Un taglio netto alle convenzioni anti-bibliche e pseudo-bibliche, all'ignoranza e alle speculazioni — Ein klarer Schnitt zu den anti-biblischen und pseudo-biblischen Konventionen, zur Unwissenheit und den Spekulationen — A clean cut to the anti-biblical and pseudo-biblical conventions, to the ignorance and the speculations — Une coupe nette aux conventions anti-bibliques et pseudo-bibliques, à l'ignorance et aux spéculations — Un corte neto a las convenciones anti-bíblicas y pseudo-bíblicas, a la ignorancia y a las especulaciones

«La fede che pensa» — «Accettare la sfida nel nostro tempo»

«Glaube gegen den Strom»: Für das biblische Unterscheidungsvermögen — «Faith countercurrent»: For the biblical discernment — «Foi contre-courant»: Pour le discernement biblique — «Fe contracorriente»: Por el discernimiento bíblico     

Per il discernimento biblico

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3. Cultura biblica
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Spiegazione delle rubriche
 
 

Oltre alle parti introduttive (La cronologia biblica) e al Giochimpara finale, il libro contiene due parti distinte dell'AT: l'Epoca Babilonese e l'Epoca Persiana. In appendice ci sono tre excursus:

I nomi ebraici di Dio

Il patto, i patti e i testamenti

La Bibbia fra criticismo e modernismo.

 

Ecco le parti principali dell'Epoca babilonese («Libri storici e profetici III»): I libri storici e profetici III:

L'epoca

L'epoca babilonese in generale

Sofonia

Habacuc

Geremia

Lamentazioni

Daniele

Ezechiele

Il tempo dell’esilio. 

 

Ecco le parti principali dell'Epoca persiana («Libri storici e profetici IV»):

L'epoca persiana in generale

Esdra-Nehemia

Ester

Aggeo

Zaccaria

Malachia

L’epoca intertestamentaria.

 

Vedi al riguardo la recensione.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

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ECONOMIA E RELIGIONI

 

 di Fernando De Angelis

 

 | Indice | 1 | 2/1 | 2/2 | 2/3 | 3/1 | 3/2 | 4/1 | 4/2 | 4/3 | 4/4 |

| 5/1 | 5/2 | 5/3 | 5/4 | 5/5 | 6/1 | 6/2 | 7/1 | 7/2 | 7/3 | 7/4 | 7/5 | 7/6 | 8 |

 

[5.  AMERICA LATINA: POTENZIALITÀ E DEBOLEZZE]

 

5.3.  DEBOLEZZE DELL’AMERICA LATINA

 

5.3.1. LATIFONDISMO: Consideriamo questa come una specie di «colpa originaria» dalla quale sono derivate distorsioni a catena. I primi colonizzatori sono arrivati sulla scia dei conquistadores, perciò non c’è da stupirsi se non amavano coltivare direttamente la terra. La loro brama era quella di possedere vasti territori con i quali arricchirsi facendo lavorare gli altri (come dipendenti o come schiavi). In questo modo poche famiglie, legate da vincoli di classe quando non di sangue, hanno preso a suo tempo il controllo della gran parte della terra delle varie nazioni, tenendo in pugno masse anonime, sradicate, sottomesse al più forte per paura, ma senza un vero rispetto per l’autorità che aveva fatto ben poco per guadagnarselo.

 

5.3.2. MONOCULTURA: Il latifondismo ha favorito l’economia di piantagione (caffè, banane, cacao), i grandi allevamenti estensivi e il concentrarsi di una nazione su un solo prodotto (o su pochi), esponendola così ai rischi derivanti dalle oscillazioni di prezzo.

 

5.3.3. OLIGARCHIA: Quella particolare struttura economica ha naturalmente portato a forme politiche sostanzialmente oligarchiche, seppur a volte rivestitesi di forme democratiche. Quando poi si sono insediate le industrie, la struttura oligarchica si è estesa anche a questo nuovo settore, sia perché i latifondisti erano gli unici a disporre di capitali, sia perché la loro mentalità e i loro sistemi si erano ormai radicati nella società.

 

5.3.4. POPULISMO E RIVOLTE: Le masse intimorite, costituite dai «senza terra», hanno naturalmente covato invidie e risentimenti, con la convinzione di ricevere dalla società meno di quanto sarebbe giusto. Perciò ogni tanto (specie in occasione di crisi economiche) queste masse perdono la pazienza e, vincendo la paura, si rendono protagoniste di rivolte più o meno violente, ma che non sono generalmente mai propositive, perché non sono portatrici di un reale progetto alternativo di società. Chiedono genericamente autorità più giuste, più buone, aprendo la strada a leader populisti che promettono l’impossibile e poi, per mantenere almeno in parte le promesse, fanno ricorso alle casse dello Stato finché c’è da prendere, ricorrendo infine sempre più ai prestiti internazionali. Il debito cresce, così pure gli interessi da pagare, perciò il gioco non può durare e innesca nuovi cicli di rivolta - populismo - delusione, a volte fino al crollo economico dello Stato (come è successo tempo fa in Argentina).

 

5.3.5. ACCENTRAMENTO URBANO: L’America Latina ha una densità di popolazione molto bassa. Mentre in Italia, per esempio, ci sono circa 200 abitanti/kmq, in Brasile ce n’è circa un decimo e in Argentina ancora meno. Ciononostante, anche per fattori culturali e storici, in America Latina troviamo agglomerati urbani fra i più numerose del mondo: Città del Messico ha 16 milioni di abitanti, Rio de Janeiro 15, S. Paolo 14, Buenos Aires 12; in quest’ultima conurbazione, per esempio, c’è più di un terzo di tutta la popolazione argentina!

     Naturalmente questo uso squilibrato del territorio è un problema in più, che impedisce di cogliere le maggiori opportunità che avrebbe una popolazione più capillarmente diffusa.

 

02-05-07; Aggiornamento: 05-01-2008

 

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