Un taglio netto alle convenzioni anti-bibliche e pseudo-bibliche, all'ignoranza e alle speculazioni — Ein klarer Schnitt zu den anti-biblischen und pseudo-biblischen Konventionen, zur Unwissenheit und den Spekulationen — A clean cut to the anti-biblical and pseudo-biblical conventions, to the ignorance and the speculations — Une coupe nette aux conventions anti-bibliques et pseudo-bibliques, à l'ignorance et aux spéculations — Un corte neto a las convenciones anti-bíblicas y pseudo-bíblicas, a la ignorancia y a las especulaciones

«La fede che pensa» — «Accettare la sfida nel nostro tempo»

«Glaube gegen den Strom»: Für das biblische Unterscheidungsvermögen — «Faith countercurrent»: For the biblical discernment — «Foi contre-courant»: Pour le discernement biblique — «Fe contracorriente»: Por el discernimiento bíblico     

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PADRI CON FIGLIE ADOLESCENTI

 

 a cura di Nicola Martella

 

Qui di seguito vogliamo discutere insieme su questo tema che è efflusso dell’articolo «Il suo nome è donna».

   Quasi ogni padre, anche il più affettuoso, entra in un certo dilemma quando si rende conto che la propria figliola sta diventando da bambina prima ragazza e poi donna. Sente un certo imbarazzo e turbamento perché non sa come approcciarsi fisicamente con lei.

     Da una parte ricorda con nostalgia gli innocenti abbracci e baci, le lotte, le cucinate; dall’altra si trova dinanzi a un dilemma. Da una parte vuole mostrarle ancora l’affetto, dall’altra vede la crescente «femminilizzazione» dei caratteri sessuali secondari della figlia e teme di infrangere un qualche limite. Spesso si ritira da lei, dichiarandola in sé tabù.

     Lei si rende conto di tale cambiamento, sebbene non sappia perlopiù perché, e cioè proprio nel periodo in cui ha bisogno di sviluppare delle sicurezze; spesso interpreta ciò come distanza e rifiuto totale da parte del padre. Come si sa, spesso le donne cercano le cause in se stesse e si colpevolizzano.

     Altri padri affrontano la problematica e inventano un nuovo modo di porsi rispetto alla figlia in crescita. Altri padri ancora superano i limiti, o almeno qualcuno, oppure sono tentati di farlo; alcuni lasciano nelle figlie un increscioso dubbio, altri creano in loro gravi e profonde ferite.

 

Per l’approfondimento: Sull'abuso sessuale sui minori cfr. in Nicola Martella, Disturbi e abusi. Sesso & Affini 3 (Punto°A°Croce, Roma 1998), tra altri, i seguenti articoli:

     ■ L'incesto, pp. 305ss

     ■ Il «para-incesto», pp. 321ss

     ■ Mamme e parenti incestuosi, pp. 326ss

     ■ L'incesto: aspetti biblici e pastorali, pp. 331ss

 

Padri e figli nel conflitto 

Figli quale onore e onere per i genitori 

 

     Che cosa ne pensate? Quali sono al riguardo le vostre esperienze, idee e opinioni?

Partecipate alla discussione inviando i vostri contributi al Webmaster (E-mail)

I contributi sul tema

(I contributi rispecchiano le opinioni personali degli autori.

I contributi attivi hanno uno sfondo bianco)

 

Nicola Berretta

Secondo

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Dodicesimo

 

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Primo {Nicola Berretta}

 

Non molto tempo fa un cara sorella in fede, vedendomi dare un bacio affettuoso a mia figlia adolescente, m’espresse il suo apprezzamento, dicendomi che i padri fanno bene a far sentire il tocco delle loro guance ruvide alle loro figlie, altrimenti avranno fretta di provare prematuramente le stesse sensazioni altrove.

     Al di là delle deviazioni patologiche, di cui si viene sempre più spesso a conoscenza al riguardo dei rapporti tra padri e figlie, credo che questa sorella esprimesse una verità condivisibile. Se rimane all’interno di giusti confini, l’espressione «fisica» dell’affetto tra un padre e una figlia contribuisce alla maturazione sana ed equilibrata nel suo rapporto con l’altro sesso.

     Io, per l’appunto, ho una figlia adolescente e un’altra ancora «bambina», ma alle soglie dell’adolescenza, e con ambedue manifesto una affettuosità molto «fisica», con baci, abbracci, carezze e pizzicotti. Non posso però negare che, soprattutto con la grande, le cose siano cambiate da un po’ di tempo, soprattutto per una sua maggiore riservatezza e ritrosia, come è giusto che avvenga. Ciò che voglio sottolineare è, però, che questo diverso atteggiamento è soprattutto un risultato del mio rispetto per il suo desiderio di riservatezza, piuttosto che una mia scelta. Per me, in fondo, è sempre la solita bambina, e lo sarà anche tra trent’anni, se io ci sarò ancora. Occorre rispettare il giusto desiderio di riservatezza, legato sia a una diversa consapevolezza del loro corpo, sia a una diversa indole caratteriale. In fondo, mica a tutti piace essere sbaciucchiati, no? O comunque, ci possono essere momenti in cui se ne sente più l’esigenza rispetto ad altri, e in quei momenti la mia «guancia ruvida» sarà sempre disponibile.

     Io non percepisco in me stesso conflitti psicologici, per quanto mi renda conto che la mia bimba stia oggettivamente assumendo curve prima inesistenti. Paradossalmente, ho trovato molte più difficoltà subito dopo la sua nascita. La mia mente s’era probabilmente formata abbinando la nudità femminile a contesti di tipo sessuale, per cui non riuscivo a gestire emotivamente quella situazione per me nuova. Questa conflittualità d’emozioni è durata alcune settimane, per poi divenire ciò che io reputo essere un sano rapporto d’affettività «fisica» tra padre e figlia. Quando poi è nata la seconda, le cose sono state ovviamente più semplici, avendo lei trovato una strada spianata dalla sorella, per ciò che riguarda le mie emozioni di padre.

 

 

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26-05-07; Aggiornamento: 31-05-07

 

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