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Verità: Pericoli e legittimità: «Il pericolo per la
verità e la sana dottrina ha sempre due fronti. Da una
parte, il pericolo viene dagli integralismi e dai
massimalismi di vario genere, che producono fanatici
militanti; in genere sono riconoscibili dal fatto che
fanno di alcuni dettagli la questione principale (sono
di due tipi: iper-razionalisti [manipolatori della
Scrittura] e iper-spiritualisti o gnostici [teologia
dell'esperienza]). Sull'altro fronte, il pericolo
proviene da superficiali, relativisti della verità,
liberali, ignoranti della Scrittura e dai seguaci del
motto "l'importante è volersi bene". È tipico di ambedue
i raggruppamenti di formare ferree "sovrastrutture
ideologiche" e, per tenere "logico" tale sistema
dogmatico, sono costretti a colare il moscerino e a
inghiottire il cammello. L'arduo compito è tenere la
barra al centro sulla verità rivelata, non cedendo né a
destra né a sinistra, senza quindi andare di là da ciò
che è scritto (1 Cor 4,6). Per fare ciò, è necessario
distinguere fra "sana dottrina" (specialmente l'Evangelo
quale annuncio della persona e dell'opera di Gesù quale
Messia), dove bisogna essere intransigenti, e gli
aspetti legati a convinzioni, convenzioni e cultura (Rm
14), dove bisogna essere tolleranti, certamente
fintantoché non diventino elementi di un'ideologia
militante. Le cose veramente importanti per la
gente del nuovo patto sono spesso evidenziate e ripetute nel NT»
{Nicola Martella}
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Verità e realismo: «Si può vivere
per la verità soltanto se abbiamo la forza di
soffrire per essa. Bisogna accettare la realtà di
Dio, ma anche quella del mondo» (adattato da
Argentino Quintavalle).
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Verità o confusione: «Nella
ricerca della verità non è importante che ci siano
vincitori e vinti, quanto che la verità stessa venga
alla luce, poiché essa solo libera. D'altra parte,
riguardo alla verità ci sono sul campo operai che
restano confusi da "profane ciance" e operai che si
arricchiscono con essa, tagliando "rettamente la
Parola della verità" (2 Tm 2,15s). Ognuno può
aiutare l'altro, con la luce di rivelazione che ha
della Scrittura, a tirare l'altro fuori dagli
aspetti in cui si trova nella confusione e ad
arricchirlo con quanto ha ricevuto da Dio mediante
la sua Parola»
(Nicola Martella).
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Vita:
Definizione: «È raccomandabile di
considerare questa vita solo come un viaggio verso
il cielo…, a cui dobbiamo sottomettere tutte le
altre faccende della vita. Perché dovremmo
affannarci per qualcosa o mettere il nostro cuore in
qualcosa che non corrisponde alla nostra vera meta e
che non ci rende veramente felici» (Jonathan Edwards
[1703-1758], predicatore americano).
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Vita -
eternità:
Un
giorno un giornalista intervistò James
Simpson sulla sua vita, i suoi studi le sue
ricerche. Gli chiese quali delle sue scoperte
considerasse importante. Il medico rispose con voce
sommessa: «La mia scoperta più bella? È che in Gesù
ho trovato il mio Salvatore! Questa scoperta avrà
per me delle conseguenze eterne. È l’unica che al di
là della tomba conserverà tutto il suo valore»
(James
Simpson [1811-1870], medico, scopritore del
cloroformio e delle sue applicazioni come
anestetico).
■ Vita: Mosaico:
«Quando ci succede qualcosa, i nostri “perché” sono
legittimi. Il problema è che le nostre “tessere”
saranno sempre troppo poche per interpretare il
vasto “mosaico” della vita» (Nicola Martella).
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Vita:
Strategia: «Non
è uno stolto chi dà ciò che non può tenere, per
guadagnare ciò che non può perdere» (J.
Elliot).
■ Vita: Tappeto: «La nostra vita terrestre si può paragonare a un
tappeto, di cui vediamo solo il rovescio. Fili e colori sembrano avere qui e là
qualche coerenza, ma nel complesso appare tutto come un groviglio senza senso.
Eppure un giorno Dio ci mostrerà la parte anteriore; allora riconosceremo che il
Signore aveva un piano per la nostra vita e che quest’ultima aveva un
significato in tutte le sue circostanze. Questo è consolante e speranzoso»
(Nicola Martella)..
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URL di origine:
http://puntoacroce.altervista.org/Cita/Cita_V_Car.htm
10-05-2007; Aggiornamento:
21-09-2008
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