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1.
Riscoperto per l’ennesima volta?
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2.
Che cosa c’è di «nuovo»?
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3.
Lo gnosticismo di sempre
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4.
Il confronto con la sacra Scrittura
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5.
Quando le pulci diventano elefanti
Clicca sulle frecce iniziali per andare avanti e indietro.
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1.
RISCOPERTO PER L’ENNESIMA VOLTA?:
La National Geographic Society ha ultimamente
annunciato la traduzione del «Vangelo di Giuda». Si tratta
di un fragile manoscritto di 26 pagine, risalente al 300
dopo Cristo, scritto in copto, la lingua allora in uso in
Egitto; il manoscritto sarebbe una traduzione dell’originale
greco, redatto un secolo prima.
Il 6 aprile del 2006 il manoscritto fu
presentato a Washington dal
National Geographic, dalla Maecenas Foundation for Ancient
Art e dal Waitt Institute for Historical Discovery.
Questo vangelo gnostico
riabilita Giuda Iscariota.
L’uomo che, secondo il NT e la tradizione antica, vendette
Gesù, qui fu presentato come il suo discepolo più fedele.
Infatti da tale testo gnostico risulta
non solo che
Giuda non tradì Gesù, ma che
sarebbe stato lo stesso Cristo a ingiungergli
di farlo arrestare. La morte
avrebbe significato la liberazione dalla prigione del corpo
(scarnificazione), cosa che gli avrebbe consentito di
realizzare la propria divinizzazione. Come si vede, si
tratta di puro gnosticismo.
Secondo alcuni esso
sarebbe un testo destinato a fare discutere storici,
religiosi e filosofi e che
riaprirebbe il dibattito storico e religioso
sull’Iscariota; secondo altri non c’è
nulla di nuovo sotto il sole. Intanto l’evento ha
suscitato un gran clamore e accese polemiche fra teologi e
studiosi di varie discipline. Le pubblicazioni annunciate
dalla National Geographic Society certamente le
rinfocoleranno, ma ciò farà risuonare anche le casse.
Uno degli esperti che hanno
curato l’operazione è Gregor Wurst, professore di Storia
ecclesiastica e patristica all’Università tedesca di
Augsburg. Secondo lui Vangelo di Giuda nella versione greca
sarebbe stato scritto fra il 100 e il 180 d.C., mentre la
versione copta risalirebbe al 3°-4° secolo. Poiché tale
vangelo apocrifo citò gli Evangeli canonici, non può essere
stato scritto prima dell’anno 100 d.C. Il Vangelo di Giuda
fu menzionato da Ireneo, vescovo di Lione (2° sec.), che
mise in guardia contro di esso. A quel tempo c’erano molti
vangeli apocrifi, che i cosiddetti «padri della chiesa»
accusavano di eresia.
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2.
CHE COSA C’È DI «NUOVO»?:
Questo manoscritto inizia così: «Il racconto segreto
della rivelazione fatta da Gesù a Giuda Iscariota nel corso
di una settimana, tre giorni prima la celebrazione della
Pasqua». Nei circoli gnostici, in cui il
manoscritto era nato, fu dato a Giuda un ruolo differente da
quello che gli Evangeli canonici gli attribuirono. Il
traditore più odiato della storia,
che per 30 denari voltò le spalle al suo Maestro, fu
trasformato nel più fedele discepolo
del Nazareno, nell’uomo di fiducia: egli consegnando
Gesù alle autorità, sarebbe stato semplicemente
l’esecutore di una richiesta che lo
stesso Gesù gli avrebbe rivolta.
■ Che cosa c’è di così inedito?: Alcuni commentatori,
presentando la «novità», affermano che esso fornirebbe
informazioni inedite su Giuda Iscariota. Ma che cosa c’è di
veramente inedito? Gli evangeli apocrifi (così chiamati
perché circolavano di nascosto) e pseudoepigrafi (erano
falsamente attribuiti a una persona autorevole del NT) erano
strapieni di tali segreti «misteri», rivelati solo agli
«iniziati» dello gnosticismo.
