|
Fernando De Angelis comincia il suo interessante articolo «Cattocomunisti o evangelici?»
sulla cultura nostrana come segue: «Gli italiani sono cattolici anche quando si
professano atei, diceva il "principe dei giornalisti italiani" Indro Montanelli,
perché il cattolicesimo è un abito mentale e una prassi millenaria che
c’impregna fino alle midolla. Quando un italiano diventa evangelico si sente
tutto nuovo e sotto certi aspetti lo è, ma al nuovo "seme" occorre tempo per
portare a maturità "l’uomo nuovo" e a volte il processo di rinnovamento è lento,
o si ferma ai primi stadi. Spesso si ha la convinzione d’avere perlopiù
realizzata l’opera, invece la vecchia sostanza è stata solo rivestita da un
diverso linguaggio. Può succedere, cioè, che s’argomenti usando dei versetti
biblici, ma gli schemi di ragionamento restano quelli d’una cultura che alcuni
definiscono cattolico-comunista
(abbreviato di solito in cattocomunista). Dopo la seconda guerra
mondiale, l’Italia era pervasa dallo scontro fra cattolici e comunisti, che si
ritenevano l’uno il contrario dell’altro e in parte lo erano; restavano però
quelle profonde somiglianze che caratterizzano la grande maggioranza del popolo
italiano e che cercheremo ora di mettere in evidenza».
È un articolo che farà riflettere e susciterà reazioni ambivalenti. Diamo
qui di seguito occasione per discuterlo.
Che cosa ne pensate? Quali sono al
riguardo le vostre esperienze, idee e opinioni?
Partecipate alla discussione inviando
i vostri contributi al Webmaster
(E-mail)
Attenzione! Non si
accettano contributi anonimi o con nickname, ma solo quelli firmati con nome e
cognome! In casi particolari e delicati il gestore del sito può dare uno
pseudonimo, se richiesto.
I
contributi sul tema
▲
(I contributi rispecchiano le opinioni
personali degli autori.
I contributi attivi hanno uno
sfondo
bianco)
Clicca sul lemma
desiderato per raggiungere la rubrica sottostante
1.
{Aimone Fabbricotti}
▲
Caro
Nicola, ho letto l’articolo «Cattocomunisti o Evangelici» e l’ho trovato consone
alla mia esperienza da quando ritornato in Italia. Come sai ho lasciato l’Italia
come ateo e sono ritornato dopo 30 anni come credente. Infatti trovai questa
incredibile (impossibile) simbiosi fra comunisti e il cattolicesimo, ma anche
fra «evangelici» e il cattolicesimo. Direi che il titolo dell’articolo sarebbe
più corretto come «Cattocomunisti e cattoevangelici». {13-01-2008}
2.
{Andrea Diprose}
▲
Articolo
interessante. Ci sarebbe da farlo leggere anche a qualcuno di nostra conoscenza…
Sì, credo che le riflessioni di F. De Angelis siano tutto sommato uno specchio
della realtà di molti italiani. {14-01-2008}
3.
{Nicolò Cipolla}
▲
Di certo penso che
le tue ideologie evangeliste non sono per niente giuste in quanto [io sono]
frequentatore partecipe (non solo della domenica, perche sono quelli che puoi
attaccare) della chiesa cattolica cristiana. Non vedo perché tu debba per forza
snobbare il cattolico, che sicuramente non conoscerai bene perché non hai
frequentato la chiesa cattolica (e sicuramente per questo ti hanno convinto a
cambiare).
È un grande
peccato sentirsi superiori a gli altri sai?
Gesù predicava l’umiltà e l’amore
tra tutti, la giustizia e il rispetto. La
sua missione era questa amatevi gli uni con gli altri. La fede dovrebbe
portare a questo, non a criticare i cattolici, puntare il dito e non essere per
niente umili (gli ultimi saranno i primi), non professare soltanto miracoli e
guarigioni come credete di fare voi (e il problema e che pensate di farli solo
voi), ma essere umili e caritatevoli con gli altri, non presuntuosi e sentirsi
d’essere arrivati, ma essere caritatevoli con tutti non solo tra voi, se vi
amate solo tra voi con chi già vi vuole bene, che merito ne avete? Fanno cosi
anche i pagani! Amate i vostri nemici! (Gesù
lo dice!). Qui avviene la vera
conversione, non solo credendo di fare guarigioni e miracoli,
Gesù li faceva per dare un segno, ma la sua missione ti
ripeto era amatevi gli uni con gli altri!
diventando servi degli altri.
La pace del Signore sia con tutti,
chiunque sia cattolico, evangelista, testimone, buddista e qualsiasi uomo della
terra che nonostante tutto Dio ama!!! {15-01-2008}
4.
