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Primo
{Preludio} ▲
Diversi credenti mi hanno mandato tale «risposta», dicendomi
di leggerla e di prendere posizione, ritenendo sbagliato il
metodo e il merito del messaggio. Infine mi sono fatto
violenza: a una lettere pubblica è giusto rispondere
pubblicamente. Sotto si trova la lettera (mai ricevuta dal
mittente); ho solo corretto alcuni errori di ortografia e
numerato i paragrafi. Poi segue la mia risposta. Prima di
ciò premetto alcune voci di repertorio.
■ Ciao fratellone... ma me la hai mandata tu? E se non
me l’hai mandata, ma, tu l’hai ricevuta? (Stefano Frascaro,
22-09-06). ● Risposta: Caro Stefano, tale messaggio
non proviene da me e non ne sapevo nulla. Grazie di avermi
messo al corrente. Il mittente non è neppure tra i miei
contatti. Però, strano gioco delle tre carte: si scrive a te
per raggiungere me? Misteri, misteri.
■ Caro fratello Nicola, hai fatto benissimo ad inviarmi
i links! Il Signore ti benedica! Ho mandato una risposta ad
Abel Aureli, spezzando una lancia in tuo favore, non per
l’uomo, ma per amore dell’Iddio onnipotente, della sua
parola di verità, e del mio fratello (in generale). Fattela
mandare! Grazie per avermi considerato, nell’invio delle tue
mails! e Coraggio! I tempi sono difficili! Ma andiamo avanti
con lui! (Antonello Rizzo, 23-09-06). ● Risposta:
Caro Antonello, grazie delle tue buone parole. Io sono
l'unico a non aver ricevuto da Abele Aureli alcunché. Non ti
sembra strano? Mandami la tua risposta a lui che la metto in
rete.
■ Pace fratello Nicola, mi chiamo Luciano Leoni e ti
conosco attraverso alcuni tuoi scritti su Lux Biblica ed
altri articoli trovati su internet. Ho studiato (poco...) a
distanza con l’IBEI e sono membro della comunità guidata dal
pastore Abele Aureli. Oggi ho ricevuto un’e-mail che
riguardava Benny Hinn ma non ho ben capito quale è il
«punto» della discussione. Ho inviato una stessa richiesta
al fratello Abele e vorrei creare sull’argomento un
confronto nella nostra comunità al fine di evidenziare la
vera figura di questo ambiguo (per non dire altro)
personaggio, figlio di una mercificazione sempre più
evidente delle cose di Dio. Ti ringrazio sin d’ora per il
tempo che userai per rispondermi ma, soprattutto ti
ringrazio per quello che fai e che scrivi. Dio ti Benedica
(Luciano Leoni, 23-09-06). ● Risposta: Un paio di
fratelli mi hanno avvisato di aver ricevuto un’e-mail di
Abele Aureli su di me, ma io sono l’unico di non averla
ricevuta da lui. Concordo con le tue valutazioni,
essendo le stesse a cui sono arrivati tutti coloro che hanno
studiato a fondo il fenomeno «Benny Hinn».
■ Caro Nicola, ho ricevuto ciò che segue da Abele
Aureli. Forse sarebbe meglio rispondere a lui personalmente.
Stammi bene, Andrea Diprose, Nuova Zelanda, 24-09-06). ●
Risposta: Caro Andrea, grazie di avermi inviato la tua
risposta ad Abele Aureli. Non ti sembra strano che tutti
abbiano ricevuto la sua lettera indirizzata a me, tranne io?
Fino a tutt'oggi non l'ho ricevuta da lui. Non è strano per
chi intende costruire l'unità che non parli proprio alla
persona interessata? Mistero, gran mistero...
Secondo
{Abele
Aureli} ▲
In risposta a Nicola Martella su... Benny Hinn
Caro «amico» Martella,
<1> Io non so se la tua dottrina sia meglio o peggio di
quella che insegna Benny Hinn, il quale sembra che tu, visti
anche i precedenti messaggi, sia stato «chiamato» a
criticare per tutto quello che lui fa e dice, e a dover
proteggere tutti gli evangelici italiani dalle sue false
dottrine.
<2> Io potrei anche essere d’accordo con te per alcun e
cose sul ministero di Benny Hinn, così come potrei dire di
tanti altri ministri, sia americani che europei e italiani.
Il fatto è che dopo un secolo, da quando l’Evangelo è
arrivato in Italia (dopo i Valdesi), l’America e il resto
del mondo, inclusa l’Italia hanno i loro problemi di sétte,
ma al contrario delle altre nazioni occidentali, l’Italia è
ancora un «campo missionario», con oltre 25.000 comunità
senza una testimonianza evangelica in esse. Le condizioni
spirituali di tante altre nazioni cosiddette «pagane»
(Asiatiche e africane), sono addirittura meglio di quelle
dell’Italia.
