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L'insidia dello gnosticismo per la fede biblica
Oggi, la cronologia biblica non viene ritenuta di grande
importanza teologica. È stata minimizzata nel XIX secolo
ed è stata ignorata nel XX secolo. Lo scopo di questo
studio è quello di provare, al contrario, che essa è
molto importante per la teologia.
Per mostrare che ciò è vero, abbiamo bisogno di
considerare la grande contraffazione della vera
religione (sia ebraica sia cristiana) da parte di una
ideologia religiosa, che possiamo chiamare
«gnosticismo», sorto nei secoli iniziali della chiesa.
Lo gnosticismo è la tendenza a sostituire la storia con
l’ideologia.
Gli gnostici del periodo iniziale della chiesa
ritenevano che gli eventi della vita, della sofferenza,
della morte e della risurrezione di Cristo non fossero
particolarmente importanti sul piano storico. Gli
gnostici volevano una religione di idee. Essi non
avevano fiducia in una serie di eventi storici, ma in un
insieme di idee considerate eterne. Gli dèi dello
gnostico morivano e risuscitavano continuamente, e le
storie erano considerate semplicemente dei miti
indicanti il carattere ciclico del tempo, in quanto
ripetizione di un’eternità statica.
Contro questa idea la chiesa cristiana prese
posizione, specialmente con il credo Apostolico e il
credo Niceno. Il credo dichiarava che Gesù è «nato dalla
vergine Maria», «morto sotto Ponzio Pilato», «è stato
crocifisso e il terzo giorno risuscitato», «siede alla
destra di Dio da dove verrà a giudicare i vivi e i
morti». Queste dichiarazioni sono delle affermazioni
storiche. Affermano che Cristo è venuto in questo mondo
ed è morto («sotto Ponzio Pilato») ed è poi risuscitato
dalla morte in un tempo cronologico reale («nel
terzo giorno»). Ciò non può essere ripetuto: Cristo non
muore e non risuscita di nuovo; ma Egli viene a
giudicare il mondo.
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«Tempo sacro» e «luogo sacro»
Quanto detto sopra era per gli gnostici un'assurdità. Per
loro la storia non era reale. Solo il regno
eterno delle idee era reale. Il loro sistema
ideologico diceva che c’erano due generi di
tempo e di spazio. C’erano il tempo sacro e lo
spazio sacro, e c’erano il tempo profano e lo
spazio profano. Per loro gli eventi religiosi
avevano luogo nel tempo sacro e nello spazio
sacro, che esistevano in un altro mondo.
Per gli gnostici, il tempo sacro non era il tempo
come lo conosciamo noi. Per esprimere questo, essi
parlavano di eventi in un tempo sacro che comprendeva
milioni di anni istantaneamente. Neppure lo spazio sacro
era lo stesso di quello terreno, ma un’altra dimensione.
Anche nella Bibbia c’è un spazio sacro e un tempo
sacro, ma in un senso completamente diverso. Lo
spazio sacro, nel Vecchio Testamento, era un’area fisica
delimitata. Il tempo sacro era la cronologia di tempo
che ha luogo in quello spazio.
Durante il diluvio lo spazio sacro era costituito
dall’arca, le cui dimensioni erano state dettate con
attenzione da Dio. Genesi 7-8 dà la cronologia del
diluvio in rapporto all’arca. Con la chiamata di Abramo
lo «spazio sacro» si realizzava all’interno della
comunità di una speciale gente sacerdotale: i
patriarchi. Il relativo tempo sacro fu misurato con gli
anni dei patriarchi. Al tempo di Mosè lo spazio sacro
era il Tabernacolo. La cronologia venne data nei termini
del Tabernacolo e del Tempio (costruito 480 anni
dall’Esodo).
Quando il Tempio fu costruito, il palazzo del re era
adiacente al Tempio. La cronologia biblica di questo
periodo fu legata ai re, i rappresentanti del governo di
Dio. Dopo la caduta del regno, lo spazio sacro fu
concentrato sulla persona del Messia venturo e la
cronologia (cfr. le «settanta settimane» di Daniele) fu
legata alla sua venuta.