{Nicola Martella}
▲
Caro Nicolò, sono
il gestore del sito «Fede controcorrente». Ti ringrazio per il tuo contributo e
le tue osservazioni. Ho ospitato l’articolo di Fernando De Angelis come ospito
gli scritti di altri autori, anche cattolici. Quindi passerò a lui le tue
osservazioni. Lo scopo degli articoli non è quello di accusare alcuni, ma di far
discutere insieme su tali tematiche, e cioè in modo rispettoso e sulla base
della Parola di Dio.
Qui di seguito
faccio alcune osservazioni di carattere generale. Dalle tue parole vedo che non
conosci il mondo cristiano fuori del cattolicesimo romano. Infatti,
«evangelista» è uno degli scrittori biblici degli Evangeli, mentre «evangelico»
è un seguace degli Evangeli, che sta qui per il «nuovo patto» di Gesù Cristo.
Non tutti gli evangelici appartengono al tipo da te descritto (ossia al
carismaticismo) e, in quanto tali, vanno dietro a segni e prodigi (come per
altro molti cattolici che vanno da un santuario all’altro o i carismatici
cattolici del «Rinnovamento dello Spirito» che vanno dietro a segni e prodigi!).
Per la maggior parte degli evangelici la cosa principale è la «sana dottrina»
dell’Evangelo, ossia l’insegnamento della Bibbia e in particolar modo gli
insegnamenti relativi a Gesù quale Messia, la sua persona, la sua opera di
redenzione, la sua intercessione attuale presso il trono di Dio, il suo ritorno
futuro, eccetera.
Io ero un
cattolico molto praticante. A 12 anni fu la lettura personale della Parola di
Dio a farmi capire l’Evangelo della grazia di Dio e l’idolatria delle religioni.
Solo in seguito conobbi gli evangelici. Nonostante ciò ho fatto anni dopo il
volontario per 5-6 anni in una comunità di handicappati, gestita da un prete
cattolico.
Essendo uno
studioso, conosco la chiesa cattolica romana più di quanto tu creda e tu
stesso conosca, e cioè sia storicamente, sia culturalmente, sia nelle sue
differenti correnti, frange e denominazioni interne (anche Fernando De Angelis
conosce ciò). Ad esempio, che hanno in comune membri di «Comunione e
liberazione» con quelli della «Chiesa di base»? (caso mai sai di che parlo). Che
accomuna i seguaci dell’«Opus Dei» con quelli del movimento «Noi Siamo Chiesa»?
Che hanno in comune i «cattolici integralisti», seguaci del Concilio di Trento
(16° sec.), con «cattolici riformisti», seguaci del Concilio Vativano II (20°
sec.)? Ci sono cattolici proni al papa e sottomessi al Vaticano, ci sono
cattolici critici verso la nomenclatura clericale e verso il Vaticano quale
multinazionale straniera; questi ultimi non si sentono meno cattolici. Questo
mostra che molti cattolici conoscono poco il vasto spettro del cattolicesimo.
Quanto allo
spirito di superiorità, ti ricordo l’arroganza di Ratzinger nell’estate del
2007, che ha scritto e dichiarato che gli evangelici e protestanti non sono
«chiesa», facendo andare in furia centinaia di milioni di cristiani evangelici
nel mondo.
Quanto al
mandato principale di Gesù, esso era di compiere la volontà del Padre
celeste, ossia di salvare i peccatori mediante la sua morte e la sua
risurrezione; non a caso Gv 3,16 è considerato il cuore dell’Evangelo: «Dio
ha tanto amato il mondo che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque
crede in lui non perisca, ma abbia la vita eterna». Il comandamento «Amatevi
gli uni gli altri» non lo ha dato a tutti gli uomini, ma solo ai suoi
seguaci perché lo praticassero fra loro quale segno di essere suoi discepoli. A
ciò si aggiunga che Gesù ha comandato di amare il prossimo, anche i propri
nemici. Ma ciò è una conseguenza della rigenerazione mediante lo Spirito Santo.
La tua
insistenza su guarigioni e miracoli mostra la tua poca conoscenza del
mondo evangelico. Sul mio sito troverai decine di articoli che contrastano
proprio quelli che predicano specialmente segni e prodigi, sia nel cattolicesimo
(Rinnovamento dello Spirito), sia nell’evangelicalismo (carismaticisti).
Grazie
dell’augurio di pace. Sì, Dio ama tutti. Egli ama però anche la verità.
Infatti, Gesù stesso ha detto: «Io sono
la via, la verità e la vita;
nessuno viene al Padre se non per mezzo di
me» (Gv 14,6). Quindi, per un vero cristiano, Gesù è l’unica
via che porta a Dio!
5.
