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Emiliano Musso, dopo
la lettura dell'articolo
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Voglia di profeti e veggenti,
si è sentito in obbligo di testimoniare in prima persona dei fatti relativi a Bob Hazlett.
Nicola Martella,
analizzando tale testimonianza diretta, prende l'occasione per
fare alcune osservazioni e alcuni approfondimenti.
Sia il lettore stesso ad approfondire ulteriormente le questioni e a trarre le
sue eventuali conclusioni.
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1. La testimonianza
{Emiliano Musso}
▲
Buongiorno Nicola, Le scrivo a seguito della pubblicazione del suo articolo su
Bob Hazlett, anzitutto per ringraziarla per la divulgazione di queste
informazioni, che saranno sicuramente d’aiuto a molti nel porsi quesiti a mio
avviso fondamentali quando si considerano tematiche come questa.
Personalmente, a causa d’alcune coincidenze che mi hanno portato in una
data chiesa, ho avuto modo di vedere all’opera — ahimè — questo
«profeta». La mia testimonianza in merito non è sicuramente favorevole come
altre: ciò che ho visto, ma soprattutto sentito, mi è stato sufficiente per
andare con la mente agli ammonimenti scritturali sugli ultimi giorni, e sui
figuri che si trovano a operare in questo contesto.
Particolarmente ilare, se non fosse d’una tristezza infinita, è stato un
momento in cui il «profeta» ha presentato un CD contenente dei brani scritturali
messi in canto, che si riferiscono alle guarigioni compiute dal Signore e dagli
apostoli. Secondo Hazlett, questo CD «ha causato» la guarigione di molte persone
— e il disco che stringeva in mano sarebbe andato, quella stessa mattina, a
qualcuno che lo Spirito Santo gli avrebbe indicato come bisognoso. Assegnato
questo CD, si è però premurato d’avvisare che nella sua automobile ne aveva
diverse scatole, e tutti quelli che non lo avevano ricevuto potevano richiederlo
per una cifra irrisoria. Ancora oggi, mi domando perché non me ne sia andato
seduta stante.
Ma il fatto d’essere rimasto mi ha permesso di valutare fino in fondo se
tutto dipendesse da un mio pregiudizio o meno. L’impressione iniziale non è
stata però smentita. Quando è iniziata la «predicazione» (e un attore di teatro
non avrebbe saputo inscenarla meglio), è stato un pugno allo stomaco sentire
come Hazlett definisca sorpassata la rivelazione biblica, desiderando invece di
ricevere quelli che chiama «i miracoli del 2007»! Assolutamente in barba a
qualsiasi criterio d’analisi delle Scritture, poi, ha «profetato» un risveglio
il quale sarebbe partito proprio dall’Italia... utilizzando il solo testo d’Atti
10 sulla conversione di Cornelio, e collegando i due avvenimenti più o meno
così: «Come il risveglio d’allora è partito da un italiano, anche oggi sarà
così» (molto tirato, a parer mio, il considerare la conversione di Cornelio come
l’inizio d’un risveglio: la chiamata del Signore è sempre e comunque personale).
Inoltre, per non rischiare smentite ha adottato la tattica più semplice ma più
efficace possibile: i presenti (membri della chiesa che lo ospitava) sono stati
avvertiti dell’opposizione che «altre chiese» avrebbero riservato loro.
Queste «chiese nemiche» sono state apostrofate nei modi più comuni che il
carismaticismo adotta: «chiese morte», «chiese tradizionaliste»
(quindi destinate alla morte), «chiese che non ascoltano lo Spirito»
(quindi sulla via della morte), e così via (ma sempre con la morte come costante
— o fissazione).
Non voglio poi approfondire il momento in cui ha profetato persona per
persona, perché molto ci sarebbe da dire anche in questo caso. Mi limito a
sottolineare come Hazlett faccia un pesante uso della frase «Il Signore dice»
(che non conosca Gr 23?), senza quell’umiltà che un uomo, sapendosi fallibile,
dovrebbe avere nel comunicare qualcosa che ritiene venire da Dio (e che comunque
potrebbe essere stato «mal capito»). Inoltre, pur volendo guardare oltre (ed è
una gran concessione), come si può pensare che lo Spirito Santo, se davvero
presente, non abbia niente da correggere in nessuno? Eppure, è andata proprio
così: la «profezia più banale» riguardava lo sviluppo d’un gigantesco ministero,
che avrebbe portato a un incremento di conversioni e d’affluenza nelle
rispettive chiese nell’ordine di migliaia di persone, come se il traguardo d’una
vita cristiana fosse racchiuso nel raggiungimento degli stessi obiettivi che
offre il mondo secolare. Non un solo astante ha ricevuto parole di correzione
per comportamenti magari da rivedere, o d’esortazione per situazioni difficili.
Nulla di nulla: una chiesa di presunti superman spirituali.
