|
I contributi possono essere abbreviati e
adattati. Essi rispecchiano le opinioni personali degli
autori. I contributi attivi hanno lo
sfondo bianco.
Clicca sul lemma
desiderato per raggiungere la rubrica sottostante
1. {Gianluca Garofalo}
▲
■
Contributo:
Concordo con lei quando, nella sua risposta, mi scrive che non è compito dei
cristiani «in quanto tali» difendere le verità scientifiche, peraltro non
ritengo che Dio abbia rivolto a me questa specifica chiamata. Sono convinto che
credere nell’opera creativa d’un Dio personale sia il risultato della fede del
credente che vive in Cristo e obbedisce ai principi eterni del Suo Evangelo; la
creazione, nella sua bellezza e armonia, «mostra» le qualità perfette del
Creatore, ma non può di certo «dimostrarne» in maniera razionale l’esistenza. Se
si riuscisse a dimostrare l’esistenza di Dio per via di scoperte rigorosamente
scientifiche, ciò equivarrebbe a ridurre il Creatore a una equazione o teorema
scientifico. La Scienza, che opera per comprendere la logica dell’immanente, non
è in contrasto con gli insegnamenti biblici, non intacca il Trascendente: la
fede, dono di Dio, insieme alla testimonianza dello Spirito, rimangono la
«prova» principale della Sua esistenza. Nella comunicazione precedente non mi
sono espresso correttamente. Spero d’essermi chiarito adesso. {12-10-2007}
▬
Risposta:
Grossomodo concordo con questa sua impostazione, espressa con linearità e
coerenza, ma c’è un punto sul quale vorrei fare una precisazione ed è dove
scrive che «La Scienza, che opera per comprendere la logica dell’immanente, non
è in contrasto con gli insegnamenti biblici, non intacca il Trascendente». Non
vorrei che si pensasse che il Dio biblico sia totalmente separato
dall’immanente: avendo egli creato il mondo e agendo nella Storia,
crediamo che fra immanente e
trascendente non ci sia contraddizione, ma a volte risulta difficile armonizzare
l’indagine razionale con una corretta esegesi biblica (come risolvere
l’apparente contrasto è un altro problema). Il Dio biblico è trascendente nel
senso che non s’identifica con ciò che ha creato, essendosi però incarnato in
Cristo, partecipa attivamente alle vicende dell’immanenza. Per fare qualche
esempio, se si dimostrasse che Dio ha reso simile a sé lo scimmione che ha
prevalso nella «lotta per l’esistenza», allora non sarebbe più il Dio biblico.
Venendo a Gesù, le sue azioni sull’immanente (guarigioni, dominio sul vento e
altro) non sono aspetti secondari dell’Evangelo; anche la sua risurrezione si
collocò nell’immanente. Ecco perché la fede biblica dà molta importanza
all’immanente e alla scienza: in fondo, le esagerazioni dello scientismo e del
secolarismo sono «eresie cristiane». {DAF 18-10-2007}
2. {Gianluca Garofalo}
▲
■
Contributo:
■ 1. La scienza ufficiale accetta la teoria dell’evoluzione soprattutto per
motivi ideologici? Esiste un tale «establishment materialista» che pare
poggiarsi sulla scienza, ma solo per giustificare, più o meno consapevolmente,
una visione riduttiva e fredda dell’uomo e del cosmo?
■ 2. So che ci sono dei criteri per considerare una teoria «scientifica»:
la teoria dell’evoluzione rientra in questi parametri?
■ 3. Generalmente, quando la maggior parte degli scienziati è d’accordo su
una certa teoria, la probabilità che questa sia attendibile è molto alta. Sembra
questo essere il caso dell’evoluzionismo. È possibile che si sia arrivato a tale
accordo e visione delle cose solo, o soprattutto, per una indebita invasione di
campo da parte della filosofia materialista nella scienza e senza l’appoggio di
dati scientifici a favore dell’evoluzione?
■ 4. Il creazionismo potrebbe essere considerato una
teoria «scientifica» e, come tale, potrebbe eventualmente essere una valida
alternativa alla teoria evoluzionistica? {04-11-07}
▬
Risposta:
■ 1. Non credo che ci sia una «malefica congiura», ma al tempo del fascismo
i più trovavano naturale essere fascisti. Il darwinismo è una «necessità
filosofica» per il non credente, al quale spesso appare «naturale» professarlo.
■ 2. La teoria dell’evoluzione, se ci si riferisce a ciò che ha di più
specifico e cioè alla macroevoluzione, non rientra nei parametri della scienza.
■ 3. L’essere umano prima
adotta una certa visione del mondo e poi
valuta i fatti. Quando prevale una visione del mondo materialista, sono di
questo orientamento sia i parrucchieri che gli scienziati e non perché siano
parrucchieri o scienziati.
■ 4. Anche il creazionismo poggia su una visione del mondo, perciò non
rientra nei limiti della scienza, se non per certe deduzioni che se ne possono
trarre. {DAF 15-11-07}
3.
{}
▲
■
Contributo:
▬
Risposta:
4.
{}
▲
■
Contributo:
▬
Risposta:
5.
{}
▲
■
Contributo:
▬
Risposta:
6.
{}
▲
■
Contributo:
▬
Risposta:
► URL di origine:
http://puntoacroce.altervista.org/Proiezioni/704-Confr_evoluz4_Car.htm
12-10-2007;
Aggiornamento: 28-01-2008
|