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1. LE QUESTIONI: La Bibbia è
chiaramente la Parola del Signore, la rivelazione progressiva del Dio vivente,
espressa in parole umane mediante i suoi testimoni. Ad esempio, l’intero Antico
Testamento era ritenuto da Gesù e dagli apostoli come autorevole
in tutta le sue parti, tanto che lo citarono come «sta scritto» ed espressioni
simili. L’apostolo Pietro affermò: «Abbiamo pure
la parola profetica, più ferma,
alla quale fate bene di prestare attenzione, come una lampada splendente in
luogo oscuro, finché spunti il giorno e la stella mattutina sorga nei vostri
cuori; sapendo prima di tutto questo: che nessuna
profezia della Scrittura procede da
vedute particolari; poiché non è
dalla volontà dell’uomo che venne mai alcuna profezia, ma
degli uomini hanno parlato da parte di
Dio, perché sospinti dallo Spirito Santo» (2 Pt 1,19ss).
Eppure, non
tutti i cristiani odierni sono convinti dell’autorità della Bibbia in tutte le
sue parti. Spesso, influenzati dal metodo storico-critico, svuotano parti della
sacra Scrittura mediante una critica interna. Questo liberalismo
teologico permette loro di attingere dalla Bibbia ciò che il proprio arbitrio
suggerisce; essi discriminano fra una parte o l’altra e, non di rado, mettono
una parte contro l’altra. Spesso tali cristiani nutrono un pregiudizio
programmatico verso la sacra Scrittura. Invece di adeguare se stessi alla parola
di Dio, se ne fanno arbitri e giudici.
Intervenendo
su un altro argomento, un lettore concludeva così: «Leggendo i “dieci
Comandamenti” e i Vangeli, si trova tutto spiegato chiaramente, soprattutto
se si leggono attentamente. E stiamo bene attenti, perché la Sacra Bibbia non
è tutta opera divina; quando leggiamo (per esempio) “occhio per occhio...”,
non è nostro Signore a dirlo!!! Letta la Torah, tutto il resto deve
essere accolto col dovuto beneficio d’inventario: disposizioni attribuite al
Signore, ma contrarie alla Torah, vanno tenute a distanza e studiate con
molta attenzione. Il Signore ci benedica e ci aiuti a comprendere appieno la
Sua Volontà». {Pier Vittorio De Zorzi; 8 giugno 2009}
2. OSSERVAZIONI E OBIEZIONI:
Pier Vittorio De Zorzi è un cattolico militante. [►
Deità di Gesù e autorità del NT? Parliamone 1
(10° contributo)]
Quanto da lui
espresso sopra, era chiaramente fuori tema rispetto all’argomento del dibattito
allora attuale. [►
Occultismo fra relativismo e Bibbia? Parliamone] Per questo l’avevo
stralciato. Inoltre tali affermazioni contengono questioni abbastanza poco riflettute ed espresse in
modo superficiale. Egli parte da un’errata concezione della norma dell’«occhio
per occhio», per poi finire per screditare la Scrittura mediante una critica
interna, usando un metodo abbastanza arbitrario e soggettivo. Si noti al
riguardo quanto segue.
■ Tale norma
dell’«occhio per occhio» si trova proprio nella Torà e cioè per ben tre volte e
in tre distinti libri! (Es 21,24; Lv 24,20; Dt 19,21).
■ Tale norma
non intendeva alimentare l’arbitrio, come falsamente si pensa, ma al contrario
mirava a limitare l’accanimento dei potenti verso i più deboli e mettere anche
fine alla rappresaglia spropositata e alla faida. La sanzione non era inflitta
dalla parte offesa, ma dai giudici.
■ In Matteo
5,38ss Gesù si presentò come il nuovo legislatore del regno e integrò la norma
della Torà mediante precetti per i suoi discepoli. Gesù non mise fuori uso tale
norma giuridica che, come detto, riguardava la funzione giudiziale e non
l’arbitrio del singolo. Il passaggio dalla teocrazia («Stato confessionale» d’Israele,
in cui c’erano giusti e iniqui) al regno di Dio in tutte le nazioni (i credenti
sarebbero stati sottomessi a legislazioni diverse da Paese a Paese) rese
necessaria una tale norma del Messia per i suoi discepoli (questi soltanto!). [►
«Occhio per occhio» o «porgi l’altra guancia»?]
Inoltre è molto
grave affermare che «la Sacra Bibbia non è tutta opera divina». Questo
rivela che l’amico cattolico non solo non aderisce al principio della «sola
Scrittura» della Riforma, ma neppure alla testimonianza stessa della Bibbia. Si
veda ad esempio:
■ «La
somma della tua parola è verità; e
ogni sentenza della tua giustizia dura in perpetuo» (Sal
119,160). Il Salmista riteneva (e lo cantava!) che la Parola di Dio, rivelata
fino a quel momento e contenuta nei sacri libri, era interamente verità!
■ «Ogni
Scrittura ispirata da Dio, è utile a insegnare, a riprendere, a
correggere, a educare alla giustizia» (2 Tm 3,16). L’apostolo Paolo non
aveva dubbi riguardo ai sacri Libri ispirati da Dio e istruiva in proposito i
suoi collaboratori.
Un principio
ermeneutico valido è il seguente: «La Bibbia si spiega con la Bibbia». Tale strano bisogno
di trattare con «beneficio d’inventario» le «disposizioni attribuite al Signore,
ma contrarie alla Torah» (dove mai stanno nella Bibbia?) e, come tali, da
tenere perciò a «distanza», mostra una comprensione, a dir poco, singolare della
sacra Scrittura. Chiaramente bisogna fare un’esegesi contestuale rigorosa e
precisa, risalendo sempre al pensiero dell’autore e di chi parla in tale testo
(e non di chi legge oggigiorno), e bisogna tenere presente il fatto che la
rivelazione è progressiva e che per i cristiani è ingiuntivo ciò che si trova
nel nuovo patto. Ma guai a fare critica interna alla sacra Scrittura,
screditando parti di essa, andando oltre a ciò che è scritto (1 Cor 4,6), o
aggiungendo o togliendo alla Parola (Dt 4,2; 12,32; Ap 22,18s). Una tale persona
avrà proprio la Sacra Scrittura a giudicarlo nel giorno del giudizio (Gv 12,48;
cfr. Mt 12,36s).
È proprio
difficile credere che si possa «comprendere appieno la Sua Volontà» senza
l’accettazione piena della Bibbia quale Parola di Dio!
►
URL di origine:
http://puntoacroce.altervista.org/Artk/1-Bibbia_opera_divina_Avv.htm
10-06-2009;
Aggiornamento: 03-08-2009
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