{Guerino De Masi}
▲
Ho appena letto,
tutto d’un fiato, il testo di Fernando De Angelis e i relativi contributi. È
stato come passare in aereo sopra un paese e averne una visione complessiva...
dall’alto.
Devo ammettere
che l’analisi fatta da Fernando è vera, anche se mi sembra (permettetemi
l’espressione) filoamericana!
Anch’io, per
grazia di Dio, ho conosciuto il Signore all’età di sedici anni (o piuttosto, è
Dio che mi ha cercato, conosciuto e salvato). E qua, sto pensando all’intervento
di quel fratello che nel contribuire alla questione «Bibbia e telegiornali»
rivendicava forse una certa maggior autorità, vista la sua «lunga esperienza»,
dicendo poi (e parafrasando): voi, non avete capito niente e adesso ve lo spiego
io!!!
Sono figlio
d’un autentico comunista, anticlericale e mangia preti. Mio padre maturò la sua
convinzione politica a seguito d’una triste esperienza, quando era allora
guardia di frontiera a Bengasi in Tripolitania, durante l’ultimo conflitto
mondiale. Pertanto, devo confessare che una certa simpatia sinistroide da una
parte me la sono portata dietro per tanti anni e una diffidenza per il clero
dall’altra parte mi metteva sul dubbioso pur essendo chierichetto per diversi
anni.
Dall’età di
sedici anni dunque, sapevo della posizione materialista e anticristiana del
comunismo per quella negazione di Dio, ma m’opponevo all’idea che il non
comunismo fosse migliore se non buono.
Mio padre che
si convertì all’età di cinquantacinque anni, ha mantenuto quella sua posizione
d’uomo di sinistra, non riuscendo a farne un’analisi più approfondita (imparò a
leggere sotto le armi) e forse non conoscendo a fondo questo pensiero comunista
(che pretende di fare ciò che Dio solo può fare nell’uomo), e credendo che
infondo se è anticlericale, allora è certamente buono, ha sicuramente trasmesso
alla sua famiglia questo concetto non facilmente estirpabile.
Fu necessario
che entrassi nella vita coniugale, con famiglia e figli, per uscire da
quest’ingorgo che bloccava la mia mente di giovane credente in rapporto
all’ideologia di sinistra. Erano i primi anni da sposato e con un piccolino di
pochi mesi in casa (adesso il nostro Simeone ne ha trentatre d’anni!). Mi
trovavo per lavoro, prima a Reggio Emilia e poi a Pistoia. Fu un tempo di
maturazione alimentato dalle conversazioni e testimonianze con i miei amici di
lavoro, che erano di sinistra, di destra, cattolici e testimoni di Geova.
Rispondevo alle loro argomentazioni con il Signore Gesù, unica via per la
soluzione del problema dell’uomo. Dicevo loro che prima bisogna cambiare
singolarmente (e invitavo i singoli a fare la pace con Dio in Cristo), poi
cambierà la società, quando tu e io siamo uomini rigenerati e salvati dal
Signore.
Ricordo gli
incontri in pizzeria, organizzati dai miei colleghi di lavoro, con
partecipazione di Ciellini, Preti operai, professori e... testimoni di Geova.
Quegli incontri m’aiutarono ad avere una idea un po’ più chiara della differenza
tra Vita nuova in Cristo Gesù e vita superficiale che sincretizza un po’ tutte
le ideologie. Ho imparato che Dio, in cui credo, mi ha posto davanti alla
necessità di scegliere: suo Figlio Gesù e la sua Parola, oppure questo mondo e
le sue ideologie che fanno a meno di Cristo. Ho scelto Cristo, per la sua grazia
e non posso proporre altro che Lui.
Così, il
comunismo divenne per me un opposto alla fede in Dio come pure lo divenne il
cattolicesimo romano e le sue espressioni politiche d’allora.
Eravamo nel
pieno degli anni ‘70, con l’Italicus, il caso Moro, le gambizzazioni da parte
delle BR, e tra i miei colleghi non pochi erano più estremisti che semplici
tesserati.
Ringrazio Dio
per come ha scelto di farmi uscire da quel concetto di poter essere cristiano,
nato di nuovo, e comunista.
Da diversi
anni oramai sono un artigiano, e dunque lavoro in proprio. Devo dunque per forza
confrontarmi con quanto viene legiferato, specialmente in questi periodi, da
politici in parlamento, che hanno come presupposto che l’imprenditore è per
forza un avversario di destra, un ladro, uno sfruttatore e che dunque va
controllato, penalizzato con regole e limiti insopportabili, inserendo per
esempio gli studi di settore, che equiparano me, piccolo artigiano con pochi
dipendenti e con un fatturato irrilevante, alle multinazionali con dirigenti
senza pelo sullo stomaco e col solo obiettivo del profitto. L’onestà non viene
minimamente ipotizzata. Se hai difficoltà a gestire una piccola azienda, allora
t’affondano. Se l’Alitalia è in difficoltà, allora si faranno i salti mortali
per difendere i suoi dipendenti magari intervenendo come negli anni è successo
con le varie Fiat, ecc.