Sono felice d’essere stato risparmiato da questa parte di «show»: ho notato
più volte lo sguardo torvo di Hazlett, probabilmente non gli andava il fatto che
non fosse presente in me quello stato d’estasi non meglio definibile che ha
portato un’intera comunità ad abbassare la guardia davanti a una situazione del
genere. Questo purtroppo è ciò che abbonda oggi: la chiesa del «voglio
vedere, toccare, sentire». Una chiesa che brama e insegue la catarsi, poco
le importa se così facendo non è fedele al suo «primo amore». Una chiesa
che, concluso lo show, si prodiga nella «corsa al santone»: una coda
interminabile di persone che vogliono ancora ricevere dal profeta di turno delle
parole che facciano sentire «speciali».
C’è davvero da pregare che il Signore usi misericordia verso tutti coloro
che sono e saranno raggiunti da simili «ministri», affinché, parafrasando
l’apostolo Paolo, «non siano più sballottati e portati qua e là da ogni vento
di dottrina per la frode degli uomini, per l’astuzia loro nelle arti seduttrici
dell’errore». {24-10-2007}
2. Osservazioni e riflessioni
{Nicola Martella}
▲
Ecco alcune elementi che colgo analizzando la testimonianza diretta di Emiliano
Musso. Questa diventa anche l’occasione per alcuni approfondimenti.
■ Feticismo: Un oggetto (qui un CD) che avrebbe causato la
guarigione di molte persone, rientra nel campo della superstizione e
precisamente del feticismo. Un «feticcio» è un oggetto ritenuto carico di
energie spirituali a causa della sua particolare provenienza (luogo, persona) o
del particolare rito a cui è stato assoggettato. Non mi dilungo qui
ulteriormente avendo affrontato la questione nell’articolo «La superstizione e
la Bibbia» (La lieve danza delle tenebre), pp. 301-307; e particolarmente
nell’articolo «Alcune forme di superstizione», pp. 309-318 (amuleti). Come nel
campo degli amuleti esoterici e in quelli religiosi, anche qui il «CD
miracoloso» è servito da reclame per vendere la propria merce!
■ Rivelazione obsoleta: Non è inconsueto ascoltare dalla bocca di
chi ritiene di ricevere «nuove rivelazioni» che la Rivelazione scritturale sia
ormai sorpassata! Basta leggere varie pubblicazioni carismaticiste per
rendersene conto. Che bisogno si può mai avere di un’attenta e rigorosa analisi
biblica, se si può parlare a tu per tu con Dio Padre, con Cristo, con angeli e
demoni, eccetera? La sacra Scrittura viene usata poi soprattutto come
«trampolino di lancio» per le cose nuove che si vorranno dire «da parte di Dio»!
Si sarà sbagliato Gesù Messia, quando all’interno della sua rivelazione ha messo
in guardia: «Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno»
(Mt 24,35). Si sarà sbagliato il Signore dell’Apocalisse, quando diede l’ultimo
severo avvertimento a non aggiungere o togliere alcunché alle «parole della
profezia di questo libro», minacciano immani pene (Ap 22,18s).
■ Il risveglio: In tutti i libri dei carismaticisti, famosi o meno,
si trovano visioni e predizioni, in cui Dio avrebbe mostrato loro un’incredibile
risveglio, che sarebbe partito dall’Europa o da uno di questi paesi e che si
sarebbe attuato nel giro di pochi anni e che avrebbe raggiunto tutto il mondo.
Chi non ricorda simili predizioni circostanziate e incombenti (delimitate a
pochi anni), contenute nei libri di Paul Yonggi Cho (cfr.
Carismosofia, p. 33) e di altri leader
carismatici? Quando le cose non si sono poi avverate, non si sono mica ravveduti
e non hanno chiesto perdono al Signore e alle chiese per tale «falsa profezia»!
L’unico vero «risveglio» che assistiamo da anni, è quello esoterico; e la cosa
triste e drammatica è che sta prendendo piede anche nelle chiese, per preparare
il terreno all’apostasia finale.
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Per l’approfondimento cfr. in Nicola Martella (a cura di), Escatologia
fra legittimità e abuso.
Escatologia 2
(Puntoto°A°Croce, Roma 2007), l’analisi di
alcune opere sulla fine dei tempi, pp. 139-221.
Sul risveglio esoterista rimando a vari articoli in Nicola Martella,
Dizionario delle medicine alternative,
Malattia e guarigione 2 (Punto°A°Croce, Roma 2003). |
■ Chiese nemiche?: Una delle caratteristiche dei carismaticisti è
l’allergia contro osservazioni, obiezioni e critiche. L’etere
carismaticista li fa sentire fieri e orgogliosi al punto di diventare giudici
implacabili verso i «diversi» da loro. La prima cosa che si (e ti) chiedono è se
hai lo Spirito Santo (come se fosse una merce), ma intendono se hai fatto
esperienze estatiche o mistiche particolari. Per loro ciò che non ha euforia ed
eccitazione entusiastica, è spiritualmente morto, sebbene abbia il frutto dello
Spirito e si tenga strettamente alla Parola, o per lo meno è in via
d’estinzione.
