbene molti libri
cristiani (specialmente contro la musica rock) diano per
certo questo fenomeno auditivo e mettano in guardia contro
di esso, che cosa c’è di realmente vero in tale
fenomeno? Si tratta veramente di un dato scientifico o è una
delle tante «leggende metropolitane»?
Che cosa ne pensate? Quali sono al
riguardo le vostre esperienze, idee e opinioni?
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Primo
{Michela
Piccolo}
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Io sono da anni moderatore
del settore «arte cristiana» in Evangelici.net. È sorta una
conversazione sui
messaggi subliminali.
[...] Un
tuo intervento sarebbe molto prezioso.
Secondo
{Nicola
Martella}
▲
È da anni che intento
pubblicare qualcosa sul questo tema, perché infastidito
dagli argomenti. Ora si pone l'occasione. Ecco qui di
seguito alcune riflessioni che possono orientare la
discussione.
Tutti citano le tesi
apparentemente «scientifiche» di altri, prendono argomenti
dai cosiddetti «messaggi subliminali visivi» (anche qui i
risultati sono scarsi, a dire il vero) e li applicano a
quelli «sonori». Io personalmente rimango molto scettico,
finché non ci sarà un esperimento serio, condotto col
«doppio cieco», che dimostri il contrario. [Sul «doppio
cieco» cfr. Nicola Martella, «Placebo (Effetto ~)»,
Dizionario delle
medicine alternative,
Malattia e guarigione
2 (Punto°A°Croce, Roma 2003), pp. 430-435, spec. pp.
431s.] Se già non ci capiamo, parlando la stessa lingua, non
credo che possiamo essere in grado di percepire, quale
«messaggio al di sotto della coscienza», ciò che è
registrato al contrario. Bisogna distinguere fra gag,
dediche segrete, trovate di marketing e altro, da una parte,
e un fenomeno accertato scientificamente, dall’altra, che
mostri l’esistenza reale dei cosiddetti «messaggi
subliminali sonori» e delle loro effettiva influenza sulla
psiche umana. Finora nessuno mi ha sufficientemente
convinto. Spesso tutto si basa su una confusione fra i
«messaggi subliminali acustici» (dove le cose sono alquanto
controverse) e i «messaggi subliminali visivi» (anch’essi
discussi) e, in genere si passa in modo indifferenziato da
questi ultimi ai primi, come se fossero la stessa cosa!
Gli unici «messaggi
subliminali sonori» accertati sono quelli dati da un esperto
a una persona sotto ipnosi, usando un tono basso e lento; ma
tutto ciò dipende dalla disponibilità del soggetto
ipnotizzato e, anche in tal caso, i «filtri» della coscienza
non sono messi semplicemente fuori uso. Un altro esempio è
il modo come comunichiamo qualcosa (p.es. a un bambino
quando si è escoriato la pelle cadendo): un tono isterico
del trasmettente (p.es. la mamma) allarmerà il ricevente
(p.es. il figlio), un tono rassicurante lo calmerà. [Per
l’approfondimento di questi fenomeni cfr. in Nicola
Martella, Dizionario delle medicine alternative,
Malattia e guarigione 2 (Punto°A°Croce, Roma 2003), gli articoli: «Ipnosi», pp. 251-258;
«Suggestione», pp. 515ss.]
La mia impressione è,
come recita un proverbio, che «si batta il sacco per colpire
il gatto», ossia si mettano in campo tali falsi argomenti
per parlare male del genere musicale «rock». Di là dalle
proprie preferenze musicali, si fa bene a non «barare», se
si ama la verità: solo essa può rendere liberi! Bisogna
rifiutare certi gruppi musicali non perché le loro «dediche
a rovescio» abbiano una vera influenza su chi ascolta i loro
dischi, ma per i contenuti di tali «firme segrete». Di là da
ciò, coloro che pongono nei loro dischi a rovescio dediche
sataniche o istigazioni lascive, nei loro testi «in chiaro»
ci sono in genere tante idee anti-cristiane e anti-bibliche
da indurre un credente a prenderne le distanze già per
questo! Perché contribuire a farli arricchire? Perché
ascoltare e canticchiare motivi pieni di contenuti contrari
alla Parola di Dio e alla morale cristiana?