Ciò che mi
meraviglia ancora di più, è che abbiamo uomini come Maselli che stanno lì tra
quelle poltrone corrotte e che stanno con la sinistra! Certamente, non sarei più
contento se stesse con la DC. Ma mi chiedo che cosa c’entra il loro credo
nell’Evangelo con l’ideologia di sinistra?
Veniamo ora
agli anglosassoni. Certamente, dobbiamo ringraziare il Signore, per i puritani e
la loro testimonianza che sbarcò in America. Dobbiamo essere riconoscenti per
gli sbarchi ricordati da De Angelis.
Dobbiamo anche
saper leggere la storia e le influenze cattoliche, da Stuart a Mussolini,
passando per Napoleone. No, non dobbiamo ripagare con il disprezzo. Ma oggi,
abbiamo ancora quell’America d’allora?
Quando vedo la
coppia Bush con la Rais in ginocchio davanti al papa morto (mentre la gente
diceva: santo subito!), desidero prenderne le distanze. Quando leggo nei siti
internet evangelici che parlano di fratelli cattolici, o come in questa
discussione, qualcuno considera tutti eguali perché amati da Dio, siano essi
cattolici, evangelici, buddisti, testimoni... (toh, noto adesso che non ha messo
nella lista i musulmani), mi chiedo dove sta la loro conoscenza della storia.
Sanno delle inquisizioni? Sanno della rivendicata unicità come chiesa da parte
del papato? Ma leggono la Bibbia? Ah, già, occorre tornare alla discussione su
«Bibbia e telegiornali» e sulla necessità di conoscere ad annunciare tutto il
consiglio di Dio.
No,
quest’America d’oggi, non mi sembra quella di cui parla Fernando. La spada del
giudice, che ci difende, è presa da molti americani come una giustificazione
della pena di morte. E questo non mi trova d’accordo.
A leggere la
marea di libri (per carità, per la maggior parte utili e buoni!), pare che
abbiano la soluzione per ogni cosa: dalla famiglia all’economia, al successo...
poi leggo i giornali, guardo la TV, e le notizie più orribili e raccapriccianti
mi vengono da quel paese. C’è da riflettere. Penso a Martin Luther King e alle
chiese per soli bianchi o solo neri. Penso a quegli Stati dove la pena di morte
è più applicata e scopro che sono quelli con più presenze evangeliche... E mi
pongo molte domande.
Che siano
delle reminescenze di quel comunismo trasmessomi da mio padre? Sarà, ma
preferisco non indicare un paese come esempio per indirizzare il mio prossimo
alla conversione. {22-01-2008}
6.
{Nicola Martella}
▲
Anch’io ho avuto
molti dei miei parenti delle passate generazioni come militanti comunisti. Gente onesta e con degli
ideali. Più che ostili al cristianesimo erano anticlericali per tutti gli abusi
subiti da parte dei chierici, schierati sempre con i più forti e con i padroni.
Essi desideravano un mondo più giusto ed equanime e si battevano per i diritti
degli sfruttati, tra cui essi stessi erano. Non mi sento di biasimarli.
Inoltre i
comunisti italiani non hanno realizzato in Italia gulag né campi di
concentramento, ma si sono mossi sempre all’interno delle regole democratiche.
Erano nella Costituente e sono anch’essi padri della Costituzione. Dopo la
continua trasformazione, la maggior parte dei comunisti sono passati dal PCI al
PDS, ai DS, per confluire poi insieme alla Margherita nel Partito Democratico.
Fuori di questo processo sono rimasti alcuni che hanno rifondato gli ideali
comunisti, ma anch’essi hanno rinunciato a molti degli aspetti che li
caratterizzava (p.es. sono
critici verso certi aspetti del passato, sono pacifisti).
Non credo che
oggigiorno essere di sinistra significhi essere automaticamente comunista. I
socialisti, ad esempio, non si definirebbero mai tali; e oggigiorno ciò vale per
i membri del PD.
Non credo che
gli evangelici debbano avere pregiudizi politici. In tutti i partiti ci sono
persone oneste e disoneste. Non accuserei un fratello che milita in un partito
di centro-sinistra, né in uno di centro-destra. Spero che sarà luce e sale là
dove si troverà e combatterà contro l’immoralità, la corruzione e tanti altri
mali. Se sarà eletto, spero che si batterà per la giustizia e per il bene del
paese.
