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C’erano una volta due
bambine (ci sono ancora, ma ora son cresciute): si
chiamavano Vanna e Milvia (chissà perché le chiamavano
tutti Anna e Ilvia). In ogni modo, erano un po’
birichine perché han voluto che papà Giorgio le
lasciasse stare alla sera fino a tardi davanti alla TV
anziché spedirle tra le lenzuola, scordandosi che il
mattino dopo c’era da andare all’inaugurazione della
scuola.
Così, chi poteva
essere, la mattina successiva, che piangeva? Neppure si
sapeva ancora se colpa era del sonno o perché volesse andare
all’ospedale a giocare col papà che era in servizio come
medico
legale?
La mamma Fiordalisa, a
questo punto entrò subito in azione ottenendo direttamente
da (V)Anna la preziosa informazione: la bimba piangeva solo
perché voleva mangiar focaccia a colazione.
Comunque l’ospedale
per ogni evenienza c’era: era quello nuovo qui vicino, il
cui direttore prometteva bene, ma non muoveva un dito: si
chiamava Tito.
Arrivando finalmente a
scuola…
Per aprire il portone della
scuola andava bene il piccolo Filippo come portiere, ma non
è stato ammesso perché, una decina di volte al dì, deve
chiedere il permesso e lasciare il lavoro per fare pipì.
Per questa incombenza
poteva andar bene anche Lorenzo l’inserviente, ma a lui non
piace fare altro che niente. Per fortuna è arrivata anche
Daniela la brava vice-aggiunta, del direttore nuora, che
però non è mai pronta ad alzarsi di buonora.
Da ieri è presente e
fa lezione quel buon prete di don Tino, che è al posto di
nonno Antonio, che è andato in pensione con l’encomio.
Ha preso servizio
anche una bidella che per essere più bella e per farsi un
po’ vedere, ha voluto aumentarsi la misura del sedere,
gonfiando un palloncino che però non dovevasi vedere…
Solo che è successo
l’imprevisto che la bidella non aveva previsto: il
palloncino si vedeva e la gente se la rideva; il geloso
fidanzato, alla fine s’è arrabbiato; il sedere era esagerato
e andava ridimensionato; la bidella ci ha provato e anche il
fidanzato ma… dopo averlo smontato, è finita che il
palloncino con fragore gli è scoppiato!
Insomma, è andata male
per il fidanzato che subito è scappato e ha gridato: «Così
non vale, così non vale: non siamo mica a carnevale!?».
Per fortuna, ben
vestito, c’era anche nonno Mino travestito da Pietro Simone
che ha portato una ramanzina e un sermone: «Cara bidella, ti
diamo il perdono, ma un’altra volta per la stupidità non c’è
più condono!».
Tutti son rimasti
felici e contenti, anche le bambine che erano sotto falso
nome: c’era Vanna chiamata Anna e Milvia detta Ilvia.
E c’eri anche tu, tu,
tu e tutuuuuuu… ragazze come fischia il treno! Speriamo che
almeno il trenino non faccia come il palloncino.
{adattamento da un testo di Minop; ©
Punto°A°Croce 2006}
07-12-06;
Aggiornamento: 11-05-07
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