Un taglio netto alle convenzioni anti-bibliche e pseudo-bibliche, all'ignoranza e alle speculazioni — Ein klarer Schnitt zu den anti-biblischen und pseudo-biblischen Konventionen, zur Unwissenheit und den Spekulationen — A clean cut to the anti-biblical and pseudo-biblical conventions, to the ignorance and the speculations — Une coupe nette aux conventions anti-bibliques et pseudo-bibliques, à l'ignorance et aux spéculations — Un corte neto a las convenciones anti-bíblicas y pseudo-bíblicas, a la ignorancia y a las especulaciones

«La fede che pensa» — «Accettare la sfida nel nostro tempo»

«Glaube gegen den Strom»: Für das biblische Unterscheidungsvermögen — «Faith countercurrent»: For the biblical discernment — «Foi contre-courant»: Pour le discernement biblique — «Fe contracorriente»: Por el discernimiento bíblico     

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Il sabato, l’anno sabbatico e il giubileo: Ecco le parti principali:

Il patto, l'etica e il pensiero sabbatico

Il sabato nell’Antico Testamento, nel giudaismo, nel Nuovo Testamento e relative questioni odierne

L’estensione del sabato: l’anno sabbatico e lo jôbel nella Torà e nella storia

L’ideale e le funzioni teologiche risultanti

Excursus: Storia del giubileo cattolico

Le feste principali in Israele.

 

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AGABO

 

Agabo è una figura singolare e difficile da inquadrare. Era un profeta del cristianesimo o del giudaismo? È difficile dirlo. A quel tempo il cristianesimo era a maggioranza giudaica e tra il giudaismo cristiano e quello storico era tutto fluido. Agabo viene menzionato in due circostanze specifiche del libro degli Atti (11; 21).

     ■ La prima volta che Agabo comparve, fu ad Antiochia, quando scese insieme ad altri profeti da Gerusalemme (At 11). Qui su quanto egli «predisse per lo Spirito», ossia una «gran carestia per tutta la terra», Luca confermò che «essa ci fu sotto Claudio» (At 11,27s). In quel tempo di estrema fluidità religiosa all’interno del giudaismo globale (cristiano e non), predire non era riservato solo ai cristiani e neppure farlo mediante lo Spirito (o appellarsi a Lui per predire); Giovanni, ad esempio, attribuì al sommo sacerdote una facoltà profetica e addirittura proditoria, legata al suo ufficio particolare e non limitata solo a Caiafa (Gv 11,49-52).

     Si noti comunque come Luca tiene tutto indistinto — «alcuni profeti… e uno di loro, chiamato per nome Agabo» — come se non fosse poi così conosciuto ai lettori. Solo un’altra volta c’è negli Atti l’espressione «(un certo…) chiamato per nome» e si riferisce al rabbino Gamaliele, che mai divenne cristiano e che era perciò sconosciuto alla maggioranza dei cristiani, sebbene in Gerusalemme fosse «onorato da tutto il popolo» (At 5,34). Agabo era quindi un profeta del giudaismo cristiano o del giudaismo storico? La bilancia sembra pendere per la seconda possibilità.

     ■ Tutto ciò si rafforza in At 21, in cui molte delle cose che Agabo predisse non si avverarono nel modo che egli le annunziò. Infatti, di lui è scritto che a Cesarea (sulla costa della Palestina) «scese dalla Giudea un certo profeta, di nome Agabo, il quale, venuto da noi» (At 21,10s). Luca usando «un certo» (come per Gamaliele in At 5,34) e «da noi», rimarcò certamente una qualche distanza! Si noti pure che la sua predizione spettacolare con richiamo allo Spirito Santo e con legamento di mani e piedi non si avverò nei termini da lui predetti! È vero che Paolo fu catturato dai Giudei in Gerusalemme, tuttavia non lo legarono mani e piedi, ma «gli misero le mani addosso» (v. 27) e lo buttarono fuori del tempio (v. 30). Quindi non solo non lo legarono mani e piedi, ma neppure lo misero «nelle mani dei Gentili»; successe al contrario che come i Giudei cercavano d’ucciderlo (v. 31) e comparvero il tribuno con soldati e centurioni, i primi «cessarono di percuotere Paolo» (v. 32). Fu solo allora che i soldati (non i Giudei) su ordine del tribuno legarono Paolo con «due catene» (v. 33), quindi neppure con corde, come aveva detto invece Agabo.

     ■ Che cos’era Agabo? Dio lo sa. A quel tempo era tutto estremamente in flusso nel giudaismo (cfr. lettera agli Ebrei) e i confini erano tenui. Anche altri Giudei che non appartenevano ai seguaci di Cristo, facevano opere simili nel nome di Gesù (Mc 9,38; Lc 9,49) e Gesù disse ai discepoli che non era il loro compito di vietarlo (Mc 8,39; Lc 9,50). Questo non significa che ciò non fosse senza conseguenze (At 19,13-16).

     Ci si guardi dal trattare quella di Agabo come un eloquente esempio di predizione biblica! Bisogna fare altresì attenzione a non addurlo come un chiaro esempio di predizione all’interno della chiesa! {Nicola Martella}

 

▬ Letteratura

Nicola Martella, Manuale Teologico dell’Antico Testamento (Punto°A°Croce, Roma 2002), articoli: «Profeta (ambito ministeriale)», pp. 279ss; «Falsi profeti», pp. 281s; «Falsi legittimi», p. 283; «Profetismo: fenomeno», pp. 283s; «Profezia: proclamazione», pp. 284s.

 

► URL di origine: http://puntoacroce.altervista.org/DizBB/Agabo_Sh.htm

24-10-2007; Aggiornamento:

 

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