<3> Questo per dire, che forse dovremmo concentrarci un
po’ più sui «nostri reali problemi» e sulle responsabilità
che Dio ci ha affidato come ministri del Suo Vangelo (se ce
lo ha affidato Lui), piuttosto che su quelli di Benny Hinn e
di chi gli vanno dietro, magari per curiosità. Infatti,
credo che la nostra risposta a Benny Hinn e a chi gli va
dietro perché ha dei «problemi spirituali che noi non
sappiamo risolvere», sarebbe dovuta essere quella di averlo
fatto «noi», prima che avesse iniziato a farlo lui, così gli
evangelici avrebbero seguito noi invece che Benny Hinn.
<4> Gesù, Pietro, Paolo e altri apostoli e ministri,
non andavano a caccia di falsi predicatori. Al massimo
quando ne incontravano uno lo affrontavano direttamente e
«seduta stante», ma il loro ministero era quello di
predicare il Vangelo di Cristo per la salvezza delle anime,
non di andare a caccia di Farisei o di falsi apostoli. «Noi
conosceremo la Verità, e la Verità ci renderà liberi»!
<5> L’FBI non addestra i suoi agenti a riconoscere il
dollaro falso, perché; i falsi sono tanti e loro non
potrebbero studiarli tutti per cercare di eliminarli, perché
a quel punto sarebbe troppo tardi, ma gli fanno studiare
minuziosamente il dollaro vero. In questo modo, è più
probabile che quando gli capita un falso sotto gli occhi,
essi lo riconoscono a prima vista. La stessa cosa dovremmo
fare noi. Insegniamo la verità ai membri delle nostre chiese
e formiamo dei discepoli (e non, mezzi cristiani a mezzo
servizio), i quali imparino e siano preparati a trasmettere
la verità del Vangelo agli altri. Poi se ci capita di vedere
il predicatore di un’altro vangelo, allora lo affronteremo
come Dio ci guida.
<6> Ritengo anche poco rispettoso nei confronti di
altri pastori, inviare queste critiche e condanne contro un
ministro, buono o cattivo che egli sia, ad altri pastori o a
persone che hanno il proprio pastore il quale è responsabile
di mettere in guardia o meno i propri seguaci contro Benny
Hinn. Ciascuno di noi è responsabile davanti a Dio del
ministero che gli è stato affidato, ma non mi risulta che
Egli abbia affidato ad alcuno il «ministero della Critica».
Anche perché, mentre noi perdiamo tempo a criticare Benny
Hinn, lui continua ad annunziare la sua dottrina e noi non
annunziamo la verità che Cristo ci ha comandato di
annunziare!
<7> Di questo passo, l’Italia andrà avanti per altri
secoli, prima di raggiungere tutti gli italiani con il
messaggio del vangelo! Intanto, le anime muoiono e vanno
all’inferno perché noi non le abbiamo raggiunte, prima che
morissero. E qui la colpa è solo nostra, non di Benny Hinn,
e neppure del diavolo!!!
<8> Pertanto, Gesù dice; lascia i... morti seppellire i
loro morti, ma tu... seguimi!!! Il nostro compito è quello
di seguire Cristo! Di annunziare il Vangelo di Cristo, e
questa è una nostra responsabilità sulla quale sento poco
parlare. Quando io ho parlato di incontrarci tra ministri
per cercare di trovare una base comune, minima, sulla quale
poter pregare insieme, per noi stessi e per l’Italia, sono
stato criticato, ignorato e trattato come se fossi stato un
illuso o peggio ancora, un appestato!
<9> Il male dell’Italia è la frammentazione e la
divisione della «chiesa», causata, non dalle false
dottrine di Benny Hinn, ma dalla nostra disubbidienza nel
fare ciò che Dio ci ha chiamato a fare (se ci ha chiamato
Lui), ma anche dalle «pretese sane dottrine» delle quali
ciascuno di noi crede di avere il «monopolio». E così, io
non parlo con te, e tu non parli con me. La nostra chiesa
non parla con l’altra e così via, mentre Satana balla e si
diverte alle nostre spalle per averci divisi e frammentati,
facendoci perdere la potenza che la chiesa dovrebbe avere in
Cristo!!!
<10> Certo, ci sono delle persone che si spacciano per
cristiani ma non si comportano come tali, dai quali
l’apostolo Paolo ci chiama a «separarci», ma non di andarvi
a caccia per criticarli (2 Corinzi 5,9-11).
