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La questione della lettrice
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Mi sai dire esattamente cosa dice il giornale finlandese «Ammennusastia»? Io
sono d’origine finlandese e conosco anche bene il giornale cristiano. Secondo me
— SE (?) qualcuno interpreta le voci sentite sottoterra — anche se non vere,
potrebbe far sì che la gente incomincia veramente a cercare Dio, provando la
paura... Non lo so, ma vorrei sapere cosa dice il giornale esattamente! {Vappu
Kidd; 01-12-2007}
La risposta ▲
Consiglio alla lettrice di leggere l’intero articolo, se non
l’ha fatto, e non solo l’invito alla lettura che ha ricevuto. [►
Voci infernali dalle viscere della terra?]
Le sedicenti citazioni dei personaggi coinvolti che vanno in giro in internet,
provengono da traduzioni di un originale apparso su tale
giornale
finlandese «Ammennusastia». Nel mio articolo si trova il link
alla ricerca di Rich Buhler, che riporto
nuovamente qui: «Background
on the Drilling to Hell story». Il resto si può leggere lì in
dettaglio. L’articolo che ho messo in rete è una versione ridotta dell’originale
che ho scritto, dove ci sono molti più particolari; ma esso per ora non è a
disposizione dei lettori.
Partendo
dall’asserzione centrale della lettrice, la domanda che ci poniamo è questa: «Il
fine giustifica i mezzi?». Sembra che alcuni risponderebbero di sì, e cioè
anche tra i cristiani. Come stanno però le cose biblicamente parlando?
Gesù ha detto
che la verità ci rende liberi (Gv 8,32), non la paura, né
false storie inventate per fare effetto, né false interpretazioni di cose
inesistenti. Paolo mise in guardia i suoi collaboratori contro favole, leggende
e miti (1 Tm 1,4; 4,7; 2 Tm 4,4; Tt 1,14); così fece anche Pietro (2 Pt 1,16).
Poi è una questione di coerenza biblica. «O voi
fate l’albero buono e buono pure il suo frutto, o fate l’albero
cattivo e cattivo pure il suo frutto; perché dal frutto si conosce l’albero»
(Mt 12,33).
Paolo chiedeva
retoricamente: «Ma se per la
mia menzogna
la verità di Dio è abbondata a sua
gloria, perché sono io ancora
giudicato come peccatore?» (Rm 3,7). È chiaro che un figlio di Dio non può
procedere così, ossia non può usare menzogne per dare più gloria a Dio; e, in
fondo, prima o poi tutti i nodi vengono al pettine e ciò che è fatto nelle
tenebre, verrà alla luce. Purtroppo è proprio così che vogliono procedere alcuni
cristiani, volendo dare maggiore gloria a Dio mediante mezze verità o menzogne!?
Alcuni, per fare effetto, spacciano per «rivelazioni» divine quelle che
sono solo i propri desideri. Altri spacciano per «miracoli» delle mere
montature pur d’impressionare la gente. Altri ancora creano delle «notizie
sensazionali» ad arte nell’intento di smuovere le coscienze. Per loro sembra
che il fine giustifichi i mezzi.
L’apostolo
esortava i Corinzi a imparare a «praticare il “non oltre quel che è
scritto”» (1 Cor 4,6). Ciò che è prodotto dal «padre della menzogna» (Gv
8,44), non potrà mai servire alla diffusione della Verità, «perché
non c’è verità in lui». Gesù disse che «il
principe di questo mondo... non ha nulla in me» (Gv 14,30). Quando s’usano
— in modo cosciente o per mancanza di discernimento — delle menzogne inventate
ad arte per fare colpo sulla gente, non s’aiuta la Verità, ma la si fiacca e la
si spegne. Purtroppo vedo continuamente cristiani ingenui che mettono in giro
cose apparentemente sensazionali e non verificate; quante e-mail del genere
ricevo!
Il fine
(giusto) non giustifica i mezzi (sbagliati). Anzi ciò getta ombre su chi usa
tale metodo. Gesù ingiungeva: «Guarda dunque che
la luce che è in te non sia tenebra» (Mt 11,35). E Paolo
chiedeva ai Corinzi tra altre cose: «Quale
comunanza v’è fra la giustizia e l’iniquità? O quale comunione fra la luce e le
tenebre?» (2 Cor 6,14). E Giovanni concludeva in modo lapidario: «Tutto
quel che è menzogna, non ha a che fare con la verità» (1 Gv 2,21).
Nel NT sono
gli avversari dell’Evangelo e della Verità che con la menzogna «adescano
le anime instabili» (2 Pt 2,14), usando «discorsi
pomposi e vacui» (v. 18). Al massimo, come disse Paolo a Timoteo, costoro
sono coloro «che s’insinuano nelle case e
adescano donnicciole cariche di peccati, agitate da varie cupidigie, 7che
imparano sempre e non possono mai pervenire alla conoscenza della verità»
(2 Tm 3,6). È terribile quando coloro che vogliono essere seguaci della Verità e
della luce, si mettono a usare gli stessi metodi!
Persone
ingannate e che poi si rendono conto dell’inganno, non avranno più fiducia di
coloro che pretendono di predicare la Verità.
Per tali
motivi, Paolo — dopo aver esortato a «essere
invece rinnovati nello spirito della vostra mente, 24e a rivestire
l’uomo nuovo
che è creato all’immagine di Dio nella giustizia e nella santità che procedono
dalla verità» (Ef 4,23s)
— raccomandò: «Perciò, bandita la
menzogna,
ognuno dica la verità
al suo prossimo perché siamo membra gli uni degli altri» (v. 25).
I «figli della
luce» (2 Ts 5,5) devono combattere con armi di verità. Fanno quindi bene a
verificare le cose, prima di dirle pubblicamente, di scriverle e di metterle in
rete. Purtroppo, come disse Gesù stesso, i «figli di questo secolo,
nelle relazioni con quelli della loro generazione, sono più accorti dei figli
della luce» (Lc 16,8).
Ecco qui di
seguito alcune raccomandazioni finali. «La notte
è avanzata, il giorno è vicino. Gettiamo dunque via le opere delle tenebre, e
indossiamo le armi della luce»
(Rm 13,12).
«Perché
sebbene camminiamo nella carne, non
combattiamo secondo la carne; 4infatti
le armi della nostra guerra non sono carnali, ma potenti nel cospetto di Dio a
distruggere le fortezze; 5poiché distruggiamo i ragionamenti e ogni
altezza che s’eleva contro alla conoscenza di Dio, e facciamo prigioniero ogni
pensiero traendolo all’ubbidienza di Cristo» (2 Cor 10,3ss).
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URL di origine:
http://puntoacroce.altervista.org/Artk/1-Fine_mezzi_Ori.htm
06-12-2007;
Aggiornamento:
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