Un taglio netto alle convenzioni anti-bibliche e pseudo-bibliche, all'ignoranza e alle speculazioni — Ein klarer Schnitt zu den anti-biblischen und pseudo-biblischen Konventionen, zur Unwissenheit und den Spekulationen — A clean cut to the anti-biblical and pseudo-biblical conventions, to the ignorance and the speculations — Une coupe nette aux conventions anti-bibliques et pseudo-bibliques, à l'ignorance et aux spéculations — Un corte neto a las convenciones anti-bíblicas y pseudo-bíblicas, a la ignorancia y a las especulaciones

«La fede che pensa» — «Accettare la sfida nel nostro tempo»

«Glaube gegen den Strom»: Für das biblische Unterscheidungsvermögen — «Faith countercurrent»: For the biblical discernment — «Foi contre-courant»: Pour le discernement biblique — «Fe contracorriente»: Por el discernimiento bíblico     

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Dizionario degli spropositi
 
 
 
 

L’occultismo viene presentato quale problema sociale, razionale e biblico.

  Alcuni dei temi principali sono i seguenti:

La superstizione

La divinazione

L'astrologia

Medianismo e fenomeni extrasensoriali

Lo spiritismo

La magia

La massoneria

La neostregoneria

Il satanismo

Il paranormale

La religione

I fenomeni estatici e la falsa profezia

L'esoterismo

La dottrina occulta

I fenomeni occulti nella prospettiva biblica

 

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JAHWÈ: DA QUALE VERBO PROVIENE?

 

La questione: Qui di seguito ci riferiamo al seguente articolo: Giuseppe Martelli, «La parola di Dio e i “testimoni di geova”. Prima parte: Il nome di Dio», Il Cristiano (ASPE, Anghiari 01-2006).

     L’autore asserisce: «Dalla comparazione del v. 15 col v. 14 è lecito pensare che la vocalizzazione originaria del tetragramma (a noi oggi sconosciuta) fosse iehawèh, visto che questa è la terza persona singolare dell’imperfetto del verbo haiàh (essere), la cui prima persona singolare del medesimo tempo imperfetto è stata già riscontrata al v. 14».

 

Le osservazioni: Le cose non stanno proprio così. In Es 3,14 compare il verbo hājāh (qal o attivo), in Es 3,15 il verbo hāwāh (probabilmente hifil: causativo o fattivo). Ambedue i verbi, lungi dal significare «essere» (tipico del mondo greco), nella forma verbale attiva intendevano «accadere, diventare, divenire, apparire». Come abbiamo detto, jahewëh proviene da hāwāh (non da hājāh) e viene inteso da molti studiosi come hifil (causativo o fattivo). Se questa forma verbale fosse stata la 3a persona dell’imperfetto qal (attivo), in conformità con jihejëh (da haja), sarebbe stato jihewëh, ma le cose non stanno così, poiché quest’ultima forma non esiste in ebraico. Il verbo hāwāh era una rara forma arcaica, ricorrente solo cinque volte nell'ebraico dell'AT; alcuni studiosi la fanno derivare da una radice verbale che significa «irrompere, accadere». Il significato «Colui che interviene» si accorda con il contesto immediato (Es 3,6ss; cfr. 6,6ss). (Per cui decade anche tutta la speculazione, secondo cui l'espressione «io sono» nel NT greco si riferirebbe a «Jahwè» dell’AT ebraico!) {Nicola Martella}

Per gli approfondimenti cfr. Nicola Martella, «Jahwè», Manuale Teologico dell’Antico Testamento (Punto°A°Croce, Roma 2002), pp. 200ss.

 

Aggiornamento: 08-05-07

 

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