Dio ci guidi e ci illumini tutti. Pastore /
Evangelista: Abele Aureli (22/09/2006)
Terzo
{Nicola Martella} ▲
<1> Neppure io giudico la «tua dottrina». Se hai
veramente letto gli articoli presenti sul mio sito «Fede
controcorrente», avrai potuto renderti conto che gli
articoli su Benny Hinn portano il nome di Antonio Morlino,
un fratello che si ritiene un «pentecostale riformato»,
esperto su Benny Hinn e molto preoccupato per l’ennesima
venuta di questo «unto» in Italia. Prima di ciò avevo fatto
tradurre un articolo di
Yves. A. Brault su tale «unto», che mi era arrivato,
mettendo in guardia i lettori in vista della sua venuta in
Italia. Dopo aver letto il primo articolo di Antonio
e vista la competenza e la correttezza di Antonio, io gli ho
messo a disposizione lo spazio del mio sito, così come faccio
con altri fratelli per altri temi. Vista la venuta di Benny
Hinn in Italia, mi sono sentito di condividere il peso di
Antonio. Vegliare e avvertire il popolo di Dio, ossia il
ministero della sentinella, è un importante ministero,
previsto da Dio nell’AT e nel NT (Ez 3,17ss; 33,2ss). Il
termine episcopos significa in greco «sorvegliante» e
caratterizza ognuno che un ruolo di conduttore e guida
nell’opera di Dio; Paolo raccomandò agli anziani della
chiesa di Efeso: «Badate a voi stessi e a tutto il
gregge, in mezzo al quale lo Spirito Santo vi ha costituiti
sorveglianti [gr. episcopoi], per pascere la chiesa di Dio,
la quale egli ha acquistata col proprio sangue» (At
20,17.28; cfr. Fil 1,1; 1 Tm 3,1s; Tt 1,7).
<2> Il regno di Dio si è da sempre espanso nel mondo
mediante alcune azioni contemporanee, ad esempio: l’annunzio
dell’Evangelo, la conferma dei discepoli mediante la «sana
dottrina», la difesa della verità (apologetica) e la
denuncia delle false dottrine e dei falsi operai. Questo lo
trovi da At 2 in poi e in tutte le epistole del NT. A ciò si
aggiungano pure un’esegesi corretta (1 Tm 4,13; 2 Tm 2,15) e
lo stabilimento di guide, conduttori e servitori, dopo
essere stati messi alla prova e siano risultati approvati (1
Tm 3,10; Tt 1,6).
<3> Tra i «nostri reali problemi» e responsabilità ci
sono anche la difesa della verità da persone che praticano
un neognosticismo e che vengono regolarmente in Italia per
«mietere». Oltre a Hinn, arrivano regolarmente in Italia
«apostoli», «unti», «uomini di Dio» e quant’altri a
propagare le loro dottrine neognostiche. A ognuno di noi Dio
ha dato una chiamata, un mandato e un incarico
corrispondente ai suoi carismi. Ti ricordo uno dei miei
motti: «Ogni pastore che si cura di dar pastura alle
pecore, ma trascura i pericoli che incombono, le ingrassa
per i lupi!». L’annuncio dell’Evangelo, la cura
pastorale e la difesa della verità non sono in
contrapposizione, ma erano tutti elementi presenti nella
vita e nel ministero di Paolo e che egli raccomandava a
Timoteo e a Tito.
<4> Gesù, Pietro, Paolo e altri apostoli e ministri
avvertivano pubblicamente verso i «falsi cristi» e i «falsi
profeti», prendevano posizione, li denunciavano e mettevano
in guardia i loro collaboratori e i loro discepoli. Qui la
lista potrebbe essere lunga. Addirittura Paolo e gli altri
apostoli avvertivano i credenti riguardo ai falsi operai che
sarebbero venuti, facendone un preciso identikit, perché
fossero riconoscibili. Essi non avevano tanta «santa
ingenuità». Predicare l’Evangelo e difendere la verità era
il «pane quotidiano» del missionario Paolo e dei suoi
colleghi (2 Cor 10,5; Col 2,8ss). La chiesa di Corinto era
diventata un’arena di predicatori neognostici, che Paolo
chiamò «falsi apostoli, operai fraudolenti, che si
travestono da apostoli di Cristo» (2 Cor 11,13), ma essi
si ritenevano «super apostoli» (2 Cor 11,5; 12,11),
superiori a Paolo in potenza spirituale e in autorità. Per
l’approfondimento cfr. «Alcune problematiche in Corinto» in
Nicola Martella, Entrare nella Breccia
(Punto°A°Croce, Roma 1996), pp. 59-62).
<5> L’apologetica è stata una delle discipline curate e
usate nella chiesa apostolica e nei primi secoli. La maggior
parte degli scritti degli antichi teologi sono di carattere
apologetico: essi affrontavano e confutavano le false
dottrine propagate proprio da coloro che si spacciavano per
profeti particolari, per unti e incarnazioni di Cristo,
dello Spirito Santo, ma propagavano «dottrine di
perdizione», insegnamenti gnostici ed erano paragonabili a
quelli che Paolo chiamò «falsi apostoli, operai
fraudolenti, che si travestono da apostoli di Cristo» (2
Cor 11,13). È «santa ingenuità» pensare che ci si debba
concentrare sul proprio «orticello ecclesiale», pensando di
affrontare i pericoli solo quando si presenteranno. Non è un
caso che Paolo abbia scritto invece tante epistole (spesso
circolari) a chiese e persone e che il loro contenuto è non
solo d’istruzione positiva, ma anche d’avvertimento contro
le false dottrine!
