Un taglio netto alle convenzioni anti-bibliche e pseudo-bibliche, all'ignoranza e alle speculazioni — Ein klarer Schnitt zu den anti-biblischen und pseudo-biblischen Konventionen, zur Unwissenheit und den Spekulationen — A clean cut to the anti-biblical and pseudo-biblical conventions, to the ignorance and the speculations — Une coupe nette aux conventions anti-bibliques et pseudo-bibliques, à l'ignorance et aux spéculations — Un corte neto a las convenciones anti-bíblicas y pseudo-bíblicas, a la ignorancia y a las especulaciones

«La fede che pensa» — «Accettare la sfida nel nostro tempo»

«Glaube gegen den Strom»: Für das biblische Unterscheidungsvermögen — «Faith countercurrent»: For the biblical discernment — «Foi contre-courant»: Pour le discernement biblique — «Fe contracorriente»: Por el discernimiento bíblico     

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«Chi dice la gente ch’io sia?» — Offensiva intorno a Gesù 1

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SCRUPOLI NATALIZI E DI FINE ANNO

 

 di Nicola Martella

 

La questione del lettore La risposta

 

Prima di porre una domanda, il lettore si accerti che non ci sia già una risposta all'interno del sito «Fede controcorrente». È anche possibile che l'autore abbia già trattato l'argomento in uno di suoi libri; in tal caso verrà inviato al lettore il riferimento all'opera e alle pagine. In alcuni casi il gestore del sito si avvarrà dell'ausilio di un competente collaboratore perché venga data una risposta alla domanda del lettore.

 

 

La questione del lettore  

 

Ciao Nicola, ancora una volta mi trovo ad affrontare questo periodo di feste, a ricevere auguri e a preparare il pranzo di Natale.

     Passano gli anni ma rimangono le perplessità e il senso di frustrazione nell’impossibilità di comunicare a tutti vero senso della venuta di Gesù su questa Terra. Lo faccio ovunque e con tutti coloro che incontro, lo dico in chiesa e in casa al supermercato e agli amici e conoscenti, scrivo ai miei corrispondenti, ma sento che non basta.

     C’è in tanta gente un senso di resa di rassegnazione di fronte al dilagare del natale commerciale dell’ipocrisia dei regali e delle feste in famiglia (nei casi in cui lo sia, ovviamente! Ma molti mi dicono questo).

     Pazienza per «il mondo», ma noi credenti, cosa facciamo? Diciamo di no ma poi siamo sulla giostra e giriamo insieme a tutti gli altri, cantiamo un cantico nuovo ma con voce flebile e sommessa! Ce lo diciamo fra noi ma poi per non offendere la sensibilità, per buona educazione, ci rassegniamo a scambiarci epidermici auguri.

     Diventiamo buoni, invitiamo a pranzo la vecchia zia che sta antipatica a tutti i commensali, ognuno indossa la maschera natalizia, per tre o quattro ore si sopporta, poi tutto il teatrino finisce e se non ci saranno morti e feriti, si dirà che è andato bene. Non so ogni anno siamo al solito punto, niente regali, si dice, niente sprechi o ingozzamenti, ma poi l’argine cede e guai che ci sia qualcuno che ricordi i buoni propositi, diventa immediatamente colui che vuole rovinare la festa.

     Tu che sei saggio e ricco di consigli, che ne dici, cosa fare in pratica? Uso a obbedir tacendo. {Sandro Bertone; 22-12-2007}

 

 

La risposta ▲

 

Caro Sandro, il «Natale» è stato da sempre un tema di sofferenza per me, poiché a me era stato insegnato che sia «peccato», mentre nella famiglia e nella chiesa (dei Fratelli!) di mia moglie in Germania era cosa scontata festeggiare il Natale. Non mi dilungo, poiché puoi leggere le questioni nell’articolo «Il travaglio del natale» e nei contributi del tema di discussione connesso: Partecipazione al «travaglio del natale».

     Non avendo «ricette» da offrire, ti lascio con alcuni miei motti, sperando che possano essere di stimolo a te e agli altri lettori.

