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▼ 1. Entriamo in tema
▼
2. Il problema della cronologia
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3. Conclusioni
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1.
ENTRIAMO IN TEMA:
Uno dei problemi nello studio della cronologia biblica è
il fatto che diverse antiche traduzioni del Vecchio
Testamento danno dei numeri diversi alle età dei
patriarchi in Genesi 5 e 11. Come è stato nel passato, e
continua a essere oggi, numerosi studiosi di cronologia,
a seconda del testo che adottano, arrivano a schemi
cronologici diversi, sebbene la maggioranza degli
studiosi adottano il testo ebraico masoretico.
La domanda si riduce a questo: Il testo ebraico che
abbiamo oggi è lo stesso di quello preservato dai Giudei
durante i secoli iniziali del Cristianesimo, ovvero è
una copia fedele della Bibbia ebraica originale? Oppure
si sono introdotte in esso delle corruzioni e noi siamo
costretti ad avvalerci della traduzione greca del
Vecchio Testamento, molto usata agli inizi dell’era
cristiana? Per una varietà di ragioni, la risposta a
questa domanda, da parte delle chiese protestanti, è
sempre stata che il Vecchio Testamento ebraico è
preciso, mentre la traduzione greca è piena di problemi.
Che cosa è questa traduzione greca del Vecchio
Testamento? Essa è conosciuta come Septuaginta e
comunemente designata dalle lettere romane LXX, perché
la prima parte di essa (il Pentateuco) è stata tradotta
da 70 (in realtà da 72) studiosi Giudei che vivevano
nella città di Alessandria, all’incirca verso il 250
a.C. Non si sa con certezza come avvenne questa
traduzione, perché ci sono molti miti e leggende intorno
a essa.
Siccome la LXX, come Vecchio Testamento in lingua
greca, esisteva ai tempi del Nuovo Testamento, troviamo
che talvolta gli scrittori del Nuovo Testamento citano
direttamente dalla LXX.
Questo, a detta di alcuni, metterebbe il suo imprimatur
sulla LXX e così molti l’anno utilizzata al posto del
testo ebraico. Tuttavia, solo circa la metà delle
citazioni del Vecchio Testamento riportate nel Nuovo
sono prese dalla LXX. Il resto segue il testo ebraico.
Quindi, il Nuovo Testamento non afferma il primato della
LXX. Chi, più di ogni altro si è servito della LXX è
Luca, che scrive per dei cristiani gentili (Matteo non
lo fa quasi mai).
Ci sono molte cose strane nella LXX. Contiene gli
apocrifi, per esempio, talvolta incorporati con il testo
ispirato, come nel caso di Daniele. Ci sono anche delle
strane aggiunte nel libro di Giobbe, in particolare nel
dialogo che lui ha con la moglie nel cap. 2.
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2.
IL PROBLEMA DELLA CRONOLOGIA: Il problema che riguarda noi, tuttavia, è quello delle
cronologie di Genesi 5 e 11. In Gn 5, la LXX aggiunge
degli anni tra la creazione e il diluvio. La Bibbia
ebraica dice che il numero degli anni tra la creazione e
il diluvio sono 1656, ma la LXX dà 2242 o 2262, a
seconda della versione che si adotta. La maniera in cui
funziona è questa:
■ La Bibbia ebraica afferma che Adamo aveva 130 anni
quando nacque Set; la LXX riporta 230.
■ La Bibbia ebraica afferma che Set aveva 105 anni
quando nacque Enoš, la LXX riporta 205.
■ La Bibbia ebraica afferma che Enoš aveva 90 anni
quando nacque Kenan; la LXX riporta 190.
■ E così via.
Non tutti i numeri vengono cambiati, ma la maggior parte.
La LXX fa lo stesso genere di cambiamenti nella
cronologia di Gn 11:
■ Il testo ebraico afferma che Eber aveva 34 anni
quando nacque Peleg; la LXX riporta 134.
■ Il testo ebraico afferma che Peleg aveva 30 anni
quando nacque Reu; la LXX riporta 130.
■ E così via.
La LXX aggiunge anche un nome all’elenco: Cainam, che
viene inserito tra Arpakšad e Šelah, e aggiunge un extra
di 130 anni all’elenco. Così, mentre il testo ebraico ha
352 anni dal diluvio alla nascita di Abramo, la LXX ha
993 anni.
Nella Bibbia ebraica, il periodo tra la creazione e
la nascita di Abramo è 2008 anni, mentre nella LXX sono
3249 anni.
Perché questo cambiamento? Martin Anstey riassume
così il motivo: «I traduttori della LXX hanno avuto un
motivo molto evidente per ampliare la cronologia. La
storia dei Caldei di Berosso e la storia degli Egiziani
di Manetho sono state pubblicate proprio in quel tempo
ed essi presupponevano un’antichità molto lunga per le
loro storie. Di conseguenza i traduttori della LXX
dovevano aumentare gli anni della cronologia antica, e
inserire il nome di Cainam, per ricondurre l’epoca della
creazione e del diluvio a un’antichità che potesse
reggere il confronto con le civiltà di Babilonia e
d’Egitto».
I traduttori della LXX hanno escogitato un altro
trucco per allungare la cronologia di Gn 11. Nella
Bibbia ebraica, i primi tre uomini della posterità di
Sem vissero più di 400 anni: Arpakšad 438; Šelah 433 ed
Eber 464. Poi, a partire da Peleg, troviamo una brusca
diminuzione: Peleg 239 anni; Reu 239; Serug 230. La
spiegazione probabile di questo è che nei giorni di
Peleg «la terra fu divisa» (Gn 10,25),
probabilmente un riferimento alla Torre di Babele, e ci
fu un’intensificazione di giudizio sull’umanità che
dimezzò improvvisamente la durata della vita umana.
Così, mentre è impossibile considerare la LXX un
testo più fedele di quello ebraico, è molto facile
rendersi conto delle manipolazioni apportate da essa.
Come Martin Anstay afferma: «La LXX ha voluto allungare
la cronologia ed evitare di ammettere il declino nella
durata della vita umana, per rendere lo schema
cronologico più plausibile e piacevole» (Anstey, op.
cit., p. 43). Sembra chiaro che la LXX ha esteso gli
anni della cronologia per far apparire migliore
la religione giudaica agli occhi dei colti ma sprezzanti
abitanti di Alessandria.
I traduttori della LXX hanno insomma voluto
sincronizzare la cronologia biblica con quella della
cultura greca. Questo ha permesso loro di dire che la
storia giudaica era vecchia come quella egiziana e
babilonese.
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3.
CONCLUSIONI:
Non c'è alcun motivo per mettere in dubbio la cronologia
della Bibbia ebraica a favore della cronologia greca
della Septuaginta. Il motivo della divulgazione di
questa cronologia più lunga sembra chiaro: far sì che la
durata della storia giudaica non contrastasse con quella
egiziana di Manetho. La formula usata dai traduttori per
questa espansione di date è sconosciuta, anche se nel
1859 il vescovo presbiteriano Shimeall formulò
un’ipotesi interessante basata su un diverso calcolo
della precessione degli equinozi tra il mondo pagano (1
grado ogni 100 anni) e quello ebraico (1 grado ogni 71,5
anni). Secondo Shimeall i traduttori hanno anche loro
considerato 1 grado ogni 100 anni. In questo modo non
andavano contro la cultura del tempo e nello stesso
tempo non creavano problemi ai Giudei devoti.
Aggiornamento: 06-04-07
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