<6> Mio caro Abele, che cosa hai fatto tu? Hai inviato
a tutti — tranne che a me — una lettera indirizzata a me:
essa è arrivata fino all’estero. È il caso di dire: «Medico,
cura te stesso» (Lc 4,23). Pastori e conduttori spesso
sono troppo occupati con le loro pecore per rendersi conto
di tutti i pericoli che vengono. Per questo Dio ha dato
nella chiesa carismi e ministeri differenti (Ef 4,11ss). Poi
essi possono tener conto di quanto ricevono o cestinare il
tutto: nessuno impone nulla a nessuno. Gesù (Mt 7,15;
23,13ss; Lc 12,1), Paolo (Fil 3,2; 1 Tm 4,1ss) e gli altri
apostoli (2 Pt 2,1ss; 1 Gv 4,1) hanno sempre denunciato
coloro che insegnavano cose contrarie alla Parola di Dio.
Questo non aveva a che fare con un presunto «ministero della
critica», come tu sarcasticamente affermi, ma con la loro
responsabilità di «servi di Dio». Tutto ciò non è in
contrasto col l’annuncio della verità, ma sono due parti
della stessa medaglia.
<7> Le anime vanno all’inferno anche perché nessuno li
mette in guardia contro i «falsi cristi» e i «falsi profeti»
che annunziano false dottrine in nome di Cristo e si
accreditano come particolari canali della sua rivelazione.
Quanta «santa ingenuità» bisogna avere per capire che qui in
Italia è questo uno dei problemi della devozione religiosa
popolare, che si affida a mistici, veggenti, santoni, guru,
«unti», maestri di vita, «apostoli» e «profeti»
autonominati?
<8> Pietro, Paolo, Giovanni seguirono Gesù, a
differenza di altri che si fecero trattenere dalle vicende
della vita. I loro ministeri e le loro lettere sono pieni,
oltre che di insegnamenti edificanti, anche di apologetica e
di avvertimenti. Semplificare ci fa diventare ingenui, e
così mettiamo solo in pericolo il gregge che Dio ci ha
affidato. Annunciamo l’Evangelo, facciamo discepoli, li
curiamo e poi… i «lupi di turno» se li mangiano! Bella
consolazione e responsabilità! Penso che tu, Abele, debba
parlare del ministero che Dio ti ha affidato, ma non tutti i
ministeri dati da Dio alla chiesa si risolvono nel tuo. Io
non so perché tu abbia fallito nel tuo intento che descrivi;
mi dispiace. Ma non puoi appiattire tutti i ministeri (anche
il mio) alle tue prospettive e attese. Il medesimo Spirito
ha dato carismi e ministeri diversi (1 Cor 12,4.8s.11).
<9> Il male dell’Italia è — molto più che la
frammentazione e la divisione, come tu affermi — il
materialismo dilagante, la mancanza di consacrazione
personale, la mancanza di cura dei carismi ricevuti,
l’ingenuità di credere che l’unico ministero utile sia
l’annuncio dell’Evangelo (trascurando cura pastorale,
esegesi, apologetica, ecc.), la mancanza di discernimento
spirituale, la superficialità dottrinale, la mancanza di uno
studio profondo della Parola di Dio, eccetera. Un pastore
pentecostale, corresponsabile di incontri regionali di
pastori, che spesso mi telefona per avere delucidazioni su
alcuni aspetti della dottrina e dell’esegesi, mi ha spesso
confessata la superficialità dottrinale di tanti pastori e
l’ignoranza biblica di molti di loro. Come potranno
avvertire i loro greggi dei pericoli incombenti, se essi
stessi, avendo poca radice nella Parola, nemmeno se ne
accorgono dei «lupi famelici»? Quello che è la «sana
dottrina», termine usato da Paolo (1 Tm 1,10; 2 Tm 4,3; Tt
1,9; 2,1), lo spiega chiaramente lui nelle sue epistole, non
è quindi «monopolio» di nessuno, come tu sarcasticamente
invece affermi. Come facevo a parlare con te, se tu mandi la
tua lettera a tutti tranne che a me? Mi sembra che tu stesso
debba fare «mea culpa», quando mandi ad altri una lettera
indirizzata a me, no? La «via di luce» deve cominciare da
noi.
<10> Qui non si tratta di andare a caccia di qualcuno,
ma di fare muro verso chi viene in Italia regolarmente a
«mietere», e come lui altri. I primi cristiani mandavano in
giro circolari che si passavano di chiesa in chiesa per
avvertire dei pericoli. Perché dovrebbe essere sbagliato se
noi usiamo gli strumenti a disposizione per fare la stessa
cosa? Tali «unti», «apostoli» e «profeti» autonominati usano
tutto internet, libri, televisioni (cfr. TBNE), giornali e
quant’altro: perché dovrebbe essere illegittimo quando lo
facciamo noi per riprendere le loro opere? Vogliamo proprio
continuare a peccare di «santa ingenuità»?