     ■ Chi non è luce tutto l’anno, difficilmente sarà un luminare che brilla in modo credibile a Natale e a fine anno, quando di «lucine» in giro ce ne sono tante

     ■ Chi vuole cambiare il mondo, cominci a cambiare un po’ la sua propria vita.

     ■ Chi vuole che il mondo cambi del tutto, faccia almeno oggi un solo atto concreto.

     ■ Chi vuole un Natale e un fine anno migliori, faccia almeno un gesto alternativo rispetto alla consuetudine.

     ■ Chi vuole un mutamento, si ponga in discontinuità.

     ■ Chi domani vuole un albero di pace, pianti oggi un seme di speranza.

     ■ Chi ha un gran messaggio da annunciare, non lo limiti alle quattro mura d’una sala di culto.

     ■ Anche a Natale e a fine anno, chi ci osserva, vuole fatti e non solo parole.

 

Spero che questi miei motti possano aiutare te e gli altri a riflettere e ad agire con una fede controcorrente! Inoltre si tenga presente quanto segue.

     ■ Anche a Natale e a fine anno, alcuni cristiani rimangono nella reazione, cavillando su ciò che è «biblico» o meno al riguardo, mentre di passare all’azione: presentare anche in tale periodo l’Evangelo e che Cristo vuole nascere e dimorare nei cuori.

     ■ L’Occidente si sta scristianizzando. Molti ragazzi per le strade non sanno neppure quale sia il vero significato del Natale. Tutto è connesso a Babbo Natale, regali e consumismo. Di là da quando Gesù sia veramente nato (autunno, primavera), non è questa l’occasione per mettere al centro dell’attenzione il Logos di Dio fatto carne (Gv 1,1s.14) per diventare «Cristo crocifisso» (1 Cor 1,23; Gal 3,1)?

     ■ Chi crede che l’Evangelo sia la potenza di Dio, perché lo tiene così nascosto?

     ■ Se si scoprisse da fonti storiche, ad esempio, che Gesù nacque il 23 ottobre, quanti cristiani festeggerebbero il suo compleanno?

     ■ Ammesso che Gesù non è nato il 25 dicembre (il Natale più antico fu festeggiato in Egitto il 6 gennaio o epifania, ossia apparizione), hai notato che il Natale è l’unico compleanno in cui il festeggiato non riceve doni, ma i festeggianti?

 

A ciò si aggiungano queste riflessioni bibliche che valgono senz’altro anche in questo periodo.

     ■ «Del rimanente, fratelli, tutte le cose vere, tutte le cose onorevoli, tutte le cose giuste, tutte le cose pure, tutte le cose amabili, tutte le cose di buona fama, quelle in cui è qualche virtù e qualche lode, siano oggetto dei vostri pensieri» (Fil 4,8).

     ■ «Tutto quel che Dio ha creato è buono e nulla è da riprovare, se usato con rendimento di grazie; perché è santificato dalla parola di Dio e dalla preghiera» (1 Tm 4,4s).

     ■ «E Dio è potente da far abbondare su di voi ogni grazia, affinché, avendo sempre in ogni cosa tutto quel che vi è necessario, abbondiate in ogni opera buona» (2 Cor 9,8).

     ■ «Predica la Parola, insisti a tempo e fuor di tempo, riprendi, sgrida, esorta con grande pazienza e sempre istruendo. Perché verrà il tempo che non sopporteranno la sana dottrina; ma per prurito d’udire si accumuleranno insegnanti secondo le loro proprie voglie e distoglieranno le orecchie dalla verità e si volgeranno ai miti» (2 Tm 4,2ss).

 

L’Onnipotente che è Alfa (A) e Omega (Z), Principio e Fine (tutto), Primo e Ultimo (iniziatore e compitore della storia), benedica il vostro entrare e il vostro uscire. «L’Eterno, il tuo Dio, ti benedica in ogni opera a cui porrai mano... L’Eterno, il tuo Dio, ti benedica in tutta l’opera delle tue mani» (Dt 14,29; 24,19). La precondizione è l’ubbidienza ai suoi comandamenti.

 

► URL di origine: http://puntoacroce.altervista.org/Artk/1-Scrupoli_natalizi_OiG.htm

24-12-2007; Aggiornamento:

 

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