Negli Evangeli, lo spazio sacro divenne palese nella
persona di Gesù Cristo, il Messia, e la cronologia fu
legata agli eventi della sua vita. Con l’ascensione di
Gesù Cristo lo «spazio sacro» fu posizionato in cielo.
In questo periodo non c’è più una «terra santa» sulla
terra. Allo stesso modo, il «tempo sacro» è posizionato
in cielo, e di conseguenza il Nuovo Testamento non è
interessato a fornire una cronologia particolareggiata
degli eventi dopo la Pentecoste. Tuttavia, la
cronologia del Nuovo Patto viene «registrata» in cielo.
[N.d.r.: D’altra parte, facciamo notare che Gesù Cristo
è diventato storicamente significativo proprio per la
cronologia umana: il suo tempo fu considerato «la
pienezza» (Gal 4,4) ed egli stesso fu considerato lo
spartiacque fra il «vecchio» (avanti Cristo) e il nuovo
(dopo Cristo), in attesa del tempo della fine.]
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La rilevanza per l'oggi
Tutto questo mostra la grande importanza teologica della
cronologia biblica. La storia sacra, nelle sue diverse
forme, non è la storia di un altro mondo, come nello
gnosticismo.
La cronologia è la spina dorsale della storia e la
principale cronologia del mondo è quella biblica (cfr.
Gn 4s; 10s tavole dei popoli). I cristiani devono sapere
che le registrazioni storiche dei pagani sono
ingarbugliate e impregnate della tendenza
pagano-gnostica a esagerare di molto nei numeri per
scandire il «tempo sacro» mitico.
Lo gnosticismo è oggi entrato anche nella chiesa
evangelica. Una volta, per la maggior parte degli
studiosi evangelici era vero che i sette giorni della
creazione erano sette giorni letterali. Oggi sembra che
la posizione «ortodossa» sia quella che i sette giorni
della Genesi non sono giorni ma «ere» o «sette grandi
idee». In ambienti calvinisti questo è stato spinto da
Meredith G. Kline e i suoi simpatizzanti. La storia
dell’Antico Testamento in questi ambienti è diventata
una serie di «intrusioni» di Dio. Il Nuovo Testamento è
interpretato come una specie di «grazia comune» statica,
che un giorno sarà improvvisamente interrotta da una
«intrusione» finale.
Naturalmente, bisogna aggiungere che nessun
evangelico spinge queste idee ai limiti e Meredith G.
Kline non è uno gnostico, ma le idee gnostiche si stanno
sottilmente infiltrando nelle chiese e la cronologia
biblica viene considerata cosa insignificante.
La religione biblica, tuttavia, non è una ideologia.
Non è l’ideologia legalista dei Farisei, né l’ideologia
politica degli Zeloti, né l’ideologia contemplativa
degli gnostici.
La religione biblica, piuttosto, è il dono del Regno,
una nuova vita in un nuovo mondo. Questo dono e questa
vita sono entrati nella storia con degli eventi storici
misurabili cronologicamente. Per questa ragione, la
cronologia è di grande importanza per recuperare fiducia
e combattere l’influenza dello gnosticismo.
[continua]
{Rivisto e adattato da Nicola Martella}
Per approfondire questo tema, anche da altri punti di vista, cfr. Nicola
Martella, «La cronologia biblica»,
Radici 5-6 (Punto°A°Croce, Roma
1995), pp. 9-24.
● Cfr. in
Manuale Teologico dell’Antico Testamento
i seguenti articoli:
• «Credo storico», pp. 125s. • «Gesta storiche di
Dio», pp. 204-209. • «Patriarchi (Cronologia dei ~»,
pp. 253. • «Storia d'Israele e Dio», pp. 343s. •
«Storia della salvezza», pp. 344.
Aggiornamento: 06-04-07
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