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I miracoli di Reinhard Bonnke 3
La valutazione biblica
Bonnke ha una strabiliante somiglianza con coloro che Paolo chiamò con ironia
«superapostoli» (hyperlían apostólōn «ipergrandi apostoli»; 2 Cor 11,5;
12,11). Da 2 Cor 10 in poi Paolo affrontò quelle persone, la cui la spiccata
caratteristica consisteva nel fatto che erano enormemente avidi di gloria (2 Cor
10,18; 11,18s) e anche si vantavano di essere uguali all’apostolo (2 Cor 11,12).
Il grande risveglio era iniziato per caso mediante queste persone? In ogni modo
essi si vantavano del lavoro fatto da altri (2 Cor 10,13-15. Essi rimproveravano
a Paolo di essere carnale (2 Cor 10,2), perché evidentemente non si vantava e
non metteva al centro neppure segni e miracoli. Perciò alcuni affermavano
perfino che egli non sarebbe stato neppure un vero apostolo. Per essere
tale bisognava avere più «potenza». Paolo dovette perciò spiegare come i segni
dell’apostolo erano avvenuti fra loro (2 Cor 12,12). Egli fece presente come era
stato perfino nel paradiso, tuttavia considerò folle farsi pubblicità con tali
esperienze o rivelazioni (2 Cor 12,7-11). Poiché questi «superapostoli»
evidenziavano costantemente con la bocca la loro grande autorità e forza, al
contrario di tutto ciò Paolo si vantò della sua debolezza (2 Cor 12,5.9) e
dimostrò la sua apostolicità con l’abbondanza delle sue sofferenze (2 Cor
11,22-33).
Allora come oggi, si tace abitualmente al riguardo oppure si classifica la
debolezza, la sofferenza o anche la malattia come carnale, poiché questi
particolari apostoli preferiscono un approccio trionfalistico. Anche oggigiorno
ci si mette senza problemi sullo stesso piano degli apostoli biblici (2 Cor
11,12). Paolo disse poi senza mezzi termini che questi particolari apostoli con
la loro grande parlantina predicavano un altro Gesù, comunicavano uno spirito
estraneo (2 Cor 11,4) e li chiamò falsi apostoli e operai fraudolenti (2 Cor
11,13). Dovette rimproverare i Corinzi che sopportavano volentieri uno spirito
estraneo (2 Cor 11,4) e che si facevano schiavizzare da pazzi, che essi
sopportavano altresì volentieri (2 Cor 11,19s). Oggigiorno le cose sembrano
proprio le stesse, cosicché si deve quasi dire con Salomone che «non c’è
niente di nuovo sotto il sole».
L’approccio trionfalistico lascia dietro di sé una corrispondente scia di
devastazione e distruzione. Così durante l’evangelizzazione organizzata da
Bonnke nella città di Kano (nord della Nigeria), invece di esserci un risveglio,
ci fu un centinaio di morti. Fu annunciato alla grande: «Kano per Gesù». Questo
trionfalismo di vittoria in una città a maggioranza musulmana sfidò naturalmente
i musulmani alla «jihad». Il risultato fu che le chiese furono ridotte in
cenere, Bonnke dovette essere portato via in aereo dall’aeronautica militare
della Nigeria. Se all’iniziò si parlò solo di dozzine di morti, nelle notizie
successive dell’ottobre del 1991 si scoprì che ce n’erano stati 300.
Con l’aumento di confusione, di eresie e di racconti di miracoli e
guarigione costruite con la menzogna all’interno delle molteplici correnti
carismaticiste, in Inghilterra si sono ritrovati insieme i membri seri della
chiesa pentecostale e, pubblicando una rivista, hanno voluto esercitare una
specie di ufficio di sorveglianza. La loro rivista si chiama «Contending
Earnestly for The Faith» [= Combattere seriamente per la fede], in cui vengono
denunciati nominalmente diversi sviluppi sbagliati, come abbiamo già menzionato
sopra.
Nell’edizione di giugno del 2001 è riportata una relazione sui presunti
miracoli di guarigione di Benny Hinn e di Reinhard Bonnke. Ripetiamo nuovamente
che gli autori di questa rivista sono persone che non hanno nessun dubbio
sull’esistenza dei carismi oggi. Non si tratta dunque di evangelicali
conservatori, che si potrebbe accusare di qualche pregiudizio
anti-carismaticista.
Dopo aver criticato con sobria onestà i metodi senza scrupoli con cui Benny
Hinn incamera denaro, aggiungono quanto segue. «La prima sera della campagna con
Reinhard Bonnke, 15 persone furono calpestate a morte, quando tentarono di
uscire dall’area. E l’incubo continuò. La seconda sera, un sconvolto padre d’una
delle vittime portò il suo figlio morto alla manifestazione nella fede che
Bonnke lo avrebbe riportato di nuovo in vita. Ma prima che potesse raggiungere
il palcoscenico, fu respinto. Ancora convinto, mise la salma del ragazzo sul
cofano della Mercedes di Bonnke nella speranza d’un miracolo».
La Bibbia menziona segni e miracoli nei brani che illuminano la
seconda venuta del nostro il Signor Gesù, e senza eccezione li mette in
connessione con la seduzione (2 Ts 2,9-11; Mt 24,24; Ap 13,13). I seguaci di
questa «evangelizzazione di potenza» citano abitualmente gli Atti degli
apostoli, che tuttavia descrive l’inizio della chiesa. Nei brani della parusia
però, quindi in quei capitoli che descrivono il tempo prima del ritorno di Gesù,
veniamo messi in guardia che queste manifestazioni soprannaturali saranno un
mezzo efficace per ingannare i credenti. La fine dei tempi non paleserà dunque
solo la dissoluzione progressiva degli ordinamenti divini e l’anarchia, ma anche
un sopravvento escatologico di segni e miracoli. Ora, in questa immagine di
decadenza mostrata dalla Scrittura, Reinhard Bonnke s’armonizza completamente
mediante i suoi segni e miracoli bugiardi. Si tratta delle potenze efficaci
della seduzione, di cui cavalca l’onda (2 Ts 2,9ss).
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Per l’approfondimento di alcuni temi menzionati si veda la seguente letteratura:
■ Nicola Martella, «La fine dei tempi»,
Carismosofia (Punto°A°Croce,
Roma 1995), pp. 225-230; cfr. qui anche «Segni e prodigi», pp. 84-90;
«Guarigioni», pp. 91-97; «Estasi, visioni e falsa profezia», pp. 147-153.
■ Nicola Martella, «Il discernimento degli spiriti II»,
Entrare nella
breccia
(Punto°A°Croce, Roma 1996), pp. 59-62 (Alcune problematiche in
Corinto).
■ Nicola Martella, «Carismatico (Fenomeno ~)»,
Dizionario delle medicine alternative,
Malattia e guarigione 2 (Punto°A°Croce, Roma 2003), p. 94; si vedano
qui anche i seguenti articoli: «Contatto fisico in ambito occulto e
carismatico», pp. 102s; «Visualizzazione», pp. 553s.
■ Nicola Martella (a cura di), Escatologia biblica essenziale.
Escatologia 1 (Punto°A°Croce,
Roma 2007).
■ Nicola Martella (a cura di), Escatologia fra legittimità e abuso.
Escatologia 2
(Punto°A°Croce,
Roma 2007). |
Tradotto, redatto e adattato da Nicola Martella; © Punto°A°Croce 2007
Contending Earnestly for The Faith (giugno 2001), p. 3.
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URL di origine:
http://puntoacroce.altervista.org/Artk/2-R_Bonnke4_Oc.htm
22-11-2007;
Aggiornamento:
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