Un taglio netto alle convenzioni anti-bibliche e pseudo-bibliche, all'ignoranza e alle speculazioni — Ein klarer Schnitt zu den anti-biblischen und pseudo-biblischen Konventionen, zur Unwissenheit und den Spekulationen — A clean cut to the anti-biblical and pseudo-biblical conventions, to the ignorance and the speculations — Une coupe nette aux conventions anti-bibliques et pseudo-bibliques, à l'ignorance et aux spéculations — Un corte neto a las convenciones anti-bíblicas y pseudo-bíblicas, a la ignorancia y a las especulaciones

«La fede che pensa» — «Accettare la sfida nel nostro tempo»

«Glaube gegen den Strom»: Für das biblische Unterscheidungsvermögen — «Faith countercurrent»: For the biblical discernment — «Foi contre-courant»: Pour le discernement biblique — «Fe contracorriente»: Por el discernimiento bíblico     

Per il discernimento biblico

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3. Cultura biblica
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Spiegazione delle rubriche
 
 

La salute fra scienza, religioni e ideologie — Malattia e guarigione 1

  Ecco le parti principali:

La questione della medicina e delle sue alternative

Guarigione e problematica

La medicina e la Bibbia

 

Dizionario delle medicine alternative — Malattia e guarigione 2

  Ecco il procedimento usato per i singoli temi:

Presentazione del metodo o della problematica

Analisi critica scientifica, medica, razionale

Punto di vista biblico e valutazione della questione nel cristianesimo

Possibili alternative.

 

Inoltre ci sono anche queste parti:

Fatti, casi ed eventi nella paramedicina

Registro delle voci

Registro ragionato delle voci

 

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ECONOMIA E RELIGIONI

 

 di Fernando De Angelis

 

 | Indice | 1 | 2/1 | 2/2 | 2/3 | 3/1 | 3/2 | 4/1 | 4/2 | 4/3 | 4/4 |

| 5/1 | 5/2 | 5/3 | 5/4 | 5/5 | 6/1 | 6/2 | 7/1 | 7/2 | 7/3 | 7/4 | 7/5 | 7/6 | 8 |

 

[7.  MONDO MUSULMANO]

 

7.5.  APPLICAZIONI ATTUALI

DELLA «STORIA FONDANTE» DELL’ISLAM

 

     1.  L’Islam nasce come comunità religiosa combattente, perciò in quel mondo è difficile separare la politica dalla religione. Verso lo zelante musulmano che decide di combattere gli infedeli, anche quando i correligionari non ne condividono i modi, scatta facilmente in loro lo stesso rispetto che i cristiani hanno per i missionari.

     2.  In un esercito la compattezza è un elemento cruciale e ciò contribuisce a spiegare la tendenza comunitaria e anti-individualista dell’Islam. Visto in questa chiave militare, diviene più comprensibile la proibizione per ogni musulmano di cambiare religione, che è vista come una diserzione (da qui la pena di morte prevista per chi lo fa). Chi nasce musulmano ha l’obbligo di rimanerci, mentre chi non è nato musulmano è libero solo di entrare nell’Islam, dal quale poi gli è proibito uscire.

     3.  L’applicazione degli insegnamenti di Maometto non sono completamente lasciati alla discrezionalità di ciascuno, ma quelli ritenuti essenziali sono obbligatori per tutta la comunità, perciò nei vari Stati musulmani c’è in genere una classe di persone addetta a «promuovere la virtù e reprimere il vizio», vigilando sui comportamenti di tutti (specie in pubblico): c’è insomma una specie di «inquisizione democratica».

     4.  L’Islam avanza a «macchia d’olio», mirando prima di tutto al controllo politico-militare del territorio. Viene così distinto un Regno dell’Islam separato da ciò che lo circonda e che, significativamente, viene detto Regno della guerra. Ogni musulmano ha il dovere di estendere il Regno dell’Islam fino a fargli comprendere tutta la Terra.

     5.  Maometto è il «sigillo dei profeti», cioè quello che ne chiude la serie. Non solo il suo insegnamento, ma la sua stessa vita sono una «norma immodificabile». Il cambiamento dell’Islam, il suo «aggiornarsi ai tempi», sono perciò molto limitati. Cristo, invece, annunciò agli apostoli tempi nuovi, nei quali lo Spirito Santo li avrebbe guidati in azioni e pensieri ancora più alti (Giovanni 16,12; Atti 2,1-4). Il Nuovo Testamento non finisce con Cristo, ma con l’apostolo Paolo, cioè con uno che non era nemmeno stato fra i discepoli di Gesù. Già questo rende il Cristianesimo molto più elastico. Se poi si pensa alla separazione che fa Cristo fra «Cesare» e Dio (Matteo 22,21) allora ci si può rendere conto perché le società cristianizzate siano state storicamente molto più mutevoli (nel bene e nel male) di quelle islamizzate.

     6.  In linea di principio, un musulmano non è propenso ad accettare su di sé l’autorità politica degli infedeli e, nei primi tempi, quando qualcuno si convertiva e non era già nel Regno dell’Islam, aveva l’obbligo di lasciare il territorio del nemico e andarsi a stabilire fra i musulmani. La mancanza, per molti secoli, di comunità musulmane in mezzo ai cristiani, perciò, in parte è dipesa dall’intolleranza dei cristiani e in parte dalla ribellione dei musulmani verso le autorità costituite.

 

02-05-07; Aggiornamento: 05-01-2008

 

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