Un taglio netto alle convenzioni anti-bibliche e pseudo-bibliche, all'ignoranza e alle speculazioni — Ein klarer Schnitt zu den anti-biblischen und pseudo-biblischen Konventionen, zur Unwissenheit und den Spekulationen — A clean cut to the anti-biblical and pseudo-biblical conventions, to the ignorance and the speculations — Une coupe nette aux conventions anti-bibliques et pseudo-bibliques, à l'ignorance et aux spéculations — Un corte neto a las convenciones anti-bíblicas y pseudo-bíblicas, a la ignorancia y a las especulaciones

«La fede che pensa» — «Accettare la sfida nel nostro tempo»

«Glaube gegen den Strom»: Für das biblische Unterscheidungsvermögen — «Faith countercurrent»: For the biblical discernment — «Foi contre-courant»: Pour le discernement biblique — «Fe contracorriente»: Por el discernimiento bíblico     

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IL RAPPORTO FRA ISRAELE E LA CHIESA

 

 a cura di Nicola Martella

 

La discussione sul «sionismo cristiano» ha fatto aprire un altro filone tematico riguardo alla storia della salvezza, al ruolo d’Israele in quest’ultima e al rapporto fra Israele e la chiesa. Ricordiamo che da una parte c’è Israele quale popolo storico del passato, dall’altra c’è la terra e la nazione attuale d’Israele e infine c’è l’Israele escatologico che, secondo le predizioni bibliche, un giorno riconoscerà Gesù quale Messia e, passando per la tribolazione, verrà purificato quale «resto santo». Oggigiorno ci sono pure i Giudei messianici, i quali formano proprie chiese e in genere seguono la legge mosaica e le tradizioni dei loro padri. Ci sono inoltre i Giudei cristiani in genere, i quali come «Israele di Dio» si trovano all’interno delle chiese dei Gentili. Infine ci sono vari atteggiamenti dei cristiani gentili verso Israele: 1) c’è l’opinione che la chiesa abbia sostituito Israele nel piano storico-salvifico di Dio (idea che non condividiamo); 2) ci sono cristiani che hanno simpatia per Israele come popolo storico di Dio e pregano per la sua conversione a Gesù quale Messia; 3) ci sono cristiani che sono affascinati da alcune convinzioni e pratiche giudeo-cristiane; 4) ci sono anche varie altre sfumature, il cui fanalino di coda è costituito dal «sionismo cristiano» o «sionismo cristianizzato». [Parlando del sionismo cristianizzato]

     Per togliere equivoci, diciamo fin da ora che condanniamo qualsiasi tipo di antisemitismo. A ciò si aggiunga che non crediamo che la chiesa sia Israele né un nuovo «Israele spirituale».

 

     Che cosa ne pensate? Quali sono al riguardo le vostre esperienze, idee e opinioni?

Partecipate alla discussione inviando i vostri contributi al Webmaster (E-mail)

I contributi sul tema  ▲

(I contributi rispecchiano le opinioni personali degli autori.

I contributi attivi hanno uno sfondo bianco)

 

Abele Aureli

Nicola Martella

Terzo

Quarto

Quinto

Sesto

Settimo

Ottavo

Nono

Decimo

Undicesimo

Dodicesimo

 

Clicca sul lemma desiderato per raggiungere la rubrica sottostante

 

 

Primo {Abele Aureli} ▲

 

Nota editoriale: L'autore di questo contributo è partito dalla lettura degli altri contributi sul giudaismo, in particolare Il sionismo cristiano e I Giudei hanno rifiutato Gesù.

 

È assodato il fatto che «noi» (credenti in Cristo) siamo stati fatti figli d’Abramo e non viceversa, pertanto i veri figli d’Abramo, e cioè il vero popolo di Dio o l’Israele spirituale, siamo noi, tutti i credenti in Cristo, inclusi però anche tutti gli Ebrei che hanno accettato Gesù come il Messia, come hanno fatto Pietro e gli altri Apostoli prima di noi.

     Dire il contrario sarebbe un’eresia, così come è un’eresia dire (come asseriscono i TdG, che Dio abbia chiuso definitivamente con il popolo Ebreo, anche se oggi come nazione non crede ancora in Gesù come il loro Messia.

     Però a questo riguardo, mi meraviglio come ci possano essere dei cristiani che non hanno compreso il reale significato del Capitolo 11 della lettera di Paolo ai Romani! La stessa cosa ho detto anche ai TdG. E qui, Paolo non sta parlando ai Giudei ma ai gentili divenuti cristiani. Attenti a non inorgoglirci contro la radice! Io posso anche essere un cristiano molto umile in senso generale, ma se come ha insegnato la Chiesa Cattolica (e noi tutti ne siamo stati contagiati), e cioè che gli Ebrei hanno ucciso il nostro Gesù, come se Gesù fosse stato Cattolico Romano e Italiano allo stesso tempo, e che quindi siano da odiare, allora noi ci stiamo «inorgogliendo» contro il tronco e la radice!

