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Fiorina Pistone ha sostenuto la tesi che prostrarsi intenda venerare anche in
senso religioso, intendendo che ciò sia biblicamente legittimo. La sua tesi di
partenza è che adorare e venerare siano due cose distinte. A tale tesi
Nicola Martella contrappone sia un'analisi particolareggiata sulle ricorrenze di
«prostrarsi» nella Bibbia
[►
Prostrarsi ai tempi della Bibbia],
sia un'antitesi teologica basata su un'attenta esegesi dei brani biblici. [►
Adorare e venerare: una differenza legittima?]
Poiché qualcuno ha chiesto d'interloquire, diamo qui di seguito spazio alla
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1.
{Calogero Fanara}
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Contributo:
Strano però
che insistiate nel volere distinguere
adorare da venerare mentre
per la questione dei fratelli e delle sorelle di Gesù non vi sforzate a vedere
la distinzione fra cugini e fratelli! Il prostrarsi di Giuseppe davanti al padre
Giacobbe era un uso praticato a quel tempo nel senso del rispetto dovuto ai
genitori e non ha niente in comune con il vostro prostrarvi devotamente davanti
a statue e a santi defunti!
La venerazione mariana è n grave peccato davanti a Dio, che vi
prostriate o no, non importa, il vostro culto a Maria è un abominazione ed è
completamente opposto e in contraddizione con il culto che va reso soltanto a
Dio!
Punto e basta. Contestare quest’evidenza biblica è assurdo. Soltanto voi
cattolici fate fatica a capire queste cose. Il problema lo avete voi e non gli
altri cristiani.
«L’ubbidienza vale meglio che il sacrificio». {Belgio;
22 aprile 2008}
▬
Risposta:
Calogero carissimo, ma lo hai letto l’articolo in tutta la sua interezza?
[►
Adorare e venerare: una differenza
legittima?]. Temo di no. Le cose che tu dici, rivolto a un
cattolico romano, non si addicono se rivolte a me. Leggi e vedrai! Poi mandami
le nuove e aggiornate tue riflessioni. {Nicola Martella}
▬
Replica:
Pace a te
Nicola. Sì che l’ho letto l’articolo. Sai, di questi argomenti con i cattolici
ne abbiamo discusso chissà quante volte. È impossibile metterci d’accordo perché
il cattolicesimo ha un suo vocabolario e si è creato le sue proprie opinioni al
riguardo. L’uso religioso del prostrarsi è quello che i cattolici usano riguardo
a Maria e ai santi. Essi lo fanno con la convinzione di deporre così tutte le
loro preoccupazioni, aspettandosi da loro una o più grazie. Mentre l’uso sociale
del prostrarsi ha tutt’altro significato. Non ha niente a che fare con
l’adorazione.
Tutta la
sostanza del discorso ha un significato spirituale. Quando una persona si
prostra davanti a una statua o immagine d’un santo defunto, lo fa «in spirito»,
cioè lui o lei ricerca la comunione con il santo o con la vergine. Ed è proprio
lì l’abominio davanti a Dio! Perché facendo così, essi scivolano nello
spiritismo senza nemmeno accorgersene. E quando alcuni cattolici mi dicono
d’avere udito Maria rivolgere loro la parola, io ci credo, perché è possibile!
Sono i demoni a far credere loro che sia stata Maria a parlare con loro. I
demoni a volte rispondono e parlano come se fosse il santo o Maria, e i devoti
ci credono in buona fede.
Il risultato
è sempre negativo. Perché? Proprio
perché queste «manifestazioni spirituali». che io considero come demoniache.
allontanano sempre di più il devoto / la devota da Cristo invece di avvicinarlo.
Queste persone man mano cominciano a rivolgersi più alla madonna piuttosto che
di andare direttamente a Cristo.
Scusami,
Nicola, per il fraintendimento. {2 aprile 2008}
2.
{Vari autori}
▲
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Grazie dell’interessante analisi.
