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1. IL PROBLEMA: L’anno
scolastico è iniziato da poco, dopo la lunga pausa estiva. Il ritorno a scuola è
pieno di sorprese per i ragazzi e per i genitori. Mi ha raggiunto la seguente
lettera di un genitore preoccupato, persona di mia conoscenza, che mi ha chiesto un consiglio.
Caro Nicola,
quest’anno scolastico per il nostro caro figlio Simone non è cominciato nel
migliore dei modi: tre note per non aver svolto i compiti a casa; e le maestre
mi hanno detto che a scuola è un po’ distratto. Tuttavia, quando con Annarita
abbiamo letto il tema svolto in classe (intitolato «che noia»), abbiamo deciso
d’andare a parlare con le maestre, visto che ci deve essere un problema,
speriamo risolvibile.
Non so se ci
possa essere lo spunto per affrontarlo con la guida della Parola, per questo mi
rivolgo a te. Dopo aver letto il tema di Simone (che ti invio), se puoi dammi un
consiglio (possibilmente biblico, e se vuoi puoi anche chiedere aiuto ai tuoi
lettori del sito). Se puoi
rispondici prima possibile, perché credo che entro fine settimana dovremmo
incontrare le maestre. Che il Signore ci guidi… {Sandro Carini; 6 ottobre 2009}.
Ecco il tema svolto
dal figlio, un bambino di 9 anni che frequenta la 4a elementare:
| Che noia
andare a scuola con la stanchezza.
Il primo giorno di scuola mi sono annoiato molto perché abbiamo
subito fatto lezione. Come se
fossimo alla fine dell’anno, con tante
verifiche da fare e soprattutto che noia stare tutto il pomeriggio
dentro casa a studiare e fare i
compiti. Che noia poi i compiti di matematica a scuola! Che noia sentire sempre
le maestre che urlano. Che noia
stare a scuola senza fare niente e
che noia non giocare a ricreazione.
Che noia disegnare e colorare tutta la pagina, perché
a me proprio non piace disegnare. Ne ho già abbastanza di
questa scuola, che neanche un giorno mi
lascia libero di giocare, senza compiti, studiare, disegnare e colorare.
Vorrei fare tutto a modo mio, ma è
impossibile perché non posso comandare.
Uffa «che noia» questa scuola! {Simone; ho evidenziato in maiuscoletto
alcuni termini chiave; si noti inoltre: 8 volte «noia» + 1 «annoiato»} |
2. ALCUNE OSSERVAZIONI:
Premetto che, come mi ha ricordato qualcuno, Simone è un «grande» fin da quando
era piccolissimo. Io lo chiamo «piccolo profeta» per la spontaneità, con cui ha sempre
pregato nelle nostre riunioni di chiesa. Faccio anche notare che è difficile valutare cose
che non si conoscono a fondo (p.es. il rapporto con le maestre) ed è altresì
difficile entrare nei delicati meccanismi di una famiglia, che ha le sue regole,
le sue convenzioni, i suoi pregi e difetti e sempre i suoi pesi e contrappesi.
Spero di entrare in tale «santuario» in punta di piedi, visto che sono stato
invitato a dare una valutazione, e di non creare reazioni indebite da parte loro
come verso un estraneo.
2.1. IL
SISTEMA SCOLASTICO ITALIANO: «Che noia sentire sempre le maestre che urlano»,
scrive Simone. È difficile per me verificare il comportamento delle maestre e il
loro rapporto verso gli alunni e particolarmente verso Simone. Perciò farò un
discorso più generale.
Un problema del sistema scolastico
italiano, legato al clima mediterraneo, è la lunga pausa estiva. Non è che
all’estero abbiano meno ferie, ma esse sono distribuite più o meno omogeneamente
in tutto l’arco dell’anno scolastico. Sebbene in Germania in ogni stato federale
le ferie scolastiche oscillano di qualche giorno, esse mostrano questa
conformazione e distribuzione (prendo il caso della Baviera):
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Ferie estive
2009 |
Ferie autunnali
2009 |
Ferie natalizie
2009 |
Ferie invernali
2010 |
Ferie pasquali
2010 |
Ferie a
Pentecoste 2010 |
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03.08 - 14.09 |
02.11 - 07.11 |
24.12 - 05.01 |
15.02 - 20.02 |
29.03 - 10.04 |
25.05 - 05.06 |
Prendiamo a
confronto la regione Lazio:
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Ferie estive
2009 |
Ferie autunnali
2009 |
Ferie natalizie
2009 |
Ferie invernali
2010 |
Ferie pasquali
2010 |
Ferie a
Pentecoste 2010 |
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13.06 - 13.09 |
-- |
23.12 - 06.01 |
-- |
29.03 - 06.04 |
-- |
A ciò si
aggiungano, ad esempio, l’1/11 (tutti i santi), l’8/12 (concepimento di Maria),
il 25.04 (festa della liberazione), l’1/05 (festa del lavoro), il 10/05 (festa
della mamma), il 2/06 (festa della repubblica) e le feste patronali. Il 27/12
(santo Stefano) e il 31/12 (capodanno) rientrano nelle ferie natalizie. Il 15
d’agosto è compreso nelle ferie estive. In ogni modo anche le altre nazioni
hanno giorni particolari civili e religiosi da festeggiare; ci risparmiamo la
lista.
Come si vede,
il primo problema è la distribuzione delle ferie durante l’anno scolastico e la
lunga pausa estiva.
2.2. IL
RIADATTAMENTO AI RITMI: È chiaro che un ragazzo di 9 anni, che ha
trascorso tre mesi nella completa libertà dalla scuola, veda traumatico o noioso
il ritorno in ritmi e occupazioni coercitivi, che non lasciano tempo e spazio
all’autodeterminazione, al gioco e alla fantasia.