Quarto
{Reazioni dei lettori} ▲
■ Grazie per la tua sollecita risposta. Ti giro il
messaggio che mi ha inviato in risposta e, da quanto
scrive, sembra che ci sia un malinteso di fondo: egli
asserisce che tu sia contrario al movimento pentecostale
e le tue disquisizioni su Benny Hinn altro non siano che
un attacco indiretto a tutti i pentecostali. Credo,
almeno leggendo i tuoi articoli, che tu faccia una seria
distinzione tra «evangelici pentecostali» e «lupi
vestiti da pecore». So che conosci Romeo Spaziani di
Frosinone, puoi chiedere a lui notizie in proposito su
Abele Aureli, da parte mia posso solo dire che come
responsabile della nostra comunità e come amico e
fratello in Cristo è persona seria e ben radicata nelle
scritture ma, come tu sai, il vissuto di ognuno di noi,
a volte, ci costruisce intorno un paradigma difficile da
smontare. Spero di poter collaborare a un ritorno su
sentieri di sereno dialogo. […] (Luciano Leoni,
24-09-06). ● Risposta: Che io ce l’abbia con
tutti i pentecostali, è veramente un chiaro
pregiudizio. La maggior parte degli articoli è stata
scritta da Antonio Morlino che si definisce
«pentecostale riformato». Temo che Abele non li abbia
letti, altrimenti... Io collaboro da anni con Elpidio
Pezzella, direttore di «Oltre», la quale è notoriamente
una rivista promossa da un comitato pentecostale. Ho
tanti amici pentecostali che sono acerrimi avversari di
tutti questi «unti», «apostoli», «santoni» e «guru»
neognostici. Certo che conosco Romeo. Ed è nelle mie
intenzioni che «Fede controcorrente» sia un luogo di
fraterno dialogo. Su di esso scrivono anche fratelli
pentecostali, senza pregiudizi. Non metto in dubbio le
cose che tu affermi su Abele ed è nel mio desiderio di
costruire con tutti, anche col lui sulla base della
lealtà, della verità e del rispetto. In ogni modo, in
quest’affare non si è comportato in modo «limpido» (cfr.
Fil 2,15). Infatti, Abele ha fatto male a non chiedere
prima spiegazione a me. Egli ha scritto a tutti
(rivolgendosi a me) tranne che al sottoscritto: ciò non
lo onora. Grazie a Dio, altri gli hanno risposto!
Stamani ho scritto ad Abele, secondo il comando del
Signore. Accludo sotto il testo.
■ Lettera di Andrea Diprose ad Abele Aureli:
Caro fratello Abele, comprendo il tuo ragionamento ed il tuo
desiderio di lavorare per l’unità della Chiesa. Fai bene a
lavorare per la sua unità. A questo punto però ti domando
perché hai inviato a me e al resto della tua mailing-list
una tua risposta a Nicola Martella? Perché non ti sei
limitato a scrivere a lui personalmente? Su Benny Hinn
Nicola, purtroppo, ha ragione, ma forse non era il caso che
lui comunicasse la sua disapprovazione del «ministro» Hinn a
tutti. Se così è, cioè se Nicola non doveva scrivere a tanti
riguardo a Hinn, analogamente, forse non era il caso che tu
inviassi a me e a tanti altri la tua risposta/reazione alle
valutazioni fatte dal fratello Martella dell’operato di
Benny Hinn. […] P.S. Hai letto gli articoli del Pentecostale
Antonio Morlino inerenti all’operato di Hinn? Credo che
abbia ragione.
■ Lettera di Antonello Rizzo ad Abele Aureli: ●
Premessa: Caro fratello Nicola, sono completamente
d’accordo col tuo motto! Come vedi Abele l’ha mandata in
contemporanea ad altri... Essi si aspettano un
«risveglio» che parta dalla Sicilia. Ti mando la mia risposta alla lettera di Abele indirizzata a
te (ma mandata a tutti), e la sua successiva replica a me...
