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Nell'articolo
«Giudei cristiani e verginità a vita di Mariàm»
il giudeo cristiano Domenico
Falbo, del gruppo
«Ebrei per Gesù», sostiene
sommariamente quanto già affermato sul loro blog, ossia che Maria era rimasta
necessariamente vergine a vita e che i fratelli di Gesù
erano in effetti suoi
cugini. Abbiamo risposto a tali tesi.
Abbiamo visto che «Mariàm» era il nome biblico di
Maria
e che
ella era tutt’altra cosa rispetto alla «Maria»
della mariologia
cattolica. Qui di seguito diamo occasione d'intervenire sul tema.
Che cosa ne pensate? Quali sono al
riguardo le vostre esperienze, idee e opinioni?
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I
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1.
{Gianni Siena}
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Questa dottrina
cattolica, insieme alla «immacolata concezione», fa parte delle dottrine della
chiesa romana. Il cattolicesimo intende dire con ciò che essa non ha una base
scritturale, ma si basa su una rivelazione extra. Quale consistenza abbia, sul
piano della Scrittura, s’evince dai versi biblici chiaramente contrari. Si
comincia da Mt 1,25 dove appare chiaro che Giuseppe rispettò la moglie
«fintantoché» ella partorì Gesù. Che la congiunzione greca «eos» sia una sorta
di «spartiacque temporale», dopo di che l’azione che la precede cessa per far
spazio a nuovi comportamenti conseguenti, è scontato. Questa parola appare,
infatti, in altri passi dell’Evangelo. ▪ a) L’angelo dice a Giuseppe così:
«“Fuggi in Egitto, e stacci finché
io non te lo dica” … egli si ritirò in Egitto; e vi stette
fino alla morte di Erode» (Mt
2,13-15). ▪ b) Gesù disse ai giudei: «Non mi vedrete più
finché non direte essere benedetto colui che viene nel nome
del Signore».
Nel primo
caso citato la narrazione mostra chiaramente che la permanenza in Egitto finì e
la famiglia ritornò a casa. Il secondo caso presenta una situazione ancora
presente: cesserà al Ritorno del Signore, quando i Giudei lo accoglieranno come
il Messia. Alla luce di questi due esempi è chiaro che Matteo 1,25 non può
essere tradotto come fanno le Bibbie cattoliche: «Senza che egli avesse rapporti
con lei…». Il testo sottolinea la «solerzia» di Giuseppe nel non accostarsi a
sua moglie, per non vanificare la volontà di Dio... fino al parto e conseguente
purificazione. Altro che «vecchio» rimbambito, Giuseppe era un giovane nel pieno
del suo vigore sessuale e Dio sa solo quanto dovette, anch’egli, sacrificarsi
per rendere certa la nostra salvezza mediante Gesù!
Le
«lezioni» nel testo greco di Mt 1,25 dimostrano quanta dissensione vi fu
sull’argomento: Gesù fu «il» primogenito di Maria o solo «un» figlio? Io credo
che la lezione originale del versetto parlasse di «primogenito», la pretesa
eterna verginità di Maria nacque dopo. Va detto che Gesù, in quanto potenziale
Messia, è soggetto anche all’adempimento letterale (!) di determinate predizioni
nella sua vita: «Io sono diventato uno straniero per i
miei fratelli e un estraneo per i
figli di mia madre...» [N.d.R.
Sal 69,8; Gv 7,5; Mc 3,21].
Se la
Parola di Dio ha ancora il suo valore intatto, lasciamo le favole e abbracciamo
la Rivelazione scritta! Lasciamo al cattolicesimo la responsabilità eterna di
rendere conto delle anime dei seguaci della mariolatria. Dio non ha nessun
obbligo di salvare i devoti di questo culto discutibile ed estraneo alla Bibbia
(come quello di tutti gli altri «santi»). Noi abbiamo però il dovere d’avvertire
costoro, essi facciano poi quello che vogliono. {21 maggio 2008}
2.
{Argentino Quintavalle}
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Le sole fonti
importanti (biografiche) su Gesù sono i quattro Vangeli: Matteo, Marco, Luca e
Giovanni. Il resto del Nuovo Testamento non ci dice quasi nulla della sua vita.
I Vangeli ci
dicono esplicitamente che i suoi fratelli si chiamavano Giacomo (il nome
italianizzato dell’ebraico Giacobbe), Giosè, Giuda e Simone (Mc 6,3) — i nomi
del patriarca biblico e tre dei suoi figli. La madre di Gesù si chiamava Maria,
che corrisponde al nome ebraico Miriam. Gesù ebbe anche alcune sorelle, ma
nessuno dei loro nomi ci è stato tramandato. La famiglia, a Nazaret, era quindi
composta da almeno sette figli.
C’è un
elemento importante nella vita di Gesù che non andrebbe ignorato: la tensione
con la sua famiglia. Tale tensione mal si spiega, se i fratelli di Gesù non
fossero fratelli ma cugini (Lc 8,19-21; Mt 12,46-50; Mc 3,31-35). Probabilmente
è stata proprio questa tensione a determinare la sua partenza da Nazaret, poiché
i suoi famigliari consideravano la sua missione come una pericolosa illusione
(Gv 7,5). Gesù prevedeva, a ragione, che i suoi stessi famigliari non avrebbero
favorito la sua missione.
Che cosa
accadde alla famiglia di Gesù dopo la sua morte? Atti 1,14 ci riferisce che
Maria, la madre di Gesù, e i suoi fratelli s’unirono agli apostoli a
Gerusalemme. Il fratello del Signore, Giacomo, divenne credente in seguito a
un’apparizione di Gesù (1 Cor 15,7; Gal 2,9). Nell’anno 62 Giacomo morì per la
fede in suo fratello; venne ucciso da un sommo sacerdote sadduceo. Anna il
Giovane «convocò il Sinedrio e vi fece comparire un uomo chiamato Giacomo, il
fratello di Gesù che era chiamato Cristo, e certi altri [probabilmente
cristiani]. Egli li ha accusati d’aver trasgredito la Torah e condannati alla
lapidazione» (Giuseppe Flavio, Antichità Giudaiche, 20,200-203).
Anche gli altri fratelli, dopo Giacomo, si convertirono e, con le loro mogli,
accettarono l’ospitalità delle comunità (1 Cor 9,5). Un antico racconto narra
che l’imperatore Domiziano aveva in sospetto i nipoti di Giuda, fratello di
Gesù, perché appartenevano alla casa reale di Davide (Eusebio, Storia della
Chiesa, III,11,19-20,32). A quanto ci narra la fonte, l’imperatore li
avrebbe interrogati a Roma, ma li avrebbe rilasciati dopo aver scoperto che
erano solo dei poveri contadini. Essi furono a capo di chiese cristiane, a
quanto pare in Galilea, e vissero sino al regno di Traiano.
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Che pensare del
culto a Maria e ai santi?
{Nicola Martella} (T)
►
Chi era Maria di
Nazaret?
{Nicola Martella} (T)
►
Piena di grazia o favorita da Dio?
{Nicola Martella} (D)
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URL di origine: http://puntoacroce.altervista.org/Temi/1-Maria-verginita_parla_Avv.htm
21-05-2008; Aggiornamento:
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