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Un lettore per avvallare la
continuità fra AT e NT, antico e nuovo patto, riguardo ai profeti, ha citato un
verso molto caro ai credenti pentecostali e carismaticisti: «Gesù Cristo
è lo stesso ieri, oggi e in eterno» (Eb 13,8). Esso viene usato anche per
altri fenomeni miracolosi accaduti al tempo degli apostoli, per evidenziare la
continuità fenomenologica con l'oggi.
Se si chiedesse a un esegeta del NT greco, direbbe che
Ebrei 13,8 correttamente dovrebbe recitare: «Gesù è lo stesso
Cristo ieri, oggi, e in eterno». E questo è logico per diversi motivi.
L’autore parlò di «ieri», ossia del loro vicino passato, come di un dato storico
acquisito; non parlò quindi di un’eternità passata. Gesù
esistette come uomo e personaggio storico tangibile in questo mondo solo dall’incarnazione in poi (Mt 1,20),
quando la madre gli pose il nome «Gesù» (Lc 1,31); Egli iniziò il suo
ministero di Messia solo dal battesimo in poi, ossia con l’investitura divina (Mt 3,17; cfr. Mt 17,5);
si noti pure la formula d’adozione tipica dell’AT riguardo agli unti della casa
di Davide (Sal 2,7; At
13,33; cfr. 2 Sm 7; Sal 89). E ciò fu confermato da Dio mediante la risurrezione, stabilendolo
così «e Signore e Cristo» (At 2,36), ossia Messia-Re. Prima dell’incarnazione
(Gv 1,14) il Logos (rivelatore) era presso Dio ed era Dio (Gv 1,1s). Perciò Gesù
può essere «lo stesso Cristo» solo dopo essere divenuto carne (Gv 1,14),
ossia dopo che Colui che era «in forma di Dio… annichilì se stesso, prendendo
forma di servo e divenendo simile agli uomini» (Fil 2,6ss).
Eb
13,8 viene quindi usato in modo strumentale in certi ambienti per evidenziare la
continuità di alcuni fenomeni particolari (profezia, «così parla il Signore…»,
segni e prodigi, ecc.). Che Gesù sia lo «stesso Cristo» ieri (durante la sua vita terrena, rispetto all’autore),
oggi (nel presente dell’autore) e in perpetuo — ciò non significa nulla rispetto
a tali questioni. L’autore intendeva evidenziare il garante
della salvezza rispetto alle cose che erano mutate con nuovo patto, ma che i
giudaisti volevano imporre ancora (v. 9 «diverse e strane dottrine… pratiche
relative a vivande, dalle quali non ritrassero alcun giovamento quelli che le
osservarono»). In questo capitolo l’autore insisté proprio sul cambiamento
dalle cose del vecchio patto a quelle del nuovo e sul fatto che il garante della
grazia che rende saldo il cuore è Gesù.
▬ Letteratura
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Nicola Martella,
Chi dice la gente che io sia?
Offensiva intorno a Gesù 1 (Punto°A°Croce, Roma 2000).
■
Nicola Martella,
E voi, chi dite ch’io sia?
Offensiva intorno a Gesù 2
(Punto°A°Croce, Roma 2000).
► URL di origine:
http://puntoacroce.altervista.org/DizBB/Gesu_continuita_OiG.htm
12-11-2007;
Aggiornamento: 10-01-2008
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