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Anche se al giorno d’oggi le teorie degli intervalli (o
dei vuoti) temporali sono associati con il
dispensazionalismo, non è stato sempre così. Nel 19°
secolo, gli studiosi di vari ambiti di provenienza
(Anglicani, Riformati, Fondamentalisti) erano
affascinati dai «vuoti». Ma di cosa stiamo parlando?
Lacune temporali primordiali
Il primo intervallo temporale proposto sarebbe tra
Gn 1,1 e Gn 1,2. Si è argomentato che Dio non avrebbe
creato una terra «informe e vuota», di
conseguenza deve esserci stata una sorta di caduta
all’interno dell’universo tra questi due versi. Dio
aveva creato il cielo e la terra, ciò presumerebbe un
universo perfetto e glorioso. Inoltre, si presume che ci
sarebbe stata una razza umana pre-adamitica oppure degli
angeli che abitavano quel mondo. La loro esistenza
sarebbe venuta a cadere nel peccato e Dio avrebbe
distrutto il mondo, che divenne informe e vuoto. Dio
allora avrebbe rifatto il mondo durante i sei giorni di
Gn 1.
Si può trovare questo concetto anche nelle note
della Bibbia di Scofield e in molti commentari (vedi
anche E.H. Bancroft, Teologia Elementare [ed.
Centro Biblico], pp. 377s , che in riferimento ai demoni
dice: «Calpestarono questa terra prima della rovina
descritta nel secondo versetto della Genesi, i quali al
tempo della grande distruzione….»).
La prova presunta per questa idea sarebbe Is 45,18,
dove è detto che Dio «ha formato la terra, l’ha
fatta, l’ha stabilita, non l’ha creata perché rimanesse
deserta, ma l’ha formata perché fosse abitata».
Questo verso tuttavia non dimostra proprio niente.
Non soddisfatti di cercare un vuoto temporale tra
Gn 1,1 e 1,2, alcuni teologi hanno cominciato a cercare
delle lacune in Gn 5 e 11, presumendo che le cronologie
di questi capitoli non dovevano essere considerate
complete a causa «dei vuoti genealogici». Tra i teologi
del 19°, che sono stati affascinati da queste lacune,
possiamo segnalare B.B. Warfield e W.H. Green.
Queste lacune primordiali andavano d’accordo con la
scienza secolare di allora. I dinosauri, è stato
sostenuto, sarebbero esistiti durante il periodo tra Gn
1,1 e 1,2. In questa maniera verrebbero spiegati i
miliardi di anni richiesti dall’evoluzione. Prima dei
sei giorni della creazione, la terra sarebbe stata
protetta da nubi, e solo nel quarto giorno avvenne che
il sole, la luna e le stelle sono diventate visibili a
degli osservatori sulla terra.
Naturalmente, aver aggiunto degli anni nelle
cronologie di Gn 5 e 11 ha permesso a molti cristiani di
assecondare gli Egittologi, i quali sostengono che le
prime dinastie d’Egitto sono sorte tra il 6000 e il 5000
a.C. Naturalmente, i secolaristi hanno dovuto
ripetutamente modificare questa opinione, portando la
prima dinastia sempre più vicino a una data biblica
accettabile.
Qual è il problema? Esso non è nella Bibbia! In
essa non c’è prova per queste lacune.
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Lacune temporali spirituali
Un’altra spaccatura è il suggerimento che alcune
affermazioni cronologiche della Bibbia riguardino
soltanto «gli anni spirituali». Quindi, 1 Re 6,1
fu affermato che il 4° anno del regno di Salomone cadeva
480 anni dopo l’uscita d’Israele dall’Egitto. Ciò sembra
abbastanza chiaro, fino a che non contiamo gli anni nei
libri dei Giudici e di Samuele e scopriamo che la cifra
totale è 594 (secondo M. Anstey). La spiegazione offerta
è che se sottraiamo gli anni che Israele viveva secondo
le regole straniere («anni carnali»), rimangono 480
«anni spirituali». Questo metodo rovina l’utilità del
libro di Anstey e di Philip Mauro («Le meraviglie
della cronologia biblica»).
È ben più semplice ed evidente prendere nota del
fatto che alcuni dei giudici d’Israele hanno operato
nello stesso tempo. Per esempio, Samuele, Jefte e
Sansone erano contemporanei. Gli anni considerati nel
libro dei Giudici non ci richiedono di prenderli tutti
in sequenza cronologica. Dal tempo della conquista di
Canaan al periodo di Jefte erano 300 anni (Gdc 11,26).
Se togliamo 40 anni passati nel deserto, mancherebbero
136 anni per arrivare al primo anno di regno di Salomone
(480-[4+40+300]=136). Si sottraggano 40 anni per il
regno di Davide e 40 per Saul arriviamo a 56 anni. Ci
furono 40 anni d’oppressione dei Filistei all’inizio di
questo periodo, 18 dei quali sono inclusi nei 300 anni
di Gdc 11,26. Durante i primi 20 anni, Jefte, Samuele e
Sansone non erano ancora manifestati. Durante i secondi
20 anni, Samuele e Sansone sono stati giudici d’Israele.
La battaglia di Mizpa avvenne a questo punto. Ci sono 34
anni (56-40+18=34) tra la battaglia di Mizpa e la
chiamata di Saul. Samuele, a questo punto, era un uomo
«vecchio» (1 Sm 8,1).
Questa è solo una bozza approssimativa per
dimostrare che non è necessario inventarsi degli «anni
carnali» e degli «anni spirituali».
Qual è il problema? Esso non è nella Bibbia! In
essa non c’è semplicemente prova per questi «anni
spirituali».
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Conclusione
La cronologia biblica ha perso affidabilità nel
corso del 19° secolo perché la tendenza di andare a
cercare degli intervalli temporali era molto forte. Ed
era molto forte perché c’erano delle prove presunte in
loro favore. Di conseguenza la cronologia biblica è
diventata meno affidabile e si è preferito porre fiducia
nei ragionamenti speculativi degli studiosi secolari.
In
realtà, non c’è alcuna prova di una qualsiasi
discrepanza nella cronologia biblica, e armonizzare
discrepanze apparenti non è difficile.
Non
c’è alcuna prova di un divario temporale tra Gn 1,1 e
1,2. Questi versi dicono che Dio all’inizio creò il
mondo senza forma e vuoto, e quindi come un vasaio che
lavora l’argilla, in sei giorni ha fatto il mondo che
conosciamo. La spiegazione è molto semplice. Non c’era
alcuna esistenza pre-adamitica e agli angeli non è stata
mai data l’occasione di vivere su questa terra. La terra
è stata fatta per l’uomo.
E
non c’è alcuna prova di un qualsiasi divario temporale
nelle cronologie di Gn 5 e 11. Questi versi ci mostrano
che il Diluvio è venuto 1656 anni dopo la creazione del
mondo e che Abramo è nato 2008 anni dopo la creazione.
{Rivisto e adattato da Nicola Martella}
Per approfondire questo tema, anche da altri punti di vista, cfr. Nicola
Martella, «La cronologia biblica»,
Radici 5-6 (Punto°A°Croce, Roma
1995), pp. 9-24.
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Sulla cronologia
del libro dei Giudici cfr. Nicola Martella, «Giudici»,
Radici 3-4, pp. 40-54, particolarmente le pp. 50-53.
Aggiornamento: 06-04-07
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