{Paolo Benini; 22 aprile 2008}
■
Grazie a Dio, che le tue mail sono di
conoscenza… Questa mi è stata molto gradita {Vera Baronessa; 22 aprile 2008}.
3.
{Gianni Siena}
▲
Alcuni anni fa,
un mio cognato, che curava un gruppetto di credenti a Mandatoriccio (Cs) per
conto della chiesa ADI più vicina, mi portò con se e, dopo il culto, parlammo
con un cattolico membro d’un locale gruppo carismatico. Era una persona molto
affabile e la comune esperienza (= battesimo nello Spirito Santo) gli dava
l’ardire di poter comunicare con noi. Convenimmo che qualcosa avevamo in
«comune» ma questo non poteva fermarsi a un mero «godimento» spirituale. Dopo
una dura contestazione, il carismatico, che aveva mantenuto un atteggiamento
d’estrema calma e mitezza nei nostri confronti, ammise: «Il popolino
adora...», facendo il nome d’un santo molto «venerato» in zona». Dunque,
semmai non fosse proibita dalle Scritture, la venerazione induce i credenti ad
adorare un uomo e per giunta morto (anche ciò è proibito).
Che cosa
dobbiamo dire, della disubbidienza cattolica? È di questo che si tratta, un
cristiano (ancor più un’organizzazione cristiana!) dovrebbe evitare ogni
equivoco. La pratica di venerare gli «avot» (ebr. «padri» = santi) appartiene al
giudaismo; alcuni (ma non tutti gli) ebrei ritengono che la preghiera fatta a
Dio vicino alla tomba di qualche santo del giudaismo (come i patriarchi), abbia
una maggiore efficacia; essi credono che il santo interceda insieme.
Tuttavia
l’esempio di Samuele che (= da morto) sgridò un apostata Saul, è un monito che
vale ancora (1 Sam 28,1-25). Va detto che questa invocazione / evocazione era
considerata una forma di consultazione proibita ed era degna di sanzione (1 Cr
10,13). Samuele è ancora nel calendario cattolico e questo la dice lunga
sull’apostasia cattolica rispetto alla Fede Biblica.
Il ricco
che scongiurò (= invocò) «Av Avraham» (N.d.R. padre Abramo) per sé e per i suoi
cari e la risposta del patriarca sono un monito sul reale «potere» dei santi
(Luca 16,19-31). Queste cose le ha dette Gesù, il Signore, e costituiscono una
parola ben più autorevole dei vari concili e papi! Questa è ancora la situazione
e non capisco come facciano certuni a credere nelle tradizioni umane o a
elaborarne di simili... come, ad esempio, quegli «ebrei per Gesù», relativamente
alla «purezza» di Maria. [►
Verginità a vita di Mariàm? Parliamone]
Andiamo
alla Rivelazione e alla Norma, se il popolo di Dio non farà così non conoscerà
l’aurora d’un nuovo Giorno di Grazia (libera citazione d’un passo d’Isaia dove
il profeta chiede polemico se è lecito consultare i morti a vantaggio dei vivi,
N.d.R. Is 8,19). {2 giugno 2008}
Nota
redazionale: Visto il tanto parlare qui dei patriarchi e specialmente di
Abramo, ricordo ancora una volta la confessione del resto fedele d’Israele: «Guarda
dal cielo, e mira, dalla tua dimora santa e gloriosa! Dove sono il tuo zelo, i
tuoi atti potenti? Il fremito delle tue viscere e le tue compassioni non si
fanno più sentire verso di me. Nondimeno,
tu sei nostro padre; poiché Abrahamo
non sa chi siamo, e Israele [=
Giacobbe] non ci riconosce.
Tu, o Eterno, sei nostro padre, il
tuo nome, in ogni tempo, è “Riscattatore nostro”» (Is 63,15s).
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Chi ha creato chi?
{Joseph Codispoti - Nicola Martella} (T/A)
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URL di origine: http://puntoacroce.altervista.org/Temi/1-Ador_venera_parla_Avv.htm
23-04-2008; Aggiornamento: 02-06-2008
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