io non voglio entrare in polemica con lui, fratello mio,
te lo dico con tutto il mio cuore... perché Iddio non mi
chiama a perdere tempo così... Credimi,
ce
ne sarebbero di argomentazioni scritturali per rispondergli, ma non so fino a che punto
possa servire a lui se ha già questa visione ecumenica... ci
sono tante anime che non conoscono Iddio e che hanno sete
della Parola di Salvezza... (24-09-06). ● Lettera di
Antonello: Caro amico Abele (preferisco chiamarti
fratello), permettimi di esprime il mio pieno e
completo disaccordo sia sul contenuto di pensiero, sia
sui termini «appioppati» al fratello Martella, sul falso
profeta Hinn. Documentati! Documentati! Mi rivolgo al
figlio di Dio: «Si può amare nella falsità?»; «Si può amare
nell’ipocrisia?»; «Si può amare senza avvertire di un
pericolo?»; «Diresti che ti amo se, avendo visto un inciampo
davanti al mio fratello, facessi finta di niente, perché
dobbiamo andare tutti d’accordo (magari
esteriormente)?». Perdonami, ma questo non è l’amore che
ci insegna il nostro signore Gesù. Adesso se vuoi,
cancellami pure dalla tua lista, perché «sono estremista» e
potrei «turbare» l’ecumenismo babelico... Anche in Genesi 11
la gente invitava a mettersi insieme per costruire una sola
«ecumene» e una torre che arrivasse fino al cielo. Ma vediamo cosa fece l’Iddio
santo! Questa unità fra i credenti, non la realizza l’uomo,
permettimi di dirlo con tanta franchezza e senza
pregiudizio, ma il vero Spirito Santo, non quello che
porta Benedictus Hinn, che provoca, anzi, divisioni,
sette, amari sospetti, ecc. Dio ti benedica (23-09-06).
● Risposta di Abele: Infatti, caro «fratello»
Antonello, e perché dovrei toglierti dal mio indirizzario?
:-) Io sono per il dialogo, e anche a Martella, non ho detto
nulla di male, ma ho solo fatto notare che dovremmo spendere
più tempo a esaminare i nostri errori e problemi, che non
quello degli altri. A me non risulta che Gesù e gli apostoli
abbiamo esercitato quel tipo di ministero. Tutto qui. Solo
che ultimamente ho ricevuto troppi messaggi su Benny Hinn,
ma nessuno su ciò che la chiesa Italiana dovrebbe fare per
avvicinarsi a Dio.
Io non ho giustificato Benny Hinn. Io non sono mai andato a
una sua riunione. Ciò che mi disturba è il fatto che ci
stiamo comportando esattamente come i Farisei ai tempi di
Gesù. Intanto, noi non stiamo facendo la volontà di Dio. La
nostra sì, ma quella di Dio no! Stiamo mettendo Dio in una
gabbia e vogliamo che Lui operi come diciamo noi, ma questo
non avverrà mai!
Per ciò che riguarda il risveglio, esso è sempre venuto
quando il popolo di Dio si è umiliato davanti a Dio e ha
confessato i propri peccati. E con l’orgoglio che ci
ritroviamo, non chiederemo mai perdono a Dio per il danno
che stiamo facendo alla Sua chiesa, ma diamo la colpa agli
Americani ecc. Noi (l’Italia evangelica), non è pronta per
un risveglio! Se venisse oggi, non saremmo neppure capaci a
gestirlo, perché noi stessi abbiamo dormito fino ad ora. Dio
non manda il risveglio a capriccio, ma solo quando noi siamo
pronti a riceverlo e ad amministrarlo cove vuole Lui.
Pertanto, noi possiamo andare avanti così fino al giorno del
giudizio, ma senza esperimentare un risveglio da parte di
Dio. Dio ti benedica (24-09-06).
■ Link a «Parola
della Grazia»: Qualcuno mi ha mandato i seguenti link,
dicendomi di dare un’occhiata al tipo di predicazioni della
comunità di Lirio Porrello «Parola
della Grazia», il quale, come egli stesso afferma, è stato direttamente
coinvolto nella venuta di Benny Hinn in Italia:
-
http://www.paroladellagrazia.it/culti/2006/30072006.htm
-
http://www.paroladellagrazia.it/culti/2006/06082006.htm
-
http://www.paroladellagrazia.it/culti/2006/13082006.htm
Ringraziamo della segnalazione. In ogni modo, lasciamo al
lettore di farsi direttamente un giudizio al riguardo.
Quinto
{Primi chiarimenti} ▲
Nota editoriale: Sotto sollecitazione dei
fratelli ho scritto ad Abele Aureli, per avere
direttamente dei chiarimenti. La sua risposta è
venuta prima che potesse leggere la mia risposta
pubblica alla sua lettera circolare (che, ribadisco, non
conoscevo e non avevo ricevuta da lui). Quindi, ha il
diritto di replica a tutto ciò.
■ La mia lettera: Caro fratello Abele, šalôm. Oggi mi
è arrivata l’ennesima segnalazione di una e-mail indirizzata
al «Caro «amico» Martella». Non ti sembra strano che tutti
abbiano ricevuto la tua lettera indirizzata a me, tranne io?
Fino a tutt’oggi non l’ho ricevuta da te. Non è strano per
tu, che intendi costruire l’unità, non parli proprio alla
persona interessata? Mistero, gran mistero...
In ogni modo, volendo applicare il comandamento del
Signore, ti scrivo (Mt 5,23s; cfr. 18,15ss), ti mando questo
messaggio. Non è il caso che interloquivi prima con me? («…và
e riprendilo fra te e lui solo. Se t’ascolta...»; Mt
18,15). Non avevo anch’io il diritto di leggere una lettera
indirizzata a me? Mistero, gran mistero... per chi afferma
di voler costruire l’unità (Nicola Martella, 24-09-06).
