|
|
▼
1.
La nostra meta nelle gare
▼
2.
Lo sportivo per lo sportivo |
Clicca sulle frecce iniziali per andare avanti e indietro.
▲
1.
LA NOSTRA META NELLE
GARE:
«Non sapete voi che coloro i quali corrono nello
stadio, corrono ben tutti, ma uno solo ottiene il premio?
Correte in modo da riportarlo. Chiunque fa l’atleta è
temperato in ogni cosa; e quelli lo fanno per ricevere una
corona corruttibile; ma noi, una incorruttibile»
(L’apostolo Paolo nella prima epistola alla chiesa di
Corinzi 9,24-25).
Questi due versetti sono fondamentali per un atleta al
fine di conoscere la via che deve percorrere per far sì che
la sua corsa non sia stata vana. Non so quanti di voi si
ricordano delle «Olimpiadi» dell’88 a Seoul, di quello che
accadde nella disciplina della Maratona. Io allora vivevo in
Germania e mi ricordo di aver visto questa manifestazione in
diretta. Dal 35° chilometro in poi iniziava la vera corsa, e
dopo un paio di chilometri, nella fase decisiva, ci fu la
selezione. Un africano si trovava da solo al comando seguito
da un altro africano e al terzo posto, dal nostro Gelindo
Bordin.
Il direttore della gara comincia a girarsi. Che cosa
sta succedendo? Nella Maratona si sa che un atleta, dal 35°
chilometro in poi, possa incappare nel cosiddetto «punto
morto»; ciò significa che l’atleta ha consumato tutto il suo
carburante e che, quindi, il corpo non risponde più ai
comandi del suo cervello. Si ha bisogno di un certo periodo
di tempo affinché il corpo passi alle riserve, cioè ai
grassi interni, e affinché questo avvenga il corpo ha
bisogno di un periodo di tempo dia circa 10-15 minuti.
Questo tempo per alcuni atleti può essere fatale per l’esito
della corsa. Infatti, come avvenne in questa Maratona, il
primo atleta fu raggiunto dal secondo e subito dopo anche
dal terzo. Quest’ultimo vinse la gara. Io non so se qualcuno
di voi si sia ma chiesto che cosa sarà passato per la mente
del primo atleta, divenuto poi terzo, a fine gara o nei
giorni successivi e quanto ci sia voluto per «digerire»
questa grande sconfitta. Avrà forse potuto dire: «Io ho
combattuto un buon combattimento, ho vinto la gara? Ho
raggiunto la mia meta?» Forse per un po’ di tempo,
questo l’avrà potuto pensare Gelindo Bordin, ma anche lui in
quel bel giorno della sua vita ha vinto solo una «corona
corruttibile». Per un certo periodo si parlò di tutto
questo. Oggi, chi se ne ricorda? Dopo un tempo così lungo,
potrà forse anche Bordin esclamare: «Ho raggiunto la
meta! Ho ricevuto la corona incorruttibile!»?
Oppure penserà come disse l’Apostolo Paolo nella sua
seconda lettera scritta a Timoteo: «Io ho combattuto il
buon combattimento, ho finito la corsa, ho serbata la fede;
del rimanente mi è riservata la corona di giustizia che il
Signore, il giusto giudice, mi assegnerà in quel giorno; e
non solo a me, ma anche a tutti quelli che avranno amato la
sua apparizione» (2a epistola di Paolo a
Timoteo 4,7-8).
Tutti parlarono dei primi tre classificati. Che fine
avranno fatto tutti gli altri? Come mai nessuno ne parla?
Hanno forse lavorato meno dei primi tre? Eppure si sono
preparati professionalmente come i primi tre. Come mai
nessuna manifestazione offre all’ultimo classificato la
stessa corona del primo? La Sacra Scrittura afferma che il
giusto giudice assegnerà la corona della vita a tutti quelli
che corrono verso la sua meta.
Sempre l’Apostolo Paolo affermò: «Io proseguo il
corso verso la meta per ottenere il premio della suprema
vocazione di Dio in Cristo Gesù» (epistola di Paolo ai
Filippesi 3,14).
Se vuoi una risposta a tutte queste domande, mettiti in
contatto con noi.
▲
2.
LO SPORTIVO PER LO
SPORTIVO:
Chi siamo? Atleti per Cristo. Siamo persone che
conoscano l’atmosfera delle gare, come la tensione delle
vittorie e delle sconfitte. Tramite la nostra personale
esperienza conosciamo la risposta alla vostra domanda per
prendere la decisione più importante della vostra vita.
Questa nostra esperienza la vogliamo condividere con altri
atleti di qualsiasi disciplina tramite corsi, allenamento e
gare. Conoscere il nostro Creatore è importante, perché Dio
conosce al meglio il nostro corpo; e un atleta che ha
conoscenza del suo Creatore e segue i consigli di Dio per il
proprio corpo, può dare il meglio in ogni gara... sì il
massimo per il Signore.
Per contatti, scrivere o telefonare a:
■ Fausto Gaeta - Via Venezia Tridentina 64
- 00019 Tivoli
■ Tel. 0774-303940 — Cel. 347.8617083
■ Email: a.#gaeta2#@tin.it (togliere #).
►
URL di origine: http://puntoacroce.altervista.org/Artk/2-Atleta_gareggia_UnV.htm
15-03-2007-Aggiornamento: 11-11-2009 |