Il NT non parla mai di «chiese nemiche». Non afferma neppure che la qualità
dei credenti sia stabilito dai carismi che posseggono, ma dal frutto dello
Spirito e dall’ubbidienza alla Parola di Dio. Il NT parla invece di
«super-apostoli» che sono entrati nella chiesa di Corinto, l’hanno tenuta in
scacco col loro gnosticismo, denigrando per di più Paolo stesso (2 Cor 11,5;
12,11). Paolo non ebbe remore a chiamare tali gnostici come segue: «codesti
tali sono dei falsi apostoli, degli operai fraudolenti, che si travestono da
apostoli di Cristo» (2 Cor 11,13).
Nell’Apocalisse Gesù, scrivendo lettere a sette conduttori di chiese, non
descrisse nessuna di queste comunità — anche quelle spiritualmente peggiori —
come «nemiche». I nemici egli li denunziò chiaramente: i seguaci di Balaam e dei
Nicolaiti, la falsa profetessa Jezabel, i Giudei gnostici (cfr. Ap 2,6.9.14s.20;
3,9).
■ Il Signore dice: Da Pentecoste in poi l’espressione «il Signore
dice» non viene assolutamente mai usata per introdurre il discorso che un
credente indirizza a un altro singolo o a una chiesa locale. Non si troveranno
neppure espressioni come «così dice / parla il Signore». Neppure in At 9,15ss,
dove mi sarei aspettato che Anania lo dicesse a Saul da parte del Signore Gesù,
non c’è. Quindi l’uso di tale frase tipica dei profeti dell’AT all’interno
dell’allora teocrazia è un anacronismo e un abuso di potere.
Nel NT vale soltanto: «Parlino due o tre profeti, e gli altri giudichino
[…] 32e gli spiriti dei profeti son sottoposti ai profeti» (1 Cor
14,29.32). Come già detto «profeta» nel NT è chi proclama e non predice.
La livella per giudicare le parole dei «profeti» è la Parola di Dio ed è con
essa che bisogna correggere i «profeti» che sbandano e che sballano.
■ Il terreno fertile per i medium: Perché gli «unti», iniziati o
medium, ossia i «canali» di uno «spirito guida», agiscano, sono i seguenti:
passività (abbassamento del livello di controllo mentale su se stessi), stato
alterato della psiche (eccitazione entusiastica; ciò abbassa anche il livello di
controllo sui fatti esterni), ricettività e attesa. Questi meccanismi
psicologici avvengono sia in campo occulto-esoterico, sia in campo mistico, sia
in campo carismaticista.
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Per l’approfondimento della «passività» e dei fenomeni connessi cfr. Nicola
Martella,
La lieve
danza delle tenebre (Veritas, Roma 1992), p. 86
(nota 6). 92s.98 (nota 9). 145.149s.163.
Cfr. Nicola Martella, «Passività e coercizione»,
Carismosofia
(Punto°A°Croce, Roma 1995), pp. 60-68. |
Quando la mente ha raggiunto tale stato mediante monotonia e attesa (a ciò aiuta
spesso la musica ritmica, ripetitiva e lungamente suonata), «l’unto» o medium
è capace di portare un’intera massa in uno stato simile all’ipnosi o al sonno
lucido (mesmerismo). Si pensi qui al mesmerismo usato da Benny Hinn.
| Per l’approfondimento cfr. in Nicola Martella,
Dizionario delle medicine alternative,
Malattia e guarigione 2 (Punto°A°Croce, Roma 2003), gli articoli:
«Ipnosi», pp. 251-258; «Magnetopatia», pp. 282s; «Mesmer Anton», pp. 334s;
«Mesmerismo», p. 335. |
■ La corsa al santone: Mentre Giacomo comanda di chiamare in caso di
«debolezza» i propri conduttori (Gcm 5) e comanda a questi ultimi di «pascere il
gregge» che è stato affidato loro, la mentalità superstiziosa e feticista verso
cose e persone, fa peregrinare i credenti senza radice spirituale e morale da un
«unto» a un altro, da una «santone» a un altro, da un «guaritore» a un altro… a
un altro più potente che finalmente darà loro, così si aspettano, ciò che manca.
Così si fa nel mondo e nella religione, così fanno da cristiani! Così gli
«unti», i «santoni», i cosiddetti «profeti di Dio», eccetera, diventano feticci
viventi! E questo dà loro solo prestigio e potere di vario genere. Chi oserà mai
riprendere un tale «unto», da cui parlerebbe Dio stesso!? Chi contesterà mai a
tele «santone» le sue immoralità e i suoi arricchimenti indebiti? Chi rinfaccerà
mai a tale «apostolo» o «profeta» le sue false dottrine e le sue predizioni
circostanziate che non si sono avverate.
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Bob Hazlett: due tesi a confronto
{Andrea Merli - Nicola Martella}
(T/A)
►
Parlando di profeti e veggenti
{Nicola Martella} (T)
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URL di origine:
http://puntoacroce.altervista.org/Artk/1-Hazlett_testim_riflex_Oc.htm
25-10-2007;
Aggiornamento:
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