■ La risposta di Abele Aureli: Mi dispiace fratello
Martella, e se vuoi ti chiedo scusa mandando il messaggio a
tutti coloro che hanno ricevuto la mia lettera, ma ciò è
accaduto perché io spedisco i miei messaggi generali
attraverso un sito dove avevo degli indirizzi per le mie
circolari, ma evidentemente non c’era ancora il tuo.
Credimi, non avrei mai fatto una cosa del genere di
proposito, anche perché sai già che non sono il tipo che si
nasconde. Se vuoi, da oggi in poi il tuo indirizzo sarà
incluso. Quindi, dimmi tu cosa vuoi che faccia. Se vuoi le
pubbliche scuse te le faccio. Anche per ciò che riguarda
l’unità dei credenti, sono sempre dello stesso parere, ma
non per questo non dovremmo poter dibattere certe cose
(24-09-06).
Sesto
{Nuovi chiarimenti} ▲
Il fratello Abele Aureli mi ha mandato un messaggio
(27-09-06) in risposta alla mia lettera (25-09-06), in
cui trattavo i punti da lui sollevati nel suo scritto
precedente. Per brevità e convenienza tecnica pongo le
mie risposte sotto le sue porzioni di testo. Su sua
richiesta metto tutto ciò sul sito.
■ Abele ha scritto: Caro fratello Martella, mentre tu
e altri scrivevate a me o su di me sul tuo sito, io ero
all’oscuro di ciò che stesse accadendo, visto che io il tuo
messaggio non l’ho letto sul tuo sito, ma l’ho ricevuto su
diversi indirizzi di posta elettronica e anche su tutti i
gruppi MSN che sono in giro. Quindi, non dovresti essere
sorpreso se anche gli altri abbiano ricevuto la mia lettera,
perché gli altri hanno ricevuto anche la tua. Solo che
purtroppo, come ti ho già detto, non avevo idea che il tuo
indirizzo non fosse sul mio indirizzario da dove spedisco le
mie circolari.
■ Nicola risponde: Giorni fa ti ho mandato l’avviso
di aver messo in rete la tua lettera e la mia risposta a
essa. Ti ricordo che sei stato tu a mandare in giro una
lettera indirizzata a me, senza mandarla a me. Io non ho
mandato a nessuno la mia risposta a te, ma l’ho messa solo
sul mio sito (era giusto rispondere pubblicamente a una
lettera mandata a tutti tranne che a me) e ti ho subito
avvisato. Ribadisco che io non ho mandato la mia lettera di
risposta a nessuno. Se qualcuno l’ha copiata e messa in
qualche gruppo internet, io non ne so nulla e non ne sono
responsabile.
■ Abele ha scritto: Ora, io ho visto il tuo sito
«Fede controcorrente», ma non ricordo di esserci stato
qualche altra volta, e neppure credo di avere il tempo di
continuare a discutere di questo caso, perché non farebbe
bene a nessuno. Tutti hanno potuto leggere che io non ho
preso le parti di Benny Hinn, ma ripeto, questo non è il
motivo della mia risposta alla tua. Il motivo è che io
durante il percorso di due settimane, ho ricevuto la tua
lettera almeno una dozzina di volte, sia da te che da altri,
ma era sempre la stessa lettera. Per esempio, oggi ho
scoperto che con il tuo «nickname» che usi su MSN hai
inviato quella lettera su tutti i siti e gruppi conosciuti.
■ Nicola risponde: Quello che tu hai fatto con la tua
lettera, indirizzata a me, ma arrivata fino all’estero, sta
nella tua libertà; nella mia è di rispondere. Il 25-09 ti ho
mandato la seguente e-mail:
«Caro Abele, šalôm. Sotto
sollecitazione di alcuni fratelli ti avevo scritto, per
avere direttamente dei chiarimenti. La tua risposta è venuta
prima che tu potessi leggere la mia risposta pubblica alla
tua lettera circolare — che, ribadisco, non conoscevo e non
avevo ricevuta da te, ma da altri fratelli. Quindi, hai il
diritto di replica a tutto ciò che ho messo in rete.
Puoi trovare tutta la questione nel seguente tema di
discussione
«Ingrassar agnelli per i
lupi?». Come detto, hai il
diritto di prendere posizione su tutto ciò, e altri avranno
però il diritto di dare la loro opinione su ciò che hai
scritto o scriverai. Questa è la filosofia di «Fede
controcorrente» alfine di creare un vero incontro e dialogo
[…]».
Tu non puoi aver ricevuto i testi del tema di discussione («Ingrassar
agnelli per i lupi?»), poiché io non li ho mandato in giro a
nessuno, ma li ho messi sul sito, avvertendoti subito. Io ho
inviato i link degli articoli e dei temi di discussione su
Benny Hinn, ma il tema di discussione che ti riguarda è
successivo a tutto ciò. Controlla e te renderai conto.
