Un taglio netto alle convenzioni anti-bibliche e pseudo-bibliche, all'ignoranza e alle speculazioni — Ein klarer Schnitt zu den anti-biblischen und pseudo-biblischen Konventionen, zur Unwissenheit und den Spekulationen — A clean cut to the anti-biblical and pseudo-biblical conventions, to the ignorance and the speculations — Une coupe nette aux conventions anti-bibliques et pseudo-bibliques, à l'ignorance et aux spéculations — Un corte neto a las convenciones anti-bíblicas y pseudo-bíblicas, a la ignorancia y a las especulaciones

«La fede che pensa» — «Accettare la sfida nel nostro tempo»

«Glaube gegen den Strom»: Für das biblische Unterscheidungsvermögen — «Faith countercurrent»: For the biblical discernment — «Foi contre-courant»: Pour le discernement biblique — «Fe contracorriente»: Por el discernimiento bíblico     

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DUBBI SU DIO

 

 di Giovambattista Mele - Nicola Martella

 

«Non v’è dubbio alcuno, Dio non può esistere! Se esiste, perché non si mostra? Basta poi ragionarci un po’ sulle cose per vedere chiaramente che le cose continuano ad andare così come sono sempre andate…

     Però ripensandoci meglio, potrebbe anche esistere. Eh, sì, forse Dio c’è: il creato, la coscienza, la ragione, tutto mi fa pensare a un “Ente Superiore”».

     In questo dubbio un gran numero di persone si dibattono, trascorrendo una vita infelice, la cui fine è la perdizione eterna. Ognuna di loro è dolorosamente tormentata dal dubbio e non conosce i benèfici effetti della pace con Dio.

     Circa 2.000 anni fa visse un uomo chiamato Gesù, il quale si presentò come il Messia promesso e, quindi, il Salvatore dei peccatori. Bisogna esaminare le sue affermazioni e la sua fine, per rendersi conto se si può aver fede in Lui. Egli affermò d’essere quanto segue:

     ■ Era nientemeno che il Figlio di Dio;

     ■ Era disceso dal cielo;

     ■ Era venuto sulla terra proprio per morire al posto dei peccatori e per poter dar loro vita eterna;

     ■ Sarebbe morto in un modo terribile: crocifisso per mano dei Romani, ma accusato dai Giudei, coloro che invece avrebbero dovuto riconoscerlo come Figlio di Dio, ossia come il Messia;

     ■ Non sarebbe rimasto nel sepolcro, ma sarebbe risuscitato per salire al cielo e rendere giusti i peccatori agli occhi di Dio Padre.

 

Simili affermazioni non furono mai fatte da alcun altro uomo nella storia. Egli affermò tutte queste cose quando si trovava nella pienezza della sua vita e del suo ministero, ossia quando nessuna ragione umana avrebbe potuto indurlo a fare previsioni tanto tristi e angosciose.

     Le cose, tuttavia, andarono proprio come Egli aveva predetto e come sta scritto negli Evangeli. I Romani e i Giudei lo crocifissero. Specialmente i Giudei avevano tutto l’interesse a dimostrare che Gesù non era risorto; ma, nonostante le loro precauzioni, non poterono impedire a Cristo di resuscitare. Se, dopo alcuni giorni dalla sua sepoltura, avessero potuto mostrare il corpo morto di Gesù, avrebbero provato che Gesù era un ipocrita, che non era il Messia promesso, il Figlio di Dio e il Salvatore; avrebbero altresì dimostrato che la sua crocifissione costituiva, né più né meno, la giusta pena per un falso profeta.

     Gesù però risuscitò! E così dimostrò d’essere veramente il Messia promesso, il Figlio di Dio e il Salvatore del mondo. Ecco la testimonianza dell’apostolo Paolo: «Io v’ho prima di tutto trasmesso, come l’ho ricevuto anch’io, che Cristo è morto per i nostri peccati, secondo le Scritture; 4che fu seppellito; che risuscitò il terzo giorno, secondo le Scritture; 5che apparve a Cefa [= Pietro], poi ai Dodici. 6Poi apparve a più di cinquecento fratelli in una volta, dei quali la maggior parte rimane ancora in vita e alcuni sono morti. 7Poi apparve a Giacomo; poi a tutti gli apostoli; 8e, ultimo di tutti, apparve anche a me, come all’aborto» (1 Cor 15,3-8).

     Visto che Gesù è il Figlio di Dio, allora Dio esiste; e visto che l’esistenza di Dio ci è provata da Cristo, sono vere e reali anche la volontà e le caratteristiche di Dio che troviamo negli Evangeli e in tutta la Bibbia: la sua perfetta giustizia che condanna ogni incredulo ai tormenti eterni, e il suo amore infinito che salva ogni peccatore che, pentito e ravveduto, invoca dal profondo del cuore il suo perdono.

     È tempo perciò che ognuno creda in Lui, che esca dal suo dubbio e riponga la fede in Cristo, il quale vuole salvare ogni peccatore dall’eterna perdizione!

     Si può certo rigettare, indispettito, queste parole, rimuovendole dalla propria mente; ma la realtà rimane anche se non ci si vuol pensare. Un giorno dovranno incontrare Dio anche coloro non si sono mai curati di Lui!

     Perciò conviene cercarlo e conoscerlo meglio, senza avere paura di Lui. Dio ama ognuno e desidera salvarlo. Per chi rifiuta il suo perdono oggi, il medesimo Dio che oggi vuole salvare il peccatore, domani sarà il Giudice che lo condannerà .

     Per conoscere bene tutto quello che ha detto il Messia, il Figlio di Dio, bisogna leggere l’Evangelo, il quale parla proprio di Lui e del piano che ha compiuto per la salvezza di chi crede in Lui.

 

09-07-07; Aggiornamento:

 

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