■ Un singolare parallelo: Già l’argentino Jorge Luis
Borges mostrò nel suo intrigante libro «Finzioni»,
che amava giocare con la teologia, la metafisica, i
labirinti e i miti. In tale opera compare un articolo del
1944 dal titolo «Le tre versioni di Giuda», in cui analizza
l’ardita tesi che Nils Runeberg, eminente teologo
protestante svedese, formulava decenni prima nel suo «Kristus
och Judas»: Giuda Iscariota sarebbe stato lo specchio di
Gesù. In tale libro, pubblicato per la prima volta nel 1904,
Runeberg asseriva che «non una sola, ma tutte le cose che la
tradizione attribuisce a Giuda Iscariota sono false». Già
allora tutte le confessioni cristiane considerarono
intollerabili le sue teorie, lo sconfessarono e lo bollarono
d’eresia.
Secondo Runeberg Giuda Iscariota avrebbe intuito, unico tra
gli apostoli, la segreta divinità del Maestro, il dilemma in
cui Gesù si trovava, il terribile proposito e la sua
tremenda missione del Cristo. Consapevole che il Verbo si
era abbassato alla condizione di mortale, decise di tradire
il suo Maestro, sebbene conscio che ciò lo avrebbe bollato
con la peggiore delle infamie e gli avrebbe recato per
sempre la più grande riprovazione. Secondo tale tesi, Giuda
avrebbe agito in estrema abnegazione, «con gigantesca
umiltà», praticando così «l’abuso di fiducia e la
delazione», pur di vedere realizzata la «felicità del
Signore».
Nella terza edizione, estremizzò la sua visione fino a
considerare Giuda come specchio di Cristo. Borges sintetizzò
così il pensiero di Runeberg: «Dio, per salvarci, avrebbe
potuto scegliere uno qualunque dei destini che tramano la
perplessa rete della storia; avrebbe potuto essere
Alessandro o Pitagora o Rurik o Gesù; scelse un destino
infimo: fu Giuda». Borges ipotizzava quindi non solo che
Giuda rispecchiasse in qualche modo Gesù, ma che il vero
Gesù fosse proprio Giuda, un dio fattosi così umano da
commettere la bassezza più degradante, con il fine di
esaltare la figura di Gesù e salvare gli uomini. Borges
affermò che Runeberg avesse affermato nella versione del
1909 che Dio, per salvare l’umanità, lungi dal limitare ciò
che soffrì all’agonia d’un pomeriggio sulla croce
(considerando ciò una bestemmia), in realtà si sarebbe fatto
uomo fino all’infamia, alla dannazione e all’abisso, e
avrebbe scelto un destino infimo: sarebbe stato Giuda.
Perciò la concezione presentata dal cosiddetto «Vangelo di
Giuda» non è nulla di nuovo, ma è una delle tante varianti
gnostiche dei primi secoli (si veda lo stesso ribaltamento
delle parti nella visione gnostica di Gn 3). Il testo copto
appena tradotto sembra proprio borgesiano. In questo vangelo
gnostico il Maestro dice a Giuda: «Allontanati dagli altri
perché a te rivelerò il mio mistero». Ciò sembra un riflesso
del Giuda di Borges, e viceversa.
■ Una revisione già in corso da tempo: Da «Jesus
Christ Superstar» in poi e in alcuni film su Gesù traspare
la volontà di redimere Giuda e addirittura di renderlo
consapevole strumento e collaboratore di un piano divino. In
«Jesus Christ Superstar» Giuda dice: «And remember / I’ve
been your right hand man all along» (E ricorda / che sono
sempre stato il tuo braccio destro). Il cosiddetto «Vangelo
di Giuda» non rappresenta quindi una tale «inedita novità»,
ma solo un’abile manovra mediatica per fini di marketing.
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3.
