Un taglio netto alle convenzioni anti-bibliche e pseudo-bibliche, all'ignoranza e alle speculazioni — Ein klarer Schnitt zu den anti-biblischen und pseudo-biblischen Konventionen, zur Unwissenheit und den Spekulationen — A clean cut to the anti-biblical and pseudo-biblical conventions, to the ignorance and the speculations — Une coupe nette aux conventions anti-bibliques et pseudo-bibliques, à l'ignorance et aux spéculations — Un corte neto a las convenciones anti-bíblicas y pseudo-bíblicas, a la ignorancia y a las especulaciones

«La fede che pensa» — «Accettare la sfida nel nostro tempo»

«Glaube gegen den Strom»: Für das biblische Unterscheidungsvermögen — «Faith countercurrent»: For the biblical discernment — «Foi contre-courant»: Pour le discernement biblique — «Fe contracorriente»: Por el discernimiento bíblico     

Per il discernimento biblico

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L’uomo e la donna nella Bibbia — Generi e ruoli 1

  Ecco le parti principali:

Entriamo nel tema (la problematica)

I generi nella Bibbia

Il matrimonio nella Bibbia 

 

La donna nel Nuovo Testamento — Generi e ruoli 2

  Ecco le parti principali:

La posizione della donna nella chiesa

Il ministero della donna nella chiesa

Aspetti conclusivi

La mia donna 

 

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SISTEMA CREAZIONISTA

 

È un sistema coordinato che si basa su presupposti diversi da quelli del sistema evoluzionista, al quale si contrappone. Il principio di partenza è che, al di sopra e al di fuori del creato, c’è un Dio dotato di personalità (cioè che vede, parla, decide) e onnipotente al punto che non ha plasmato la materia e nemmeno ha messo ordine nel caos primordiale, ma ha creato tutto dal nulla, operando per mezzo della sola parola (Gn 1; Eb 11,3; 2 Pt 3,5ss).

     Materia e atomi, perciò, sono così perché Dio li ha voluti così «nel principio» (Gn 1,1). Anche la varietà degli esseri viventi non è stata causata da uno sviluppo, ma è stata una scelta iniziale del Creatore, adoperatosi non affinché da una specie se ne originassero altre, ma perché ciascuna si riproducesse «secondo la propria specie» e per mezzo dello specifico «seme» che ha «in sé» (Gn 1,11ss). La presenza di Dio al di fuori e al di sopra del creato ha prodotto una discontinuità all’inizio, poi altre in seguito, per esempio alla cosiddetta caduta dell’uomo (Gn 3) e al diluvio universale (Gn 6-9). Negli Evangeli, in fondo, Gesù si caratterizza proprio per la sua capacità di creare discontinuità — sanando i malati, risuscitando i morti, moltiplicandi i pani, comandando perfino ai venti — e i cristiani vivono nell’attesa della discontinuità finale annunciata, quando Gesù tornerà e smentirà l’umana convinzione che «tutte le cose continuano come dal principio della creazione» (2 Pt 3,4). Che senso ha, allora, cercare di far combaciare singole parti di due sistemi che si contrappongono nei principi generali e nelle conseguenti scelte? {Fernando De Angelis}

 

Aggiornamento: 10-05-07

 

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