Così penso che
dobbiamo valutare con equilibrio la questione americana, la questione
israeliana, la questione palestinese, la questione cattolica e tante altre.
Essere critici verso queste realtà non significa automaticamente essere contro
di loro, sebbene ognuno abbia poi le sue preferenze.
Non mi sento
anti-americano solo perché evidenzio che gli USA producono circa il 25% delle
emissioni di CO2 mondiali e che la guerra in Iraq è stato un grande sbaglio.
Non mi sento anti-sionista solo perché sono d’accordo con gli Israeliani
dissidenti che evidenziano le ingiustizie del loro governo contro le popolazioni
palestinesi, che per fare pochi chilometri nella Cisgiordania devono passare per
una decina di checkpoint israeliani. Non mi sento neppure anti-cattolico solo
perché concordo con coloro che denunciano l’ingiustizia del Concordato e dei
molti privilegi della chiesa romana in Italia. Non mi sento altresì neppure
anti-comunista solo perché critico i gulag russi, Stalin, i Kmer rossi, Fidel
Castro e quant'altro.
Come
evangelici facciamo bene a mantenere una distanza critica, ma non ostile e non
ideologica, verso tutti. Dobbiamo essere sale della terra e luce del mondo.
Voglio ricordare le parole che Geremia scrisse agli esuli in Babilonia: «Cercate
il bene della città dove io vi ho fatti portare in cattività, e pregate l’Eterno
per essa; poiché dal bene d’essa dipende il vostro bene» (Gr 29,7). E poi
non voglio dimenticare le parole di Gesù: «Chi non è contro a noi, è per noi»
(Mc 9,40).
7.
{Fernando De Angelis}
▲
Nota del redattore: Questo contributo è indirizzato a Guerino De Masi e
risponde ad alcune sue osservazioni.
[►
5. ]
Grazie per averci fatto partecipi del tuo percorso spirituale e intellettuale, e
anche per il tono pacato del tuo dissentire. Per non dilungarmi, mi soffermerò
solo su poche questioni.
Quando scrivi dei «politici in parlamento» e delle «multinazionali» mi
rattristi per vari motivi. Prima di tutto non ci vuole molta fede per lamentarsi
della nostra classe politica: basta andare in qualsiasi bar e ascoltare il primo
che capita. Non tieni poi conto che abbiamo il dovere di rispettare le autorità
(Rom 13). Non tieni conto del fatto che l’Italia è pur sempre una nazione dove
tanta gente vorrebbe entrare (perfino come clandestino): segno che non è poi
amministrata così male. Dai sfogo a un pessimismo che è in contrasto con il
credere nella potenza di Gesù e nella sua promessa che, se cerchiamo il Regno di
Dio, tutto il resto ci sarà sopraggiunto (sono convinto che di questo tu abbia
fatto esperienza, ma poi succede che scivoliamo facilmente nei soliti vizi
culturali dell’ambiente).
Sono rimasto dispiaciuto anch’io quando ho visto Bush e la Rice in
ginocchio davanti al papa morto e capisco il tuo volerne prendere le distanze,
ma non devi far finta di avere le ali o di essere già nel Regno dei cieli, devi
cioè spostarti in orizzontale. Ci si può allontanare da Bush, ma poi si deve
pure dire a chi ci si avvicina. Personalmente mi voglio allontanare da Bin Laden
e dall’islamismo violento, che vuole imporre la sharia a tutto il mondo e valuto
che l’unica nazione che ha la capacità e la volontà di fermarli sono gli Stati
Uniti. Sui criteri di valutazione delle nazioni, però, rimando ai
«Lampi di geografia cristiana», che presumo tu non abbia ancora visionato.
Proprio da questa lettera che ho tratto lo
stimolo per affrontare la questione della pena di morte, in un articolo a parte
(«Pena di morte e Bibbia») che sarà pubblicato prossimamente. Dico solo che una
posizione così nettamente contraria alla pena di morte da parte di un credente
nella Bibbia (come ti definisci) la trovo contraddittoria: da Noè, a Mosè,
all’apostolo Pietro (caso di Anania e Saffira, At 5), all’Apocalisse, nella
Bibbia non mancano certo gli esempi. Gesù si è fatto perfino crocifiggere, ma
quando ritornerà, lascerà per caso in vita chi lo rifiuta? (Lc 19,27). Mosè
organizzò uno Stato, mentre Gesù si è rivolto per ora agli individui: è
questa la differenza più importante, ma è solo temporanea. Il fatto poi che si
sia lasciata la spada in mano alle autorità politiche (indicate come «ministri
di Dio», Rom 13,4) non depone certo a favore di una proibizione assoluta della
pena di morte (sulla quale spetta ora a loro la decisione).