     D’altronde, sia per noi che siamo Cristiani Evangelici, e quindi dovremmo amare gli Ebrei perché Gesù era un Ebreo, sia per i Cattolici Romani, visto che Maria era anche lei un’Ebrea, e quindi dovrebbero amare gli Ebrei anche loro, non capisco tutto quest’astio contro gli Ebrei, a meno che non si spieghi con il fatto che essendo il popolo di Dio, e quindi odiato da Satana, lui ha scagliato tutti i suoi demoni contro questo popolo e molti cristiani, parlo degli evangelici, sono caduti nella sua trappola.

     A parte il fatto che Gesù è morto sulla croce per tutti i peccatori, quindi per tutti noi (lo dico per qualche super spirituale che potrebbe ricordarmelo) e anche per tutti i cattolici che non lo sanno ancora, in realtà, a uccidere fisicamente Gesù, non furono gli Ebrei, ma i Romani e precisamente Pilato! È vero che i Farisei aizzarono la folla a gridare di crocifiggere Gesù, ma chi aveva veramente l’autorità d’uccidere o liberare Gesù, non erano i farisei, ma Pilato. E lui non lo liberò per quieto vivere. Per evitare una sommossa, che se fosse avvenuta e la cosa fosse arrivata agli orecchi di Cesare, per Pilato potrebbe essere stata la fine della propria carriera. Quindi, meglio far morire un uomo che non tutto il popolo! La moglie di Pilato ebbe un sogno e avverti suo marito a non sporcarsi le mani con quel «giusto», ma lui essendo un vigliacco si lavò le mani come per dire che era netto del suo sangue, ma non s’era accorto che nella bacinella, invece che dell’acqua c’era già il sangue di Cristo!

     L’altra verità è che Dio non ha mai chiuso con gli Ebrei come popolo e come nazione o razza. Lo dice Paolo nel Capitolo 11 ai Romani, ma prima ancora lo dice Dio attraverso il profeta Geremia 31,35ss: «Così dice l’Eterno, che ha dato il sole per la luce di giorno e le leggi alla luna e alle stelle per la luce di notte, che solleva il mare e ne fa mugghiare le onde, il cui nome è l’Eterno degli eserciti. “Se quelle leggi venissero meno davanti a me”, dice l’Eterno, “allora anche la progenie d’Israele cesserebbe d’essere una nazione davanti a me per sempre”. Così dice l’Eterno: “Se si potessero misurare i cieli in alto, o esplorare le fondamenta della terra in basso, allora anch’io rigetterei tutta la progenie d’Israele per tutto ciò che hanno fatto”, dice l’Eterno».

     Se Dio qui non stava parlando dell’Israele naturale, allora sono quasi certo che Gesù avrebbe scelto un’altra nazione terrena per tornare sulla terra e stabilire il Suo Millennio. Paolo dice che «allora» cioè, in quel tempo, «tutto» Israele sarà salvato! E non può star a parlare dell’Israele spirituale, cioè di noi cristiani, perché noi siamo già salvati per la grazia mediante la fede in Cristo. Lì, Gesù sta parlando dell’Israele come nazione. Se leggiamo bene, attentamente e senza essere prevenuti contro Israele, noi vediamo che Dio non solo, non ha chiuso con Israele, così come non ha chiuso con alcun popolo, ma Egli non ha chiuso con Israele come sua terra e come suo popolo particolare, dove Egli ha trovato dei Profeti i quali ci parlano ancora oggi, ma anche un popolo che anche se spesso ribelle, pure in molti casi ha dato gloria a Dio in molte battaglie e anche come popolo civile!

     Per quanto riguarda poi il «sionismo cristianizzato» oppure il «cristianesimo giudaizzato», secondo le Scritture non sono da tenere in considerazione. È pur vero però che dopo essere divenuti cristiani, e Cristo era già risorto, e quindi anche dopo il «battesimo nello Spirito Santo», gli Apostoli Pietro e Giovanni, salivano al Tempio all’ora nona, l’ora della Preghiera (che non era presieduta dall’Apostolo Pietro, e neppure da Paolo o dal Pastore Tizio o dall’Evangelista Billy Graham), eppure v’andavano e nessuno si chiede cosa ci andassero a fare se quelli praticavano un rito giudaico, mentre essi erano diventati cristiani!

     Paolo ha scritto che per la salvezza in Cristo non c’è bisogno d’essere circoncisi, ma non ha detto che un cristiano (già salvato), pecca se si facesse circoncidere. Inoltre, i riti ebraici, non sono riti «pagani», come i molti riti introdotti nella Chiesa Cattolica. La loro pratica non è necessaria per la salvezza, ma non è neppure contraria! Molti cosidetti evangelici ancora oggi celebrano la festa della Pentecoste, che era una festa ebraica. Paolo voleva trattenersi a Efeso fino alla Pentecoste!

     Nella prima Conferenza a Gerusalemme, gli Apostoli e tutti gli Anziani, per guida dello Spirito Santo, decisero di non «imporre altro peso» sui nuovi credenti gentili, ma ciò non significava che se si fossero trovati in mezzo a una comunità o in famiglie d’Ebrei, essi non avrebbero potuto partecipare a quei riti ebraici, pena la...  scomunica! E nessuno disse mai agli Ebrei cristiani che sarebbe stato un peccato per loro continuare a partecipare ai loro riti ebraici, a meno che essi non gli venissero imposti come mezzo di salvezza o per mantenere la salvezza.