LO GNOSTICISMO DI SEMPRE:
Secondo lo studioso
Gregor Wurst, l’autore del «Vangelo di Giuda» era
probabilmente uno gnostico greco. Il filone gnostico
contestava la visione giudaico-cristiana di un Dio
onnipotente e benevolo che aveva creato il mondo per fini
positivi. Gli gnostici consideravano il creato e il proprio
corpo come una prigione maligna, dalla quale l’uomo liberava
il proprio essere divino in parte mediante la spiritualità
mistica e specialmente attraverso la morte.
Lo gnosticismo, rivolgendosi ai soli «iniziati», intendeva
svelare loro una «rivelazione segreta», i «misteri»
profondi. Abbiamo visto che fu proprio così che tale
manoscritto iniziò. Secondo tale sedicente vangelo, il
Cristo si sarebbe rivolto a Giuda
con queste parole: «Tu supererai tutti loro. Tu farai sì che
venga sacrificato l’uomo entro cui sono. A Te rivelerò i
misteri del regno, un regno che raggiungerai ma con molta
sofferenza».
Gesù venne fatto figurare come una specie di «maestri di
misteri» gnostici (santone, guru) che svelò unicamente al
suo intimo «iniziato», Giuda,
la sua vera identità e tutti i misteri del cielo, della
terra e della creazione.
Il Cristo apocrifo gli predisse che avrebbe avuto un ruolo
chiave nella salvezza del mondo intesa gnosticamente come
divinizzazione dell’uomo. Si noti
che l’espressione «l’uomo entro cui sono» era tipica dello
gnosticismo antico e si ritrova anche in quello moderno
(cfr. New Age, misticismo, spiritualismo esoterico,
religioni orientali), secondo cui il corpo è solo una
prigione per lo spirito umano.
Il Gesù gnostico non chiese a
Giuda di tradirlo, ma di sacrificare l’uomo.
In modo tipico del misticismo, Giuda avrebbe aiutato
Gesù ad affrancarsi del suo corpo terreno,
che lo imprigionava,
perché potesse liberare la sua entità spirituale, la sua
essenza divina. La via non era quella della risurrezione del
corpo, ma della scarnificazione, ossia l’eliminazione
del corpo (già l’incarnazione era per gli gnostici uno
scandalo). Giuda sarebbe
diventato così — dal traditore malvagio del NT — lo
strumento attraverso cui si sarebbe realizzata la volontà di
Gesù.
Il simbolismo gnostico pervade ciò che i personaggi
affermano e fanno; la posizione speciale di Giuda era quella
dell’«iniziato» nella «religione dei misteri» che doveva
ricevere «l’illuminazione mistica» (cfr. buddismo). Infatti
il Gesù apocrifo disse a Giuda: «Allontanati dagli altri
[discepoli], a te rivelerò i misteri del regno. Un regno che
raggiungerai, ma con molta sofferenza. Ti ho detto tutto.
Apri gli occhi, guarda la nube e la luce che da essa emana e
le stelle che la circondano. La stella che indica la via è
la tua stella». E Giuda «aprì gli occhi, vide la nube
luminosa e vi entrò».
Tipico dell’«iniziato speciale» è la solitudine di vertice e
l’incomprensione da parte degli altri affiliati. Nel vangelo
gnostico Giuda sarebbe diventò il discepolo maggiore e
decisivo, strumento mediante il quale Gesù di Nazaret
avrebbe raggiunto la scarnificazione e la
divinizzazione. Giuda avrebbe affermato in una visione:
«Vidi me stesso mentre i dodici discepoli mi prendevano a
sassate e mi perseguitavano». Gesù gli avrebbe
preannunciato: «Sarai maledetto per generazioni, ma regnerai
su di loro».
Il «Vangelo di Giuda» fu
menzionato da Ireneo (Adv. haeres. 31,1) e da
Epifanio (Adv. haeres. 38,1) e fu da loro attribuito
ai Cainiti. Questa setta gnostica pretendeva di discendere
direttamente da Caino (per la Bibbia solo Noè e la sua
famiglia si salvarono dal diluvio). Secondo Ireneo ed
Epifanio, i Cainiti giustificavano sia il fratricidio di
Caino sia il tradimento di Giuda, ritenendoli atti
indispensabili e previsti da Dio, per la caduta e
conseguente salvezza dell’umanità (i fatti della Bibbia
erano presentati in modo opposto). I Cainiti vedevano quindi
Giuda come uno strumento di salvezza e celebravano in suo
onore il mysterium proditionis, ossia il «mistero
del tradimento».