Scrivi che le notizie più orribili e raccapriccianti ti vengono dagli Stati
Uniti. Certo, dove c’è libertà si sviluppa anche la licenza e pure a me giungono
notizie che mi fanno temere per quella nazione. Dagli Stati Uniti, però,
arrivano anche buone notizie (per me lo è stato il loro lavoro contro
l’evoluzionismo, per esempio) e da lì parte il maggior numero di missionari.
Penso che la miscela fra perversità e santità sia profetica, perché Cristo
tornerà nel mondo quando ci sarà l’Anticristo (2 Ts 2,8). Non so quali siano le
tue fonti di informazione, ma io le notizie più raccapriccianti (e credo che lo
siano anche per Gesù) le trovo su Porte aperte, dove si elencano i casi
di persecuzione dei cristiani: vengono presi esempi da molte nazioni, ma non
ricordo di averci mai trovato gli Stati Uniti.
Quando scrivi che preferisci non indicare un Paese come esempio per
indirizzare il prossimo alla conversione, non posso che essere d’accordo e mi
dispiace aver dato l’impressione contraria (lo scopo delle mie riflessioni non è
evangelistico, ma di cercare scelte culturali che siano coerenti con la fede già
professata). {28-01-2008}
8.
{Guerino De Masi}
▲
Caro Fernando, il mio pessimismo di fronte al mondo
politico, quell’italiano ma anche quell’internazionale, compreso quello
statunitense, è un pessimismo dettato dal poco che conosco della Parola di Dio.
So di non dovermi aspettare niente di buono da questo mondo e dall’uomo che non
tiene conto del Signore ma è pervaso dall’egoismo, che il «principe di questo
mondo» mantiene con la mente ottenebrata.
Scusami Fernando, ma che perfino i clandestini
entrino in Italia, non dimostra che essa sia amministrata bene! Anzi, è
piuttosto il segno della cattiva amministrazione che questo governo esercitava
(meno male che ha finito di mal governare).
Sì, ho letto «Lampi di geografia cristiana»,
e anche se devo riconoscere una coerenza e continuità nella esposizione,
nondimeno, alcune cose mi lasciano perplesso e di posizione differente a quanto
esponi (mi riprometto di rispondere più dettagliatamente).
La «sovranità» del Signore, non significa che Egli
stia «governando» questo mondo che invece si è scelto un altro signore sin
dall’Eden, dal momento che ha dato retta al nemico delle nostre anime.
Il suo Regno è nei nostri cuori (nei cuori di tutti
quelli che lo accolgono in Cristo Gesù) e lo estenderà a questo mondo alla
seconda venuta gloriosa del Signore Gesù.
Che Egli rimanga sovrano anche davanti alle
molteplici situazioni storiche e politiche delle nazioni, non significhi che
Egli stia regnando in questo mondo.
Niente e nulla avviene senza la sua «autorizzazione»,
ma le nazioni, i governanti, i politici e gli uomini tutti rimangono
responsabili per le scelte che fanno rifiutando che Dio regni nel loro cuore.
Non è uno scivolone nel vizio culturale del mio
ambiente (questa tua affermazione mi pare poco «diplomatica») ma è la
consapevolezza che senza Dio nel cuore, l’uomo non può fare altro che
allontanarsi inesorabilmente dal Signore.
Devo cercare il regno di Dio e la sua giustizia… sì
lo so, e le altre cose mi sono date in aggiunta, oltre a quello di cui necessito
(dice la mia traduzione francese). So d’avere in me questo Regno, da quando Gesù
è entrato nella mia vita, e questa ricerca continua però a impegnarmi giorno
dopo giorno nel desiderio di camminare col Signore (santificazione). In questo
senso hai ragione, devo cercare il regno di Dio e la sua giustizia.
Prendendo le distanze dai vari Bush, non vuol dire
avvicinarmi ai terroristi. Mi sembra un’equazione poco rispettosa.
Gli USA sono gli unici ad avere volontà e capacità di
fermare gli islamici? Guarda che tra poco rischiano d’eleggersi un presidente
islamico. Che ironia!
Che cosa ha spinto Bush in questa guerra molto
discutibile? Mi pare che tu difenda la sua strategia. Forse hai ragione. Rimane
il fatto che le famose armi di distruzione di massa erano un pretesto.
Da loro partono il maggior numero di missionari? Sono
loro a opporsi maggiormente all’evoluzionismo? Bene. Ringraziamo Dio. E allora?
Non possiamo dissentire delle loro carenze? Non dobbiamo per questo essere
critici e saper discernere tra bene e male? Non dobbiamo per questo ragionare,
riflettere, analizzare e valutare quanto ci viene presentato? Non abbiamo forse
quel che ci permette di giudicare d’ogni cosa? (lo Spirito Santo in noi).