■ Abele ha scritto: Io credo che se tu avessi lo
stesso zelo che hai usato contro Benny Hinn, per combattere
tutte le altre false dottrine che esistono in Italia, forse
non avrei avuto motivo di risponderti, ma visto che ciò non
accade, questo mi ha fatto pensare che tu ce l’avessi in
modo particolare con Benny Hinn perché è pentecostale.
■ Nicola risponde: Che io ce l’abbia con i
pentecostali, è un tuo pregiudizio che hai scritto a
fratelli e che essi mi hanno riferito. Quanto allo zelo «per
combattere tutte le altre false dottrine che esistono in
Italia», come tu dici e che secondo te io non farei, se tu
conoscessi la mia produzione letteraria, non parleresti
così. Ho pubblicato due libri sull’occultismo («La
lieve danza delle tenebre», «Entrare
nella breccia») e due libri
sulle «medicine alternative» e sull’esoterismo a esse
connesse («Malattia
e guarigione» 1-2) e vari articoli in
riviste evangeliche e in internet.
■ Abele ha scritto: Il fatto che Benny Hinn faccia
molto rumore ed è attuale, forse merita un’attenzione
particolare, ma cosa pensi di... cosiddetti evangelici (non
pentecostali) che ordinano al ministero pastori
«omosessuali», o che usano le proprie finanze per aiutare i
guerriglieri in altre nazioni a combattere una vera guerra
contro il proprio governo?
■ Nicola risponde: Non ne penso bene per nulla. Ma questo non è
l’argomento in questione. Io da parte mia potrei chiederti:
da evangelico che cosa ne pensi di Benny Hinn che (a quanto
ha documentato Antonio Morlino) si è recato a pregare
dinanzi alla Sindone e ha raccolto fondi per la
restaurazione della cappella in cui è esposta? Eccetera,
eccetera (leggi gli interessanti articoli). Tu hai il diritto di dissentire
con me su Benny Hinn, ma potevi comunicarmelo privatamente e
io ti avrei risposto altrettanto privatamente. Avendo tu
propagato la tua lettera ai quattro venti (a mia insaputa),
era giusto che ti rispondevo nel merito sul mio sito; ma non
ho mandato in giro lettere su di te (né la mia risposta a te) per
via e-mail a qualcuno.
■ Abele ha scritto: Ripeto, questo è il mio ultimo
messaggio su questo soggetto, perché ho cose più importanti
da fare, ma se a te sta bene, io sono sempre aperto al
dialogo, sia con te che con altri fratelli che mi hanno
scritto, uno in particolare mi ha detto che avrebbe
conservato la mia lettera come prova, nel caso tu decidessi
di «querelarmi»! Beh, qui credo che quel fratello avrebbe
potuto difenderti in un modo migliore.
■ Nicola risponde: Pensi che io non abbia altro
da fare? Sto lavorando, tra altre cose, a un libro
sull’escatologia e sulle sue strumentalizzazioni da parte
della religione, della politica e della tecnica. E sto
collaborando con altri fratelli a questo e ad altri
progetti. Quanto al dialogo è il leitmotiv della mia
vita e la filosofia di base di «Fede controcorrente». Non
entro in merito alle paventate «querele», non mi
appartengono.
■ Abele ha scritto: Se permetti, ti abbraccio. Dio ti
benedica e ti prego di mettere anche questa risposta con le
altre. Io ci ho provato ma non ho saputo pubblicarla sul tuo
sito. Saluto anche tutti gli altri che hanno scritto. Dio vi
benedica e «pace a tutti».
■ Nicola risponde: Certo che pubblico la tua lettera,
ti avevo detto che avevi il diritto di replica, tu come
tutti gli altri. Su può avere opinioni differenti, ma si può
dialogare lo stesso. Non ho remore personali con te e sono
pronto a incontrarti anche domani e a collaborare nelle cose
che ci possono accomunare. Il mio motto al riguardo è il
seguente: «Ciò che ci accomuna come cristiani fedeli alla
Bibbia è sempre di più di ciò che ci separa». I lettori
saranno contenti (come d’altronde io) dei tuoi saluti e
delle tue benedizioni. Ricambio: Dio ti faccia prosperare
nelle sue vie e illumini i tuoi passi con la sua Parola!
Settimo
{Chiarimento finale} ▲
■ Abele ha scritto: Grazie,
fratello Martella, e ti chiedo nuovamente scusa per non
averti inviato la prima lettera direttamente. Fratello
Abele
■ Nicola risponde: Grazie, fratello Abele, è
tutto bene ciò che finisce bene. Spero che il Signore ci
darà occasione per confrontarci pacatamente su temi meno
controversi e di poter servire l'un l'altro nell'amore
mediante la grazia del Signore. Ti lascio con Fil 4,7: «E
la pace di Dio che sopravanza ogni intelligenza,
guarderà i vostri cuori e i vostri pensieri in Cristo
Gesù».