Il Dio dell’AT, il Creatore del mondo, non ci faceva una
bella figura, poiché per gli gnostici era solo un demiurgo,
un «dio minore» (il dio maggiore era quello manifestatosi
nel serpente per dare agli uomini la conoscenza di essere
dèi); per questo, fin dalla prima scena, il Gesù gnostico
rise dei suoi discepoli che pregavano tale Dio.
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4.
IL CONFRONTO CON LA SACRA SCRITTURA
■ Giuda:
Riportiamo quanto detto specialmente da Matteo, poiché Marco
e Luca affermano all’incirca le stesse cose. Egli parlò di «Giuda
l’Iscariota, quello stesso che poi lo tradì» (Mt 10,4) e
di «Giuda, che lo tradiva» (26,25). Giovanni riportò
che Gesù disse di Giuda «che
lo doveva tradire»: «Non ho io scelto voi dodici? Eppure,
un di voi è un diavolo» (Gv 6,70s). Giovanni definì
Giuda Iscariot, «che stava per tradirlo», un «ladro»
che «tenendo la borsa, ne portava via quel che vi si
metteva dentro» (Gv 12,4.6). Fu lui ad andare dai capi
sacerdoti per contrattare il prezzo perché lo consegnasse
loro (Mt 26,14s). Luca aggiunse che prima di farlo, «Satana
entrò in Giuda, chiamato Iscariota, che era del numero dei
dodici» (Lc 22,3). Similmente fece Giovanni (13,2),
riportando pure l’annuncio del tradimento (v. 21; Mt 26,21)
e che Satana entrò in lui dopo aver preso da Gesù il boccone
datogli (Gv 13,26s). Da quell’ora in poi, la questione non
era più se tradirlo, ma quando fosse il
momento opportuno per farlo (Mt 26,16), cosa che poi avvenne
(26,47). Sebbene fosse «uno dei dodici», era «colui che lo
tradiva» segnalandolo con un bacio (Mt 26,47ss). Dopo la
condanna di Gesù, egli fu chiamato «Giuda che l’aveva
tradito»: si pentì, riportò il denaro ai capi sacerdoti
e agli anziani, ammise di aver «peccato, tradendo il
sangue innocente» (Mt 27,3s). Visto il disinteresse dei
capi religiosi per la situazione e l’irrimediabilità del suo
atto, Giuda lanciò il danaro nel tempio, s’allontanò e andò
a impiccarsi (vv. 4s).
Il succo di questi fatti furono ricordati da Pietro, dopo
l’ascensione di Gesù al cielo, in occasione dell’elezione di
un degno sostituto per Giuda (At 1,15ss.25). Poi Giuda cadde
nell’oblio negli scritti del NT. Paolo parlò della «notte
che fu tradito» il Signor Gesù (1 Cor 11,23), ma non
ritenne opportuno menzionare il nome di Giuda.
Lo stesso Gregor Wurst,
uno degli esperti che hanno curato l’operazione di
traduzione, ammette che il «Vangelo di Giuda» non avrà un
grande impatto teologico, perché lungi dal trattarsi di un
documento storico sul rapporto fra Gesù e il discepolo, è
solo il punto di vista dello scritto apocrifo di uno
gnostico. Già il fatto che quest’ultimò citasse gli Evangeli
canonici, dimostra che, dal punto di vista storico, la fonte
originale e privilegiata delle notizie restavano i quattro
evangelisti canonici.