Non
drammatizzerei più di tanto, visto che ci troviamo all’inizio dell’anno
scolastico. Anche gli adulti, che ritornano al lavoro dopo un periodo di
vacanze, hanno lì per lì uno choc di riadattamento e vedono nel lavoro una
prigione o una noia.
È probabile anche che la scuola non sia per lui veramente uno stimolo a causa
del fatto che gli insegnanti non sappiano trasmettere uno spirito di entusiasmo,
di passione e di scoperta. Può darsi che le maestre adattino il programma ai più
deboli della classe e non ad alunni perspicaci come lui, che hanno bisogno di
sfide maggiori, per non annoiarsi. Può darsi comunque che fra non molto il ritmo
scolastico si sarà stabilizzato e tutto sarà più «normale». Allora può darsi che
non ci sarà più luogo e tempo per la noia.
2.3. IL
SEGNALE AI GENITORI: È probabile che il segale della noia non valga
tanto per le maestre quanto per i genitori. Annarita è impegnata col suo lavoro
e Sandro col suo corso professionale; certamente cercano d’essere genitori
premurosi e attenti. Per capire la particolare situazione di Simone,
bisogna tener presente quanto segue. Davide, il fratello maggiore, è adolescente
e riesce abbastanza bene in ciò che fa (p.es. liceo scientifico d'indirizzo linguistico,
il conservatorio, gruppo musicale). Samuele ha
appena compiuto tre anni, prende pressoché tutta l’attenzione dei genitori e,
quando c’è, si vede e si sente, a causa del suo carattere forte, esuberante e
per certi aspetti prepotente. Simone è un secondogenito e, come tale, sta
già all’ombra di un fratello maggiore, ma qui si aggiunge che è costretto di
stare all’ombra anche del fratello minore (i terzogeniti si comportano in genere
come primogeniti di fatto); posso immaginarmi perciò che si senta come un coccio di creta fra vasi di
metallo, fra il primo e l’ultimo figlio. Per esperienza so che un secondogenito
si trasforma (parla, comunica, ecc.) non appena manca il primogenito; ma quando
un terzogenito è così colonizzatore dei genitori ed è pressoché sempre
presente, non ha possibilità di fiorire neppure per brevi momenti.
Simone cerca in tutti i modi di tener testa a tutte e due, ha un grande amor
proprio, è tenace, pensa di potersi sempre arrangiare nella vita (magari sviluppando certe
furbizie nascoste), ha una grande dialettica, è facile a ritenersi ferito e trattato ingiustamente, e così
via.
In
genere, tutti i genitori
rischiano d’occuparsi dei figli che reclamano di più e trascurano,
volenti o nolenti, quelli che credono che ce la possono fare da soli; se poi
hanno delle continue apprensioni per i figli, esse determineranno i loro
comportamenti. Probabilmente Annarita e Sandro
dovrebbero dare più responsabilità a Davide, il figlio
maggiore (la maggiore età arriva prima che si pensi!), sia in casa
(collaborazione, aiuto ai fratelli, ecc.), sia fuori casa (autonomia, ecc.). Dovrebbero anche frenare «l’esproprio» da parte di Samuele,
l’ultimo figlio. Inoltre dovrebbero dare ogni giorno un po’ di tempo a Simone,
seguendolo nelle sue attività e nelle sue trasformazioni legate all’età; è
probabile che lo facciano già, ma dovrebbero aiutarlo con regole precise e
presenza diretta nella cosa che attualmente fa con poca passione: i compiti.
Questi ultimi diventano una tribolazione quotidiana, proprio perché egli si
distrae volentieri e fa tutt'altro; come detto, qui ci vuole una presenza
diretta durante i compiti e regole chiare (p.es. «Finché non hai finito, non
puoi fare...»).
È probabile
quindi che quella della «noia» sia solo un segnale ai grandi per dire che ha
difficoltà legate all’età, per essere seguito più personalmente, per ricevere
ordine mediante regole chiare, per ingranare
la marcia giusta nella nuova situazione scolastica ed esistenziale, per essere
incoraggiato a mettercela tutta e a farcela, per…
2.4. ASPETTI
BIBLICI: Inutile fare
qui tutta una disamina biblica sui doveri dei genitori e dei figli. Cito
un solo verso che è tutto un programma: «Inizia il fanciullo
secondo la sua via; non se ne discosterà neanche quando sarà
anziano» (Pr 22,6). Il verbo ebraico chanak significa «inaugurare,
iniziare». I genitori devono dare ai figli la guida nei diversi aspetti della
vita non secondo un metodo valido per tutti, ma secondo la loro propria
indole personale; se faranno così, daranno loro un bagaglio di saggezza e i
timor di Dio che li accompagnerà l’intera vita.
2.5. INVITO
AL DIALOGO: Mi fermo qui, sperando che possano intervenire altri
di ambedue i sessi con la loro esperienza di genitore, di educatore, di
pedagogo, di maestro e «psicologo» infantile. Anche Annarita e Sandro possono
certamente, dopo aver meditato su quanto scritto, dare il loro parere su questa
analisi e sugli eventuali interventi altrui.
►
Noia a scuola, segnale ai genitori? Parliamone
{Nicola Martella} (T)
Rubriche utili:
►
Riuscire nella vita: Genitori e figli
►
Società: Famiglia
►
URL di origine:
http://puntoacroce.altervista.org/Artk/1-Noia_scuola_genitori_GeR.htm
07-10-2009;
Aggiornamento: 12-10-2009
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