Sulla questione della pena di morte, mi riservo
d’intervenire in una altra pagina.
Scusa Fernando, tu hai finito di cercare il regno di
Dio e la sua giustizia?
La tua osservazione manca un po’ di tatto. Perdonami,
ma non trovi?
Credo che dovremmo guardarci dall’apostrofare così
coloro che hanno pensieri differenti dei nostri. La tolleranza, passa anche per
espressioni d’accettazione e d’accoglienza. Non per sommari giudizi che
scoraggiano l’interlocutore.
Ciò nonostante, continuo a stimarti per la tua
coerenza e l’impegno che conosco da anni oramai. Dio ti benedica. {29-01-2008}
9.
{Argentino Quintavalle}
▲
Due nazioni europee
hanno avuto grossi problemi con gli ebrei, nel secolo scorso: la Germania e
l’Italia. La Germania, mortificata, non si è limitata a chiedere scusa ma ha
ripagato materialmente il popolo ebraico, e tuttora lo sta facendo. L’Italia no.
Dopo la distruzione della guerra, la Germania è stata grandemente benedetta come
nazione, l’Italia potrebbe dire altrettanto? Ho i miei dubbi!
Il periodo
d’oro dell’Italia, spiritualmente, politicamente e culturalmente parlando è
stato il Risorgimento, fino alla prima guerra mondiale. Quando i Garibaldini,
dal sud della penisola risalivano verso nord liberando le città, distribuivano
sui carretti le Bibbie alla popolazione. A Napoli la gente gridava: «Ecche ‘o
libbro, ‘o libbro!». Le Bibbie erano le Diodati, che già esistevano dal 1607 ma
che in Italia venivano regolarmente bruciate dai vescovi cattolici nei roghi
pubblici (spesso insieme ai loro proprietari). Per avere una Bibbia cattolica
che circolasse tra il popolo dobbiamo aspettare a dopo la seconda guerra
mondiale (le Bibbie pre-CEI, come le Paoline), e per averne una che circolasse
con l’imprimatur papale dobbiamo aspettare gli anni ‘70 (la CEI).
Molti credono
che Garibaldi fosse un ateo. Niente di più sbagliato. Garibaldi ci teneva alla
salute spirituale dei suoi uomini e come cappellano militare aveva Alessandro
Gavazzi, evangelico di Bologna, figlio d’un giudice, e uomo di grande spessore,
capace di prendere in mano non soltanto la Bibbia, ma anche la spada. Fu l’uomo
che fece le esequie a Monaldo Leopardi, il padre di Giacomo Leopardi, perché i
Leopardi non erano cattolici, anche se ai ragazzi della scuola questo non viene
detto. La Biblioteca di Leopardi è piena di Bibbie, quando ancora non esistevano
Bibbie cattoliche. L’Italia è stata fatta da questi uomini.
Per maggiore
informazione faccio presente anche che nel 1906 e nel 1909 l’Italia ebbe come
Primo Ministro (udite, udite) un Giudeo-Cristiano: Sidney Sonnino, di padre
ebreo e di madre evangelica (del Galles), una persona che quando andava in giro
per l’Europa era rispettato e sapeva quello che diceva quando parlava. Altro che
i nostri politici d’oggi, alcuni dei quali quando parlano in inglese con i loro
colleghi europei, fanno ridere me figuratevi gli altri.
Purtroppo,
dopo la prima guerra mondiale, le cose sono cambiate. Il fascismo (o
socialismo?) ha fatto comunella con il cattolicesimo e sono ritornate le tenebre
sul paese. L’ultima riflessione che voglio fare è che mentre è vero che le
autorità vengono da Dio, è altrettanto vero che spesso Dio manda certe autorità
per punire e non per benedire. {29-01-2008}
10.
{Guerino De Masi}
▲
Nota editoriale:
Il lettore reagisce qui non solo all’articolo «Cattocomunisti
o evangelici?», ma anche alla discussione che ne è seguita fra
Fernando De Angelis e Irene Bitassi. [►
Dialogo su Bibbia e politica]
È quindi necessario leggere tale discussione per capire che cosa il lettore
intenda qui nelle sue seguenti riflessioni. A questo e al precedente contributo
di Guerino (vedi sopra) avrebbe dovuto rispondere Fernando De Angelis, ma egli
si è reso indisponibile a causa dei suoi impegni. A ciò si aggiunga questa sua
motivazione: «Caro Guerino, purtroppo non
riusciamo ad allargare la base del nostro dialogo, che assomiglia a quello fra
sordi. Quanto tu mi scrivi, infatti, a me dà l’impressione di non discostarsi
molto da quanto in precedenza mi hai mandato e che ho messo su "Proiezioni
Culturali". [►
Confronto sulla cultura 1]
Non penso perciò che per i lettori di Proiezioni sia utile fargli pervenire
questi tuoi nuovi pensieri. Può darsi invece che Martella (al quale puoi
rimbalzarli) li trovi adatti per essere inseriti nel suo "gruppo di
discussione"...». Seguendo quindi tale consiglio, diamo la parola a Guerino.