Facciamo notare
che i testimoni oculari
degli eventi della passione erano tanti. Luca stesso
analizzò attentamente le fonti, prima di scrivere i fatti
con ordine (Lc 1,1ss). Perciò perché fare tanto
scalpore per il racconto di uno gnostico del secondo secolo
che affermava il falso? E perché chiamarlo «Vangelo di
Giuda»? Quasi che l’abbia scritto prima di impiccarsi,
diciamo, per confondere un po’ le acque… Ma un uomo pentito,
angustiato, disperato e che medita di suicidarsi non scrive
una «buona novella».
■ La gnosi: Il fondatore della gnosi cristiana viene
considerato Simone il Mago, il quale dopo l’incontro-scontro
con gli apostoli (At 8), si recò a Roma dove propagò un
miscuglio fra cristianesimo, giudaismo, esoterismo e
paganesimo. Molti dei «miti giudaici» derivavano dalla gnosi
giudaica, contro cui gli apostoli mettevano in guardia (Tt
1,14; cfr. 1 Tm 1,4; 4,7; 2 Tm 4,4; 2 Pt 1,16). Paolo
raccomandando a Timoteo di custodire il «deposito» (ossia la
sana dottrina da lui insegnata), lo mise in guardia contro «le
profane vacuità di parole e le opposizioni di quella che
falsamente si chiama gnosi [= gr. conoscenza], della quale
alcuni facendo professione, si sono sviati dalla fede»
(1 Tm 6,20s). Nell’Apocalisse tale gnosi fu propagata dai
Nicolaiti (gr. nikolaitai let. «vincitori di
popolo»), le cui opere erano odiate dal conduttore della
chiesa di Efeso e da Cristo stesso (Ap 2,6). Il conduttore
della chiesa di Smirne invece tollerava «quelli che
professano la dottrina di Balaam» (ebr. ba`al`am
let. «vincitore di popolo»), chiamata anche «dottrina dei
Nicolaiti» (Ap 2,14s). Probabilmente erano gli stessi che in
Tiatiri tolleravano la «donna Jezabel, che si dice
profetessa e insegna e seduce i miei servitori perché
commettano fornicazione e mangino cose sacrificate agli
idoli» (Ap 2,20); i seguaci di questa santona,
professando questa dottrina, avevano conosciuto le
«profondità di Satana» (v. 24).
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5.
QUANDO LE PULCI DIVENTANO ELEFANTI:
Dopo il
successo editoriale del cosiddetto «Codice Da Vinci» di
Dan Brown,
altri hanno pensato bene di sfruttare il filone gnostico. La
strategia appropriata di marketing trasforma qualunque cosa
in una «gallina dalle uova d’oro», visto i tanti «polli» che
sono pronti ad abboccare. Infatti l’enorme successo
del romanzo di Dan Brown ha dimostrato che esiste un enorme
bacino di potenziali consumatori per questo genere di
prodotti.
■ Quando si bara: Sorprende che la National
Geographic promuova il cosiddetto «Vangelo di Giuda» non per
quello che è, ossia come uno dei tanti evangeli gnostici
dell’antichità, bensì come un autentico «vangelo perduto»,
scritto o dettato da Giuda Iscariota in persona, che
addirittura «cambierà la storia del cristianesimo».
■ Mire più materiali: Come mai una «società» così
seria, mostra così poca serietà? Perché, secondo gli
esperti, spera di avere una cospicua parte della torta
offerta dalla fanta-religione, imitando Dan Brown e altri
che ne hanno già abilmente cavalcato l’onda, traendone lauti
guadagni. La famosa e potente National Geographic Society è
costretta a guadagnare per forza, anche per recuperare il
milione di dollari sborsato alla Maecenas Foundation, per
poter sfruttare l’opera. La società geografica conta che la
sua campagna di marketing mondiale (il numero di maggio
della sua rivista dedicato esclusivamente al presunto
vangelo perduto, un documentario televisivo, ben due libri)
gli frutterà un sacco di soldi.
■ La Maecenas Foundation: Questa fondazione svizzera
si occupa d’arte antica e d’antiquariato. La scopritrice del
vangelo gnostico è Frieda Tchacos Nussberger, una signora di
65 anni. In uno dei libri della National Geographic («Il
vangelo perduto» di Herbert Krosney) questa antiquaria, come
ama presentarsi, afferma con uno slancio mistico: «Sono
stata scelta da Giuda per riabilitarlo, ho salvato
qualcosa di grande per l’umanità».