     Ora, sarebbe il caso che noi evangelizzassimo tutti i gentili, e anche i giudei, facendolo con tanto amore e con tanto zelo da farli divenire invidiosi dell’amore che Dio ci riversa addosso, ma che non facessimo confusione tra l’Israele spirituale e quello naturale. A quello, ci penserà Dio. Noi magari amiamoli come ci comanda Dio, e poi andiamo avanti facendo la volontà di Dio, e cercare di non divenire anche noi dei «rami troncati»!

     Romani 11,17-21: «E se pure alcuni rami sono stati troncati, e tu che sei olivastro sei stato innestato al loro posto e fatto partecipe della radice e della grassezza dell’olivo, non vantarti contro i rami, ma se ti vanti contro di loro ricordati che non sei tu a portare la radice, ma è la radice che porta te. Forse dunque dirai: “I rami sono stati troncati, affinché io fossi innestato”. Bene; essi sono stati troncati per l’incredulità e tu stai ritto per la fede; non insuperbirti, ma temi. Se Dio infatti non ha risparmiato i rami naturali, guarda che talora non risparmi neanche te».

     Altro che salvezza perpetua o... Israele spirituale perpetuo!

 

 

Secondo {Nicola Martella} 

 

Ringrazio Abele per il suo contributo; in ciò che dice ci sono tante cose buone. Mi dispiace per il tono che traspare e per la veemenza degli argomenti nel fare obiezioni a tesi che finora nessuno ha posto. Né io né altri hanno affermato finora nel sito «Fede controcorrente» che la chiesa abbia sostituito Israele come popolo storico e che Dio non avrà un giorno in cui esso si convertirà al Signore, in concomitanza con l’avvento del Messia, alla fine dei tempi. Quindi non si capisce verso chi è rivolta l’argomentazione, visto cha all’inizio di ogni intervento è scritto: «Per togliere equivoci, diciamo fin da ora che condanniamo qualsiasi tipo di antisemitismo. A ciò si aggiunga che non crediamo che la chiesa sia Israele né un nuovo “Israele spirituale”». Per cui non condividiamo l'uso che egli fa del termine «Israele spirituale», quando lo applica alla chiesa (per altro tale espressione non ricorre mai così nel NT).

     Non capiamo quindi chi ha mai messo in forse Rm 11, chi ha affermato che Dio avrebbe chiuso per sempre con Israele e chi ha voluto sostituirsi a Israele nel piano di Dio.

     Quanto alla responsabilità della morte di Gesù, ho risposto a sufficienza altrove. [I Giudei hanno rifiutato Gesù] In ogni modo, in ogni omicidio bisogna distinguere fra i mandanti e gli esecutori. Ogni legge civile punisce sia gli uni sia gli altri. Se in Mt 17,22s Gesù parlò genericamente di «uomini» e in Mt 26,45 di «peccatori» come esecutori, in Mt 20,18s le cose sono giuridicamente chiare: «Ecco, noi saliamo a Gerusalemme, e il Figlio dell’uomo sarà dato nelle mani dei capi sacerdoti e degli scribi; ed essi lo condanneranno a morte e lo metteranno nelle mani dei Gentili per essere schernito e flagellato e crocifisso» (cfr. Mc 10,33s). Secondo Gesù, le autorità religiose lo avrebbero condannato a morte, i Gentili avrebbero eseguito la pena. Anche Pilato descrisse i fatti in modo giuridicamente corretto: «La tua nazione e i capi sacerdoti t’hanno messo nelle mie mani» (Gv 18,35). Gesù parlò a Pilato di concorso di colpa, ma quella di quest’ultimo era inferiore rispetto ai mandanti: «Chi m’ha dato nelle tue mani, ha maggior colpa» (Gv 19,11). E lui lo avrebbe voluto liberare, se i Giudei non avessero cercato subdoli cavilli e non fossero passati alle minacce (v. 12; cfr. v. 15).

     Pietro a Pentecoste non ebbe dubbi nella presentazione giuridica dei fatti e delle responsabilità: «Uomini israeliti… Voi, per man d’iniqui, inchiodandolo sulla croce, lo uccideste… quel Gesù che voi avete crocifisso» (At 2,22s.36).

     Non capisco neppure perché abbia terminato introducendo un altro elemento di polemica che in questo tema non c’entra («Altro che salvezza perpetua»). Paolo in Rm 11 non sta parlando della salvezza individuale, ma degli Ebrei e dei Gentili in genere, simbolizzandoli con dei «rami». Anche nella frase «guarda che talora non risparmi neanche te» non si sta rivolgendo a una persona specifica, ma a un «Gentile tipo», quindi ai Gentili in genere. Non si fa mai bene a mischiare temi. Così si devia (e si fa deviare) dall’argomento in discussione.

 

 

Terzo { } 

 

 

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30-01-07; Aggiornamento: 12-04-07

 

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