Ben vengano delle
«Irene Bitassi» che con pacatezza sanno chiarire le proprie opinioni e
rispondere a queste argomentazioni. Ai suoi esempi, aggiungerei ciò che gli
«evangelici» tedeschi pensavano dell’allora esordiente «Führer» come dell’uomo
mandato da Dio per risollevare e riscattare il popolo tedesco, senza poi entrare
sulle loro opinioni per quanto riguardava il popolo ebreo.
Parli
dell’italiano medio e di chi critica l’autorità costituita, intesa come
il governo vigente nel paese. Quasi che il dissenso che s’esprime sia solo non
conoscenza della Parola di Dio che dovrebbe essere rilegato a uomini che non si
dichiarino credenti e credenti evangelici, in quanto questi dovrebbero non
«male-dire» o dire del male dei nostri politici. Una bomba.. non è certamente
un’espressione cristiana, ma una manifestazione di disapprovo anche se fatta
nelle conversazioni private, o da bar, non mi pare sia vietata ai credenti.
Le
argomentazioni presentate da Fernando De Angelis, sembrano quasi delle prese
di posizione politiche che in un certo senso mi preoccupano. Qualche anno
fa, ho sentito delle espressioni (da parte d’un personaggio di tutto rispetto
nelle «Assemblee»), che quando c’era «lui», certe cose andavano meglio e che
dopotutto lo si rimpiangeva. (ovviamente il sottinteso era Mussolini). D’altro
canto conosco evangelici che sembrano (e forse lo sono anche) dei veri e propri
militanti di sinistra. E del passato governo di centrodestra, non esprimevano
certo opinioni migliori di quello che possa esprimere (o pensare) io dell’ultimo
e a mio parere, inglorioso, e meno male caduto, governo di centro-sinistra.
Parlo del governo Prodi.
Qual è adesso
la nostra posizione di fronte alla campagna elettorale già avviata?
Vogliamo l’inserimento dei radicali, anticlericali, nel nuovo partito di
Veltroni? Critichiamo le avanzate politiche della Lega con le loro provocazioni
legittime di fronte a una classe politica che ha spremuto il nord per decenni?
Cosa pensiamo di Di Pietro e del giustizialismo a priori di coloro che sono
indagati? Consideriamo Berlusconi, un folle? Un politico? Un arrivista? E perché
non lo consideriamo come uno, se non voluto, ma almeno mandato da Dio… visto che
non sono pochi quelli che lo votano? Mi rendo conto di complicare ancora la
questione, anche perché le stesse cose dovrebbero essere dette di Prodi,
malgrado ho una mia opinione sul suo operato che certamente non farebbe piacere
ai fratelli evangelici che invece lo hanno votato.
Individuare
gli USA come stato leader perché non ve ne sono altri, mi sembra una
forzatura e una presa di posizione politica più che una valutazione storica
cristiana. Avrei preferito l’Inghilterra, quella dei secoli ultimi, pur con le
dovute riserve. Ma poi abbiamo anche i paesi nordici, e alcuni sono spesso presi
ad esempio per il loro apparato sociale. Poi, però scopriamo che sono anche i
paesi delle degenerazioni sessuali, dei divorzi e dei suicidi. Non penso che sia
un nascondersi dietro il dito puntando all’esempio invece di quel governo che
verrà al ritorno del Signore Gesù. Credo che la nostra posizione dovrebbe essere
nella moderatezza, sia nel valutare la sottomissione allo Stato che la critica
che possiamo muovergli. {14-02-2008}
11.
{}
▲
12.
{}
▲
►
Cristiani in politica?
{Nicola Martella} (T)
►
Esiste una politica
cristiana?
{Nicola Martella} (T)
►
La politica e la morale
{Abele Aureli -
Nicola Martella} (T/A)
►
La schizofrenia della politica
{Tonino Mele} (A)
►
Politica e cristiani
{Nicola Martella} (A)
►
Politica e cristiani? Parliamone 1
{Nicola Martella} (T)
►
Politica e cristiani? Parliamone 2
{Nicola Martella} (T)
►
URL di origine: http://puntoacroce.altervista.org/Temi/1-Cattocomunisti_evangelici_UnV.htm
14-01-2008; Aggiornamento: 15-03-2008
|