È interessante sapere che come ha scoperto Elisabetta
Povoledo, la corrispondente del New York Times a Roma, la
Nussberger possiede lati meno mistici: nel 2001 la donna fu
arrestata a Cipro, su richiesta della polizia italiana,
perché aveva trafugato dall’Italia delle antichità e le
aveva vendute a ignoti.
Sebbene sia stata condannata, la pena le venne sospesa: così
succede in Italia.
Sebbene tale vicenda non sia stata in relazione con il
vangelo di Giuda, essa fa apparire la signora come una
trafficante, attiva nel clandestino mondo di trafugatori e
contrabbandieri d’arte.
■ Un po’ di fatti di retroscena:
Il «Vangelo di Giuda» fu scoperta da contadini egiziani
negli anni Settanta in Egitto, nel deserto presso El Minya.
Finito nelle mani di mercanti di antichità, fu portato prima
in Europa e poi negli Stati Uniti. Rimane un mistero come il
documento sia stato esportato dall’Egitto, si ipotizza che i
trafficanti clandestini di materiale archeologico se lo
siano passato di mano in mano, facendo soldi, e proprio le
troppe mani degli affaristi lo hanno rovinato. Rimase per 16
anni in una cassetta di sicurezza a Hicksville (Long Island,
New York), poi nel 2000, «l’antiquaria» di Zurigo, Frieda
Tchacos Nussberger, lo acquistò da un altro anonimo
«mediatore». Subito dopo ella tentò di rivendere il «Vangelo
di Giuda» alla biblioteca Beincecke dell’Università di Yale,
ma l’affare non andò in porto perché il manoscritto non era
accompagnato dalla necessaria e obbligatoria documentazione,
che attestasse la regolare esportazione e proprietà
dell’opera archeologica. Nel 2001 la Nussberger riuscì a
vendere il testo a un altro anonimo «mediatore»
d’antiquariato dell’Ohio per 2,5 milioni di dollari. Poiché
tale «mediatore» non riuscì a completare i pagamenti, la
Nussberger tornò in possesso del manoscritto, ma l’uomo si
tenne diverse pagine del testo in proporzione ai soldi
pagati. Come si vede, trafficanti di pochi scrupoli hanno
fatto a pezzi quello che la National Geographic ha
presentato come il «vangelo scomparso che cambierà il
cristianesimo»!
Mario Roberty, avvocato esperto del settore le
consigliò che, per recuperare il manoscritto copto, fosse
necessario conferirne la proprietà alla Maecenas Foundation,
fondazione «culturale», di cui egli stesso era il fondatore.
Insieme bussarono alla National Geographic, che abboccò:
solo per poter utilizzare il suo contenuto (quindi senza
averne la proprietà) pagò un milione di dollari alla
Maecenas Foundation. È chiaro che essi tutti sperano che il
«vangelo scomparso» cambi specialmente le loro finanze!
■ Una faccenda sospetta: A detta dei critici, tutta
la faccenda puzza per almeno due motivi:
² 1) La National
Geographic presenta, in modo ingannevole, il «Vangelo di
Giuda» come scritto da Giuda, e il traditore come il
discepolo prediletto che aveva la piena fiducia di Gesù;
² 2) L’intera
faccenda è intrisa di furto, trafugamento e quattrini…
sembra proprio che venga evocato Giuda stesso, ma
stavolta non per soli trenta denari.
Una prima versione di
questo articolo è comparso nella rivista «Oltre» (Epamedia, Aversa maggio 2006),
pp. 18-21 col titolo «Il vangelo di Giuda. Riscoperto l’evangelo di Giuda: fatto
sensazionale o strategia di marketing?».
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URL di origine:
http://puntoacroce.altervista.org/Artk/1-Giuda_vangelo_Mt.htm
06-2006; Aggiornamento: 30-03-2008
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