Un taglio netto alle convenzioni anti-bibliche e pseudo-bibliche, all'ignoranza e alle speculazioni — Ein klarer Schnitt zu den anti-biblischen und pseudo-biblischen Konventionen, zur Unwissenheit und den Spekulationen — A clean cut to the anti-biblical and pseudo-biblical conventions, to the ignorance and the speculations — Une coupe nette aux conventions anti-bibliques et pseudo-bibliques, à l'ignorance et aux spéculations — Un corte neto a las convenciones anti-bíblicas y pseudo-bíblicas, a la ignorancia y a las especulaciones

«La fede che pensa» — «Accettare la sfida nel nostro tempo»

«Glaube gegen den Strom»: Für das biblische Unterscheidungsvermögen — «Faith countercurrent»: For the biblical discernment — «Foi contre-courant»: Pour le discernement biblique — «Fe contracorriente»: Por el discernimiento bíblico     

Per il discernimento biblico

Prima pagina

Contattaci

Domande frequenti

Novità

Arte sana

Articoli e temi

Dizionari

Gestione

Libri

Proiezioni Culturali

Utilità

Zona franca

▼ Vai a fine pagina

 

 
Poesie
 
 
 
 

Le diversità possono essere una risorsa oppure diventano un problema.

  Ecco le parti principali:

Entriamo in tema (il problema)

Uniti nella verità

Le diversità quale risorsa

Le diversità e le divisioni

Aspetti connessi.

 

Il libro è adatto primariamente per conduttori di chiesa, per diaconi e per collaboratori attivi; si presta pure per il confronto fra leader e per la formazione dei collaboratori. È un libro utile per le «menti pensanti» che vogliano rinnovare la propria chiesa, mettendo a fuoco le cose essenziali dichiarate dal NT.

 

Vedi al riguardo la recensione.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

Serviti della e-mail sottostante!

E-mail

   

 

 

 

 

 

 

L’INAUGURAZIONE DELLA SCUOLA PER BAMBINI

 

C’erano una volta due bambine (ci sono ancora, ma ora son cresciute): si chiamavano Vanna e Milvia (chissà perché le chiamavano tutti Anna e Ilvia). In ogni modo, erano un po’ birichine perché han voluto che papà Giorgio le lasciasse stare alla sera fino a tardi davanti alla TV anziché spedirle tra le lenzuola, scordandosi che il mattino dopo c’era da andare all’inaugurazione della scuola.

     Così, chi poteva essere, la mattina successiva, che piangeva? Neppure si sapeva ancora se colpa era del sonno o perché volesse andare all’ospedale a giocare col papà che era in servizio come medico

legale?

     La mamma Fiordalisa, a questo punto entrò subito in azione ottenendo direttamente da (V)Anna la preziosa informazione: la bimba piangeva solo perché voleva mangiar focaccia a colazione.

     Comunque l’ospedale per ogni evenienza c’era: era quello nuovo qui vicino, il cui direttore prometteva bene, ma non muoveva un dito: si chiamava Tito.

 

Arrivando finalmente a scuola…

 

Per aprire il portone della scuola andava bene il piccolo Filippo come portiere, ma non è stato ammesso perché, una decina di volte al dì, deve chiedere il permesso e lasciare il lavoro per fare pipì.

     Per questa incombenza poteva andar bene anche Lorenzo l’inserviente, ma a lui non piace fare altro che niente. Per fortuna è arrivata anche Daniela la brava vice-aggiunta, del direttore nuora, che però non è mai pronta ad alzarsi di buonora.

     Da ieri è presente e fa lezione quel buon prete di don Tino, che è al posto di nonno Antonio, che è andato in pensione con l’encomio.

     Ha preso servizio anche una bidella che per essere più bella e per farsi un po’ vedere, ha voluto aumentarsi la misura del sedere, gonfiando un palloncino che però non dovevasi vedere…

     Solo che è successo l’imprevisto che la bidella non aveva previsto: il palloncino si vedeva e la gente se la rideva; il geloso fidanzato, alla fine s’è arrabbiato; il sedere era esagerato e andava ridimensionato; la bidella ci ha provato e anche il fidanzato ma… dopo averlo smontato, è finita che il palloncino con fragore gli è scoppiato!

     Insomma, è andata male per il fidanzato che subito è scappato e ha gridato: «Così non vale, così non vale: non siamo mica a carnevale!?».

     Per fortuna, ben vestito, c’era anche nonno Mino travestito da Pietro Simone che ha portato una ramanzina e un sermone: «Cara bidella, ti diamo il perdono, ma un’altra volta per la stupidità non c’è più condono!».

     Tutti son rimasti felici e contenti, anche le bambine che erano sotto falso nome: c’era Vanna chiamata Anna e Milvia detta Ilvia.

     E c’eri anche tu, tu, tu e tutuuuuuu… ragazze come fischia il treno! Speriamo che almeno il trenino non faccia come il palloncino.

 

{adattamento da un testo di Minop; © Punto°A°Croce 2006}

 

07-12-06; Aggiornamento: 11-05-07

 

▲ Vai a inizio pagina ▲

Proprietà letteraria riservata

© Punto°A°Croce