Ora, però, ciò è una
cosa ben diversa che avere un rifiuto programmatico verso un
certo tipo di musica, chiunque se ne serva come mezzo di
comunicazione. Non credo che bisogna «buttare il bimbo con
tutta l’acqua sporca». Ci vogliono argomenti razionalmente
validi e non tabù preconcetti. E neppure bisogna barare
sulle evidenze della realtà, perché sarebbe demagogia; non
posso usare un argomento sbagliato o discutibile (i presunti
«messaggi subliminali acustici») per difendere la verità.
Inoltre una cosa può anche non piacermi (p.es. la musica
rock — io stesso non ci vado pazzo), ma non per questo la
etichetterò in massa come satanica; nelle mani degli
iniqui tutto diventa strumento d’iniquità! «Tutto è puro
per quelli che sono puri; ma per i contaminati e increduli
niente è puro; anzi, tanto la mente che la coscienza loro
sono contaminate» (Tt 1,15).
Molte delle musiche
presenti da secoli nei nostri innari provengono da melodie
popolari; ogni inno rispecchia le preferenze musicali
dell’epoca in cui è nato. Ciò che debba essere una «musica
sacra» (se mai esiste veramente tale genere), è mutato nei
secoli, anzi nei decenni. Addirittura molte melodie della
«Passione secondo Matteo» (alcune delle quali si trovano nei
nostri innari) furono prese da J.S. Bach da canzoni cantate
nelle bettole; i testi originali erano poco raccomandabili.
Sebbene ci sia un limite alla buona creanza (1 Cor 14,40),
la più grande vittoria cristiana sul «mondo» è quella di
assoggettare ogni cosa a Cristo (cfr. 2 Cor 10,3-6 «facciamo
prigioniero ogni pensiero traendolo all’ubbidienza di Cristo»;
cfr. Ef 1,22; 4,14s; Col 1,18).
Gli apostati della
fine dei tempi daranno retta a spiriti seduttori e a
dottrine di demoni e perciò proferiranno la menzogna, perché
segnati d’un marchio nella loro propria coscienza, e
proibiranno varie cose nobili, create da Dio (p.es.
matrimonio, cibi; 1 Tm 4,1ss). Quelli che crederanno e
avranno ben conosciuta la verità, ne useranno invece con
gratitudine, poiché tutto ciò che Dio ha creato è buono e
non vi è nulla da riprovare, se usato con ringraziamento,
perché è «santificato dalla parola di Dio e dalla
preghiera» (vv. 3ss). Perché ciò non può essere
applicato alla musica in sé, visto che essa è una dote
innata che Dio ha messo nell’uomo e uno dei pochi linguaggi
veramente universali?
Ciò che dobbiamo
chiederci in ogni cosa è questa: È lecita? È utile?
Mi rende veramente libero o mi domina? (1 Cor 6,12).
Edifica? (1 Cor 10,23). Promuove «l’utile comune» (1 Cor
12,7) e la devozione (1 Tm 4,8)? È dettata da «verità in
carità» (e viceversa)? (Ef 4,15). Promuove l’unità della
fede? (Ef 4,13). Concorre all’espansione dell’Evangelo e
della conoscenza biblica? (At 6,7; 19,20; Ef 4,13). Concorre
a farci «risplendete come luminari nel mondo, tenendo
alta la Parola della vita»? (Fil 2,14s). Nel caso
specifico, tale musica concorre a farci cantare «di cuore
a Dio, sotto l’impulso della grazia, salmi, inni, e cantici
spirituali»? (Col 3,16). Quest’ultimo verso prosegue con
questa esortazione: «E qualunque cosa facciate, in parola
o in opera, fate ogni cosa nel nome del Signor Gesù,
rendendo grazie a Dio Padre per mezzo di lui» (v. 17).
Terzo
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Quarto
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Aggiornamento: 28-04-07
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