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Philip Yancey, La Bibbia che Gesù leggeva.
L’Antico Testamento (Claudiana, Torino 2003).
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Philip Yancey, Die Bibel, die Jesus las.
Entdeckungen im Alten Testament (R. Brockhaus,
Wuppertal 2000).
[= La Bibbia che Gesù leggeva.
Scoperte nell’Antico Testamento]
Qui si premete quanto già
detto nello
studio critico
di quest'opera.
Confrontando la versione tedesca
con quella italiana, mi è saltato all’occhio che
quest’ultima è alquanto semplificata nella
costruzione della frase, specialmente laddove si
parli di liberali, di grandi chiese che
perseguono un approccio social-liberale e di
teologia critica. Non sono in grado di valutare
se si tratta di strategia di mercato (il lettore
medio non conosce la critica biblica) o di
convinzione ideologica (pro critica biblica,
ecumenismo, anti-fondamentalismo). Ecco qui di
seguito alcuni esempi.
Addirittura le citazioni
di altri autori sembrano derivare da
passaggi differenti.
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Versione
italiana |
Versione
tedesca |
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«L’uomo di oggi… deve
leggere le Scritture come se fossero per
lui del tutto sconosciute, e come se non
fossero esistite prima che egli si sia
disposto alla lettura», scrisse lo
studioso ebreo Martin Buber» (p. 16).
Nota come è stato tralasciato il
passaggio sulla «parvenza di sicurezze
“religiose” e “scientifiche”» che si
riferisce alla critica biblica!
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«Il filosofo giudeo
Martin Buber desidera aprire all’“uomo
odierno” un nuovo sentiero verso la
Scrittura: “Al riguardo deve accostarsi
certamente alla Scrittura come se non la
conoscesse affatto; come se nessuno
gliel’avesse mai messa davanti nella
scuola e, da lì in poi, nella parvenza
di sicurezze “religiose” e
“scientifiche”» (p. 16). |
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«Vi sono due tragedie
nella vita. La prima è perdere i
desideri del proprio cuore. L’altra è
realizzarli» (Georg Bernard Shaw; p.
67). |
«Ci sono due tragedie
nella vita: perdere ciò che si desidera
di più — oppure realizzarlo» (Georg
Bernard Shaw; p. 75). |
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«Come Kierkegaard fece
notare: “Se la vita di un uomo non è
stata resa sonnolenta dall’inattività o
sciupata da impulsi pieni di agitazione,
vi dev’essere qualcosa di più elevato
che la sospinge”» (p. 141). |
«Kierkegaard espresse al
riguardo: “Se la vita umana non deve
desolarsi nella sonnolenza
dall’inattività né sciuparsi in un
concitato attivismo, dev’essere allora
spronata da qualcosa di più elevato”»
(p. 162). |
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«“La condizione di una
persona immersa nelle parole dei profeti
è quella di essere esposta a continui
colpi di indifferenza, e uno avrebbe
bisogno di una mente di pietra per
rimanere insensibile a una tale
successione di colpi”. Abraham Heschel»
(p. 149). |
«“Chi si immerge nelle
parole dei profeti, si lancia similmente
a loro contro un muro di indifferenza, e
dovrebbe essere fatto proprio di duro
legno, per incassare questi colpi senza
battere ciglio”. Abraham Heschel» (p.
170). |
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«Perfino Martin Lutero
ammise che i profeti “avevano uno strano
modo di discorrere, simili a persone
che, invece di procedere in modo
ordinato, divagano da un argomento
all’altro, in modo tale che risulta
difficile capire il senso dei loro
discorsi o a cosa mirano”» (p. 159). |
«Lo stesso Martin Lutero
[sui profeti] ammise: “…che hanno un
modo intricato di parlare e non
procedono sempre come persone corrette
in modo ben ordinato, ma da una cosa
saltano alla prossima, in modo tale non
si sa più dove sia l’inizio e la fine e
che cosa vogliano dire”». (p. 182). |
Bisogna comunque far notare
che, a volte, avviene anche il contrario, ossia
che è la versione tedesca a semplificare.
Aggiornamento: 01-05-07
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