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Le persone
religiose sono, in fondo, tutte concordiste, perché
tutte desiderano trovare una concordia fra ciò che
credono e i fatti accertati (la scienza, ma non solo). I
problemi nascono dove permane una distanza fra le due
parti e, in questi casi, ci sono diversi modi di
reagire:
■ 1) C’è chi tiene ferme le proprie convinzioni
religiose e cerca di adattarci i fatti, decidendo di
contestare i fatti stessi o la loro interpretazione (creazionismo).
■ 2) C’è chi ha una fiducia assoluta nella scienza
del momento e perciò cerca di interpretare la Bibbia in
modo elastico, adattandola alla scienza prevalente (e
proprio a questi è stato dato il nome di concordisti).
■ 3) C’è infine chi si pone nel mezzo, cercando di
dare un po’ di ragioni e un po’ di torti a entrambi.
Quest’ultima posizione sembra la più ragionevole ed
equilibrata, ma Cristo era ragionevole ed equilibrato?
Richiedeva e richiede una fede moderata? Certo la Bibbia
non disprezza la ragione e la concretezza, ma indica
chiaramente una priorità: «Il timore del Signore
è il principio della scienza» (Ec 1,7). E ancora: «Se
credi, vedrai la gloria di Dio» (Gv 11,40). Gesù è
stato poco compreso dai sapienti e dagli intelligenti
(Mt 11,25). Per l’apostolo Paolo il Cristianesimo è una
«pazzia», ma una «pazzia» preferibile alla follia degli
uomini che si credono sensati (1 Cor 1,18-4,17). Il
concordismo si manifesta principalmente come
creazionismo progressivo
o come
evoluzionismo teista.
Esso si contrappone al
creazionismo vero e proprio.
{Fernando De Angelis}
Aggiornamento: 10-05-07 |